GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

Armando Ginesi - 07.10.2013 testo grande testo normale

Tags: GRILLO PARLANTE, armando ginesi, grafica, Avanguardie scientiste del Novecento artistico

Questo scritto è tratto dal volume “Avanguardie scientiste del Novecento artistico” di Armando Ginesi, edito nella collana “ibis” de “Les éditions royales de Bruxelles”nel 1976, in piena epoca in cui il desiderio di “moltiplicazione” dell’opera d’arte ai fini di una ampliamento della base fruitrice, secondo le moderne sensibilità sociali, aveva creato una larghissima diffusione della cosiddetta “grafica”.

L'Ottocento si apre con la vigorosa personalità dello spagnolo Francisco Goya, vero maestro della grafica moderna per l'intensa drammaticità del segno e per la romantica, oscura fantasia che infonde nelle opere. Si pensi ai Capricci, ai Disastri della guerra, alle varie tauromachie, soggetto sempre tanto caro all'anima e al costume spagnoli. La Francia trionfa in questo secolo con Honoré Daumier e Charles Meyron, con Eugène Delacroix che illustra le opere letterarie di Johann Wolfgang von Goethe e di William Shakespeare ed ancora con Jean-Baptiste Camille Corot, Charles-François Daubigny, Theodore Rousseau, Felix Braquemond, Édouard Manet, Edgar Degas, Henri Fantin-Latour, Gustave Dorè, Odilon Redon, Paul Gauguin, Pierre Bonnard, mentre Henri Toulouse-Lautrec si consacra alla litografia, tecnica entrata in uso verso la fine del Settecento in seguito alla scoperta della proprietà che alcune pietre calcaree a grana finissima e dura posseggono di rifiutare, dopo opportuni trattamenti, l'inchiostro grasso da stampare sulle parti non lavorate e di lasciarlo invece aderire a quelle lavorate.
In Inghilterra si occupano di incisioni William Turner, James Abbott McNeill Whistler, Aubrey Beardsley, mentre in Italia lavorano Antonio Fontanesi, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.
Del Novecento è difficile parlare considerando la grandissima massa di artisti che si sono dedicati alla grafica, tuttavia possiamo accennare ai più grandi che lavorarono agli inizi del secolo: gli Espressionisti tedeschi (Ernst Ludwig Kirchner, Emile Nolde, Oscar Kokoschka); Vasilij V. Kandinskij, Paul Klee, Marc Chagall, Pablo Picasso, Henri Matisse, Georges Rouault, Jacques Villon e gli italiani Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Giorgio De Chirico, Luigi Bartolini fino ai contemporanei.
Compiuto questo sintetico excursus storico vediamo ora quale è il significato socio-culturale che la grafica e la sua editoria hanno assunto nella nostra epoca. Riallacciamoci alle ragioni formatesi già durante il Rinascimento quando si è avvertito, come abbiamo già detto, il bisogno di affidare alla tecnica il compito della ripetizione di un'opera disegnata per ampliarne il messaggio e quindi, in definitiva, anche per accrescerlo. Perché già allora – nel momento cioè in cui l'uomo andava scoprendo il ruolo nuovo che era chiamato a svolgere nella storia – si comprendeva come i significati ideologici dovessero essere trasmessi a più persone se se ne voleva aumentare il valore. Non è un caso che, nello stesso periodo, ripetiamo, la tecnica tipografica abbia scoperto i mezzi (in verità già in parte scoperti prima con l'incisione dell'alfabeto sul legno) per divulgare sempre più i testi letterari: segno evidente che l'esigenza di allargamento della conoscenza dell'opera d'arte e dei suoi valori incominciava a premere nelle coscienze degli uomini colti. Perché è indiscusso che è nello spirito degli artisti e degli uomini di cultura in generale che nacque una simile intuizione sin dal 1400/1500. La società nella sua globalità comincerà a recepirla (per quanto attiene all'opera grafica) molto più tardi, come già visto, cioè nel 1700 allorché in Francia nascerà un'editoria specifica. Allora si darà vita ad una vera e propria struttura organizzativa per la stampa e la diffusione dell'opera grafica, così come'era già avvenuto per quella letteraria e di poesia.
Da quel momento il processo strutturale dell'editoria grafica si è messo in cammino ed è oggi pervenuto, soprattuto in America e in Europa, a risultati rilevanti. Era infatti naturale e diremmo indispensabile che un evento del genere, cioè quello della diffusione del messaggio artistico attraverso l'opera grafica si appoggiasse su di una solida struttura portante, qual è precisamente l'editoria.
Oggi la tecnica in genere è giunta a risultati eccezionali e quindi anche le metodologie realizzative delle opere grafiche si sono rinnovate, come ne sono sorte di nuove affiancatesi a quelle tradizionali. Nella nostra epoca dunque siamo in grado di realizzare e di distribuire la ripetizione in serie di un'opera grafica, distribuendo, attraverso di essa, il messaggio dell'artista ad un pubblico sempre più vasto.
Non ci interessa parlare ora delle differenti tecniche perché questo discorso esula dai nostri scopi e men che meno intendiamo scendere sul terreno della polemica circa presunti maggiori validità di alcune rispetto ad altre, in quanto consideriamo questo argomento pressoché inutile, convinti come siamo che ogni epoca mette a disposizione dell'uomo gli strumenti (così come le idealità e le esigenze) del proprio tempo. Pertanto ogni tecnica va ritenuta degna di rispetto nella misura in cui riesce ad assolvere al suo compito che è quello di consentire all'uomo (nel nostro caso all'uomo-artista) di esprimere compiutamente se stesso e la sua creatività. Ci interessa invece fissare alcuni punti che riteniamo importanti e che riguardano il discorso sulla ripetizione dell'opera e sulla sua diffusione.
Cominciamo dall'inizio, introducendo un concetto fondamentale che è quello del "progetto". Che cos'è il progetto? È l'idea che l'artista ha dell'opera che intende realizzare. Egli pensa a questa sua idea primaria, la analizza, la filtra, la decanta fino a giungere alla sua essenzializzazione. Egli ha compiuto così due operazioni mentali: con la prima ha intuito l'idea iniziale, ha espresso un primo grado di pensiero; con la seconda ha messo a fuoco l'idea stessa, l'ha liberata dalle strutture inutili e ne possiede ora l'essenza. A questo punto incomincia ad operare traducendo in segni l'idea, ovvero il progetto di base. Nel far ciò naturalmente continua a compiere altre operazioni mentali e a modificare, in senso migliorativo, l'idea originaria. Quando la traduzione dell'idea in disegno – vale a dire in una serie di segni composti – è terminata, l'artista ha praticamente realizzato il progetto definitivo, il quale diventa una specie di idea platonica ne varietur, che non deve modificarsi perché contiene ciò che l'artista ha inteso esprimere, cioè il messaggio che intende proporre.
Nel progettare, l'autore deve naturalmente tener conto dell'uso che del suo progetto si farà, nel senso che deve considerare come esso sia destinato ad essere ripetuto in serie, mediante certi mezzi tecnici di cui deve possedere la conoscenza. Ciò per progettare, da un punto di vista tecnico, in maniera corretta rispetto al mezzo utilizzato per la ripetizione, affinché si possa garantire che il progetto risulti iterato fedelmente e non falsato nei suoi significati essenziali.
Tale progetto viene poi affidato ai mezzi tecnici i quali hanno il compito di ripeterlo senza alterarlo in alcuna parte. Esso viene consegnato alla macchina (quando parliamo di macchina intendiamo riferirci a tutti i tipi di macchina, dai più semplici ai più complessi: macchina è anche la lastra di rame, o la pietra calcarea, o la tavoletta di legno, o il telaio serigrafico) che lo ripeterà conservandone ogni caratteristica di forma e di contenuto. La qual cosa sarà possibile perché la macchina opererà artisticamente sotto il controllo dell'uomo che la predispone e la segue costantemente durante il lavoro di moltiplicazione del progetto. Tale operazione – che chiamiamo impiego artistico della macchina – si verifica perché l'artista, direttamente o attraverso tecnici in condizione di comprendere perfettamente il suo messaggio e le sue caratteristiche più peculiari, entra nello spirito di un processo meccanizzato con la stessa profonda familiarità per il mezzo meccanico che l'artigiano possedeva per il suo strumento: proietta cioè l'immaginazione in ogni parte del meccanismo e quindi rende espressiva la stessa operazione meccanica.
Terminata l'azione (alla quale, lo ripetiamo, l'artista spesso presenzia o servendosi di qualcuno in grado di sostituirlo pienamente) egli controlla che ogni esemplare corrisponda al progetto, compie cioè la verifica che il suo messaggio non sia stato alterato e dà la garanzia di tale risultato firmando a mano ogni esemplare del progetto ripetuto. A questo punto l'opera grafica seriale è terminata ed ha inizio la sua diffusione, incominciando con essa la diffusione del messaggio dell'artista.
In conseguenza del principio secondo il quale "nessuna invenzione ha valore se non venga comunicata" – come ha scritto Giulio Carlo Argan – la diffusione in più esemplari dell'opera grafica contribuisce all'accrescimento del suo valore di informazione. Insistiamo su questo argomento anche se ci sembra che la sua comprensione dovrebbe rappresentare un fatto scontato. Infatti non dimentichiamoci che la nostra epoca storica è caratterizzata dallo sviluppo dell'informazione, quindi anche dell'informazione culturale in generale e di quella artistica in particolare, che deve essere estesa al massimo grado affinché le idee giungano al maggior numero di fruitori. Ciò lo può fare l'opera grafica così come, da tempo, fanno il libro, il disco, la pellicola cinematografica, la trasmissione televisiva, nell'interesse dell'espansione della cultura.



  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – L'opera Grafica espressione d'arte sociale - Parte II

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013