GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

Armando Ginesi - 14.03.2013 testo grande testo normale

Tags: GRILLO PARLANTE, armando ginesi, nazareno rocchetti, jose guevara

Presso la Galleria d'arte l'Incontro di Ancona, dal 24 marzo 2013, esporrà l’artista del fuoco con la personale Fleurs et jeunes filles.

Non è il primo testo che scrivo su Nazareno Rocchetti e la sua espressività, sia plastica che pittorica. E spero che non sia l'ultimo. Del resto si può dire, in qualche modo, che Rocchetti (o Rocky, com'era chiamato nell'ambiente artistico-olimpionico italiano) sia stato io a scoprirlo come artista o quanto meno che abbia contribuito ad aprirgli le prime vie della difficile nuova carriera che si è scelto. Perché nuova? Ma perché egli è sempre stato un massaggiatore olimpionico e quindi abituato a trattare, con forza e vigore, i tessuti epiteliali, le fasce muscolari, gli strati epidermici e quant'altro. Fino a che, per un motivo che non vi so dire (ma chi saprebbe dire perché Michelangelo o Caravaggio o Picasso o Arturo Martini – e potrei continuare quasi all'infinito – ad un certo momento abbiano preso la decisione di percorrere i sentieri ardui dell'espressione artistica anziché quelli, magari meno perigliosi ed economicamente più sicuri, di una qualsiasi altra professione? Sarebbe come chiedersi perché uno, ad un certo punto della propria esistenza, decide di consacrarsi alla vita religiosa e, magari, di diventare un mistico), per un motivo che non so dire, stavo dicendo, è scoccata la magica scintilla della passione per l'arte. E così, pian piano, la creta, la plastilina, la pietra, il marmo, il legno hanno sostituito, nella manipolazione, i tessuti più teneri del corpo umano. Ecco, ho detto la parola giusta: manipolazione. Perché è attraverso essa che Nazareno Rocchetti ha preso ad "aggredire" materiali resistenti da trasformare in oggetti plastici carichi di una valenza linguistica creativa. Così è diventato scultore.
E' in questa fase che ci siamo conosciuti. Poi, per una ragione che nulla aveva a che vedere con l'arte ma piuttosto con la sua abilità lenitiva dei dolori muscolari, un giorno gli ho presentato un grande artista, mio amico carissimo (che oggi, purtroppo, non c'è più), lo spagnolo José Guevara, maestro dell'informalismo iberico con Tapies, Millares, Vela, Yraola, Jenoves eccetera, che era stato colpito da una forma di dolorosa sciatalgia. Rocchetti, con la sua bravura non solo lo rimise un piedi, ma lo conquistò con la simpatia irruente del suo carattere. Gli fece vedere le sue sculture e ricevette da lui i complimenti e il consiglio a continuare a cimentarsi nella produzione artistica.
Guevara era noto soprattutto per l'invenzione di una tecnica pittorica, definita "oleo por combustiòn del pigmento", che serviva per mettere a nudo i segreti insiti nella materia e per procedere, assieme alla casualità in qualche modo controllata dalla sapienza dell'operatore, alla definizione dei suoi valori grafici e cromatici. Questo apparente "gioco" della bruciatura dei pigmenti di colore divertì e incuriosì Rocchetti che, dietro consiglio dello stesso Guevara, incominciò a sperimentare l'originale e non usuale tecnica esecutiva: dapprima quasi per gioco e poi per convinzione.

Attraverso un processo di recupero della figura, stimolato dagli esempi della grande pittura italiana del rinascimento e del barocco e di quella europea in genere del settecento e dell'ottocento, Guevara aveva seguito un processo che dall'indistinto dell'informale lo aveva gradualmente condotto a rimpossessarsi dei suggerimenti della verità di natura. E quindi, nelle sue opere, quando incontrò Rocchetti, egli aveva elaborato un tipo di figurazione che odorava sempre della sua origine informale, in quanto a soluzioni investigative delle suggestioni materiche portate alla luce dalla bruciatura dei pigmenti cromatici, ma era decisamente esplicativa dei modelli della realtà oggettuale. I colori erano mediterranei, accesi, solari, direttamente proiettivi di situazioni emozionali forti. E quest'universo cromatico, oltre alla tecnica della bruciatura, conquistò letteralmente Nazzareno Rocchetti, anche perché corrispondevano perfettamente alla sua indole spirituale, al suo apparato psicologico, alla sua irruenza naturale, alla sua immediatezza emotiva, alla sua sentimentalità robusta e non frenata da mediazioni razionali. Per cui si può dire che l'eredità più vera che gli ha lasciato il rapporto sodale con il pittore iberico è quella cromatica. Che l'artista marchigiano usa ancor oggi e con cui ha costruito il suo lessico espressivo.

I soggetti dipinti in questa rassegna sono i fiori e le donne. Due temi importanti: il primo è rivelativo della natura quand'essa esplode nella sua fantasmagoria cromatica; il secondo è il mistero della nostra metà (che ci è familiare quanto sconosciuta ma ci è decisamente complementare, a partire dalla creazione biblica). Su entrambi i soggetti (ma soprattutto sul secondo, quello della donna) Rocchetti cala tutta intera la sua inesauribile carica di fantasia curiosa oltre ogni limite e, facendo tesoro della grande e incancellabile lezione dell'Espressionismo, egli, attraverso la deformazione e la libera interpretazione sia delle forme che dei colori, ponendosi sulla scia di precedenti illustri (il Parmigianino, nella seconda metà del Cinquecento, spinto dalla volontà di superamento del canone classico; Amedeo Modigliani dei primi anni del XX secolo influenzato dalle culture linguisticamente rivoluzionarie delle avanguardie storiche) immagina l'altra metà del cielo con il collo lungo e gli occhioni aperti, quasi simboli per antonomasia della curiosità. A volte, alla donna, è accostata un mela. Tra il serio e il faceto, Rocchetti recupera la narrazione della Genesi e il legame con quel frutto che, se è vero che mangiandone uno al giorno leva il medico di torno, è altrettanto vero che esso è all'origine di tutti i nostri guai terrestri conseguenti alla cacciata dall'Eden. E la donna – collo lungo o non lungo – una qualche responsabilità se la porta dietro. Ma Rocchetti, con la sua fantasia creatrice, non dimostra rancore e, simpaticamente, cavallerescamente, generosamente, risponde con amore a questo presunto errore di tanto, ma tanto tempo fa che oramai chi se lo ricorda più?

Fleurs et jeunes filles
Personale di Nazareno Rocchetti
Galleria d'Arte L'incontro
Piazza del Plebiscito 29, Ancona

Inaugurazione 24 marzo 2013 h. 18

Aggiornamento 25 marzo 2013
Fotogallery dell'inaugurazione di Renato Barchiesi


  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

  • GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi – I colori solari di Nazareno Rocchetti FOTOGALLERY

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013