GRILLO PARLANTE DI ARMANDO GINESI - Le mattonelle d'artista di Nino Abate e soci

Armando Ginesi - 03.05.2012 testo grande testo normale

Tags: GRILLO PARLANTE, armando ginesi, nino abate. museo epicentro, messina

Opere che sanno raccontare, interpretandola, la vita del nostro tempo di cui coglie le stimmate prevedendone, nel contempo, le future evoluzioni. Al Museo Epicentro di Messina.

Non conosco personalmente Nino Abbate, ma è come se lo conoscessi da tempo. Alcuni mesi fa mi chiese di scrivere un testo sul "cerchio". Lo feci, interpretando il cerchio dal punto di vista antropologico, artistico e simbolico. Poi glielo inviai. Credo che, prima o poi, lo pubblicherà da qualche parte (altrimenti perché me lo avrebbe domandato?).

Adesso mi ha avanzato una nuova richiesta: quella di scrivere sul Museo Epicentro ch'egli ha realizzato a Barcellona Pozzo di Gozzo, in Sicilia.
Una collezione originalissima d'arte contemporanea eseguita su mattonelle. Io non ho mai visitato il museo in questione, non sono mai stato a Barcellona (di Sicilia, ché quella catalana la conosco bene).
Sarebbe stato dunque logico se io gli avessi risposto che non mi era possibile scrivere su ciò che non conoscevo. Invece gli ho detto sì.
Gli ho anche indicato la data entro la quale gli avrei inviato il testo.
Chi mi conosce bene sa quanto io sia puntuale (credo di avere, tra i miei ascendenti, degli orologiai svizzeri!), ma in questo caso una serie di impegni imprevisti mi hanno impedito di rispettare il tempo che io stesso, peraltro, avevo indicato. Abbate, utilizzando l'infernale (anche se utilissima) moderna tecnologia della comunicazione, come Internet, ha incominciato a ricordarmi, a mezzo di messaggi quotidiani, l'impegno assunto. Fino a che non mi sono fortemente incuriosito di quest'uomo determinato il quale si è inventato un museo che, all'inizio, poteva sembrare un'utopia (anche perché mi pare di aver capito che il progetto non prevedeva altre risorse oltre alla generosità degli artisti che avrebbero dovuto regalare i loro manufatti dopo averli appositamente eseguiti) ed invece è diventato realtà; ha dovuto combattere con una burocrazia miope ed ottusa (ne conoscete di burocrazie presbiti ed intelligenti?) che glielo voleva far abbattere, ma lui, sia pure in extremis, è riuscito a salvarlo. Non solo ma lo ha riempito di opere di autori importanti del panorama espressivo italiano, europeo e ,in certi casi, mondiale.

Mi sono incuriosito, dicevo, anche perché ho incominciato ad intravvedere in questa singolare figura molti lati che lo fanno assomigliare a me: quanto a determinazione io pure non scherzo; nella mia vita c'è stata una lunga parentesi in cui la mania di "inventare" musei originali (unici o rari) me ne ha fatti mettere in piedi cinque o sei; la voglia di combattere contro i burosauri ce l'ho sin da ragazzino e non mi è mai passata. Poi questa foga da caterpillar che mi mandava via facebook un messaggio al dì, me lo ha reso simpatico.
Così mi sono risoluto a scrivere? Ma di che cosa? Intanto delle belle, ma davvero belle, opere sue, di Nino Abbate, che hanno costituito il nucleo fondante del Museo Epicentro e della raccolta di mattonelle (le ho viste riprodotte in una pubblicazione, "Un tributo all'arte", dedicata alla nascita della collezione); poi dell'idea originale di dar vita, attraverso mattonelle richieste ad artisti italiani e stranieri, ad un mosaico seducente di quel che la modernità artistico-visiva ha prodotto mediante una pluralità linguistica come mai era stata registrata nei millenni passati. Infine del piacere di ritrovare, tra gli autori delle mattonelle ed i critici che vi hanno dedicati testi, tanti amici. Molti di essi non sono più in vita; qualcuno ancora sì. Leggere i loro nomi è come far scorrere, dinanzi ai miei occhi, velocissimo, il film della mia vita professionale svolta in Italia e all'estero.

Abbate, le tue opere (posso darti del tu?) sono belle, intelligenti, emozionanti. Perché sanno raccontare, interpretandola, la vita del nostro tempo di cui coglie le stimmate prevedendone, nel contempo, le future evoluzioni. Il che significa saper legare il presente al passato e al futuro, cioè essere artista nella triplice funzione che gli è propria di testimone (del proprio tempo), di interprete (quindi creativo) e di profeta (colui che è in grado di parlare prima e "al posto di", come l'etimologia ci insegna).

Tra i critici e gli studiosi che conosco o che ho conosciuto, ho ritrovato Fulvio Abbate, Renato Barilli, Rossana Bossaglia, Gillo Dorfles, Vittorio Fagone, Giorgio Seveso, Toni Toniato, Italo Tomassoni, Lara Vinca Masini. Fra gli artisti amici cari e di vecchio corso. Anche tra costoro alcuni sono scomparsi (come Aldo Borgonzoni, vecchio amico di tante avventure culturali) mentre altri sono vivi e vegeti. Tutti straordinariamente bravi. Li cito: Ubaldo Bartolini, Gianfranco Barucchello, Gianni Bertini, Floriano Bodini, Agostino Bonalumi, Andrea Branzi, Pietro Cascella, Giorgio Celiberti, Mario Ceroli, Sergio D'Angelo, Bruno D'Arcevia, Fernando De Filippi, Giosetta Fioroni, Eva Fisher, Marco Gastini, Alberto Gianquinto, Paolo Icaro, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Riccardo Licata, Trento Longaretti, Gino Marotta, Fabio Mauri, Giuseppe Migneco, Achille Perilli, Concetto Pozzati, Guido Strazza, Alberto Sughi, Valeriano Trubbiani, Claudio Verna, Matteo Zauli.

Caro Abbate, che altro dirti? Che hai compiuto una cosa importante. Hai ragione quando scrivi nella "conclusione" del tuo volumetto che "la storia è fatta dagli uomini, ma talvolta dal destino". Il tuo destino ha il nome e la natura degli "artisti", i quali sono generosi (anche se non proprio tutti) e spesso capaci di aggregarsi attorno alle idee felici e alle iniziative grandi, come quella di "Epicentro" che tu hai regalato a Gala di Pozzo di Gotto. Un giorno, spero non lontano, voglio venire a vederlo con gli occhi del corpo, questo tuo figlio, perché con quelli della mente l'ho talmente visto bene che mi pare di conoscerlo come fosse casa mia.

Immagini:
Una delle sale del Museo Epicentro, Nino Abbate artista e fondatore del Museo Epicentro, Nino Abbate e l'architetto Fabio Fornasari, progettesta del museo del Novecento a Milano in visita al Museo Epicentro nella XIV settimana della cultura in Sicilia svoltasi dal 14 al 22 aprile 2012.

Museo Epicentro
Arte contemporanea su mattonelle
Via Mercurio, 71
98051 Gala di Barcellona P.G (ME)
tel. e fax 090.9771295


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