GRILLO PARLANTE DI ARMANDO GINESI – Astrattismo Russo del Primo Novecento IV PARTE – Rodcenko, Stepanova e il Produttivismo

Armando Ginesi - 17.09.2012 testo grande testo normale

Tags: grillo parlante, armando ginesi, astrattismo russo, produttivisto

Un viaggio nell'astrattismo russo del primo Novecento in sei parti. VI parte

Alcuni mesi dopo la pubblicazione del Manifesto del Realismo da parte di Naum Gabo e Antoine Pevsner (siamo nel 1920), in occasione di una mostra organizzata da Alexander Rodcenko e dalla sua compagna Varvara Stepanova, viene redatto e pubblicato, da questi ultimi, il Programma del Gruppo produttivisti. In sostanza esso sembra prendere le difese delle teorie di Tatlin (contro le quali, in parte, erano state formulate le ipotesi teoriche dei fratelli Gabo e Pevsner) ed anzi in qualche maniera le accentua. Ponendosi contro quella specie di neutralismo che, in un primo momento anche loro avevano propugnato, adesso i "produttivisti" si dichiarano a favore dell'espressione comunista del lavoro costruttivo materialista. Essi intendono risolvere il problema dell'arte basandosi positivisticamente sul metodo scientifico e sostenendo la necessità di armonizzare l'ideologia e la forma in modo che questa ultima assuma il valore di una sperimentazione a favore della pratica e della concretezza.
Il Manifesto del Gruppo si basa su tre principi cardine: 1) il comunismo scientifico, fondato sul materialismo storico, assume una valenza di fondo globale; 2) la conoscenza dei processi sperimentali dei Soviet va applicata anche nella metodologia artistica, che dunque sposta ogni ricerca dall'ambito astrattista a quello realista; 3) la tettonica, la costruzione e il prodotto sono la proiezione, sul prodotto cosiddetto artistico, della volontà ideologica, teorica ed esperienziale che fa considerare il volume, il piano, il colore, lo spazio e la luce, come elementi materiali della cultura industriale.
Il Gruppo Costruttivista considera incompatibile l'attività artistica e la produzione intellettuale, la quale ultima è intesa indispensabile all'edificazione di una cultura e di una società comuniste. Inoltre teorizza la necessità di organizzare ogni attività culturale armonizzandola con tutti i centri di produzione e con gli organi centrali del sistema dei Soviet che concretamente plasmano le forme comunistiche della vita sociale.
Da un simile taglio teorico e ideologico deriva che l'unica strada possibile per l'arte è quella di essere applicata ai prodotti concreti e necessari all'esistenza, come i mobili, i tessuti, gli oggetti in genere, il cinema, il teatro, l'illustrazione editoriale e così via.
Pur provenendo dall'astrazione, sia Rodcenko che la Stepanova approdano di fatto alle sponde del design. In particolar modo del visual design, rinnovando, soprattutto Rodcenko, la grafica sovietica nel campo della comunicazione pubblicitaria a cui aggiunge presto l'arredamento pubblico (vie, piazze, luoghi di incontro e di raduno di massa per ragioni politiche e commemorative) nonché la scenografia. Lavora anche come fotografo collaborando con la rivista Lef (diretta da Majakowskij), prima che la stessa venga soppressa nel 1928.
Le immagini di Rodcenko – che hanno dato vita ad un modello espressivo di grafica e di stampa destinate a svilupparsi nel tempo e a diffondersi un po' ovunque nel mondo – si caratterizzano per una ricerca compositivo molto rigorosa, matematica, razionale, sostanzialmente architettonica, di sapore nettamente costruttivista. Per molti versi egli agisce da punto di riferimento anche di altri formidabili artisti (Lazar Lissitskij, per esempio, detto El Lissitskij) che impostano il loro linguaggio pittorico e grafico ai canoni dell'architettura.
Rodcenko, Lissitskij, Ivan Pruni, Varvara Stepanova ed altri si incontrano con artisti e con modelli del mondo europeo del Bauhaus di Weimar e di Dessau (dove operano autori dell'est europeo come Vassilij Kandinskij, Làszlò Moholy-Nagy, Pavel Novotny) scambiandosi reciprocamente e fruttuosamente influenze linguistiche e stilemi e pertanto contribuendo allo sviluppo della comunicazione visiva internazionale.



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