IL MIO PRIMO LIBRO N.8: Gli amici ''per sempre'' di Laura Brugnoli e Cristina Amodeo

Davide Calì - 05.12.2011 testo grande testo normale

Tags: rubrica,primo,libro,amici,sempre,laura, brugnoli, cristina, amodeo

Un'intervista doppia a Laura Brugnoli e Cristina Amodeo per conoscere il loro primo libro, "Sempre insieme".

E' stata Valentina Mai, delle edizioni Campass, che ho incontrato la scorsa primavera, prima al Picnic Festival di Reggio Emilia poi durante la mia settimana di laboratorio a Macerata presso Ars in fabula, a passarmi il pdf di Sempre insieme, primo libro di Laura Brugnoli e Cristina Amodeo. La cosa esigeva un'intervista doppia, e così eccola!

D: Come nasce innanzi tutto questo progetto? Vi conoscevate già o è stato l'editore a mettervi insieme? Come siete entrate in contatto con l'editore?

Laura: Conobbi Valentina, l'art director delle edizioni Campass, nel 2009 tramite una mia cara amica e l'anno successivo partecipai alla mia prima Fiera del Libro a Bologna. Mentre ero allo stand delle edizioni Campass molti illustratori venivano a proporre i loro lavori e Valentina mi mostrò alcune tavole di Cristina, mi disse che sarebbero diventate un libro ma che mancava ancora la storia, così io mi offrii di scriverla.

Cristina: Ho conosciuto Valentina Mai alla fiera di Bologna 2009. Ero abbastanza sfiduciata e poco convinta dei miei lavori, era il secondo giorno in fiera e non avevo ricevuto molti segnali positivi dagli editori a cui avevo mostrato il mio portfolio. Valentina invece sembrava piacevolmente colpita dai miei lavori, le piacevano le tavole che avevo realizzato come progetto di tesi e mi disse di inviargliele complete di testo e storyboard.
La fiera finì ed io, ancora non so per quale motivo, non mandai i miei lavori a Valentina; fu lei, mesi dopo, a ricordarmi che era ancora interessata alla storia. Dopo il nostro primo incontro ci siamo riviste alla fiera del libro di Montreuil, a novembre. In questa occasione mi disse che le illustrazioni che le avevo inviato continuavano a piacerle ma che la storia non era abbastanza "matura", così le mostrai i miei ultimi lavori, tra cui le tavole di Alce e Scoiattolo, che all'epoca erano i protagonisti di un'altra storia, anche quella, secondo Valentina, priva della forza necessaria per essere pubblicata. Finalmente un giorno Valentina mi chiamò dicendomi che aveva trovato la storia giusta!

D: Come avete lavorato al progetto? Il libro ha subito molte modifiche rispetto all'idea iniziale?

Laura: Quando mi offrii di scrivere la storia, Valentina accettò e mi suggerì il tema a grandi linee. Doveva essere il racconto di due amici che venivano separati; avevo a disposizione alcune tavole già pronte sulle quali basarmi per adattarvi la trama; scrissi varie versioni della storia ma nessuna mi soddisfaceva, mi sembravano tutte troppo fredde e distaccate, le classiche fiabe che parlano di personaggi inventati e lontani. Non proposi nessuna di quelle versioni, pensai invece ad una mia vecchia amicizia perduta, mi chiesi che cosa le avrei voluto dire e lo scrissi, diretto, in prima persona come se fosse stata davanti a me.
Adattai poi la prima stesura alle tavole, cercando di affiancare le frasi alle situazioni illustrate. Quando ho visto il risultato finale dopo il lavoro dell'editor mi sono stupita della sintonia che si era creata tra l'illustrazione e le parole.

Cristina: Quando mi arrivò il testo di Laura, cominciai subito a fare lo storyboard, e in un paio di settimane fu pronto per una prima presentazione alla fiera di Bologna 2010.
Da lì in poi non fu facile per me rimettere mano a un progetto iniziato ormai un anno prima. Anche se la storia era completamente diversa e, di fatto, il progetto non era più lo stesso, rimaneva il "problema" della coerenza tecnica e stilistica, in quanto due delle tre tavole precedentemente realizzate sarebbero rimaste nello storyboard finale.
All'inizio non ero per niente convinta della direzione che stava prendendo il libro a livello visivo e avevo paura di non riuscire a portare a termine un lavoro pubblicabile, ma in qualche modo sono riuscita a completare il lavoro mantenendo, credo, un'omogeneità stilistica e cromatica in tutte le dodici tavole.
Mi rendo conto comunque di essere stata particolarmente fortunata a poter lavorare con Valentina, una persona estremamente positiva e paziente che mi ha concesso tempi di realizzazione decisamente non comuni e che si è fidata di me e del mio lavoro.

D: E' il vostro primo libro pubblicato ma avevate già scritto/illustrato altri libri? Se sì come li avete proposti? Cosa vi hanno risposto gli editori?

Laura: Non ho scritto altri libri, avevo proposto alcuni racconti per bambini anni fa a due case editrici ma non ho ricevuto risposta; rileggendo quei racconti ora penso che nemmeno io mi risponderei.

Cristina: Da quando ho finito gli studi tutto ciò che ho sentito è stato: gli editori vogliono progetti completi, dovete mandare storia e illustrazioni. Un bel problema per me che non sono mai stata brava a scrivere e inventare storie. Così all'inizio chiesi a mia mamma di scrivermi delle storie con l'intenzione di avere un filo conduttore su cui realizzare delle illustrazioni da mandare ai concorsi e, in un secondo tempo, dei progetti pronti da presentare agli editori.
Ho sempre contattato case editrici italiane ed estere che pubblicavano i libri che finivo per comprare. All'inizio, ancora poco sicura dei miei progetti, mandavo un piccolo portfolio cartaceo rilegato con una selezione dei miei lavori, proponendomi solo come illustratrice, poi, in un secondo momento, ho iniziato a mandare via mail dei pdf completi di testo, illustrazioni e storyboard.
Le risposte non sono state positive, alcuni, la maggior parte, proprio non hanno risposto, per gli altri i lavori erano belli o interessanti ma non in linea con il loro catalogo, una frase che credo qualunque illustratore si è sentito dire almeno una volta.

D: Come trovate in generale gli editori? Disponibili verso i nuovi talenti o invece piuttosto chiusi?

Laura: Non ho avuto molto a che fare con editori ad essere sincera. Girando per i vari stand alla fiera del libro però ho notato una cosa che mi ha lasciato un po' dispiaciuta: quando mi presentavo a case editrici italiane ero accolta spesso in modo distratto e tenuta in poca considerazione, quando invece andavo negli stand di case editrici straniere spagnole, americane, canadesi...non solo avevo l'impressione d'esser ascoltata con serietà ma erano loro per primi a parlarmi ed avanzare proposte.

Cristina: In generale, se un progetto piace, l'editore si mostra interessato, sia esso il frutto del lavoro di un illustratore affermato che di un illustratore esordiente non ancora pubblicato.
Per il resto come al solito serve anche un po' di fortuna ed essere nel posto giusto al momento giusto è di fatto una regola sempre valida anche in questo campo.
Detto questo, a volte mi è davvero difficile capire le dinamiche di selezione di un artista da parte di una casa editrice. Ci sono editori, sia italiani che esteri, che apprezzo per gusto, attenzione e cura verso ogni dettaglio della pubblicazione, ma non c'è un catalogo che riesca a coinvolgermi nella sua interezza.

D: Lavorerete ancora insieme? Al momento, insieme o separate, state lavorando a qualcosa?

Laura: Mi piacerebbe poter lavorare ancora con Cristina. Al momento non sto lavorando su qualche progetto in particolare, sono concentrata sugli studi e i racconti restano purtroppo sepolti sotto i libri di sociologia ed economia.

Cristina: Dopo Laura ed io non abbiamo lavorato su progetti comuni, al momento mi sto concentrando più sull'aspetto "ricerca stilistica". Nell'immagine do molto peso al colore e alle forme che esso descrive e ultimamente la tecnica attraverso la quale riesco a sintetizzare meglio questa unione è il collage. Mi piacerebbe avere la possibilità di realizzare un libro nel quale l'immagine non sia unicamente narrativa e descrittiva quanto più evocativa e decorativa.
Per il resto, ho da parte un progetto in cerca di un editore. Il testo è di un mio amico. È un progetto a cui tengo molto ma che per il momento nonostante abbia ricevuto numerosi apprezzamenti non ha trovato spazio in nessun catalogo.

D: Quali sono i vostri modelli, per la scrittura e l'illustrazione, i vostri autori/illustratori di riferimento?

Laura: I miei modelli per la scrittura cambiano velocemente come cambia il mio umore, mi è spesso capitato di leggere un libro e giudicarlo piuttosto insipido, rileggerlo dopo pochi mesi ed innamorarmene, come pure il contrario. Aldilà delle affinità momentanee però alcuni libri rimangono fissi nella mia libreria, non mi libererò mai de "Il piccolo principe" ne de "L'ombra del vento". Lo scrittore che più di tutti riesce sempre a stupirmi però è Neil Gaiman, essendo lui inglese so che molto dipende anche dalla qualità della traduzione, ma nonostante questo i suoi libri sono sempre splendidi, anche nei rari casi in cui le trame dei racconti siano scarse o palesi, il suo stile riesce a renderle speciali e sorprendenti.
È raro che lasci la lettura di un libro incompleta, però provo una gran rabbia quando i racconti sono tremendamente interessati ma lo stile dello scrittore è svogliato e sbrigativo, infantile.

Cristina: Ci sono stati momenti differenti nel mio percorso in cui mi sono fatta condizionare molto dagli illustratori che ammiravo. Adesso penso di aver imparato ad osservare ed eventualmente rielaborare in una chiave di lettura personale il lavoro degli autori che più stimo ed apprezzo, tra questi, in ordine sparso: Blexbolex, Martin Jarrie, Carmen Segovia, Kitty Crowther, Riki Blanco, Gwénola Carrère, Camilla Engman, Harriet Russel, Romy Bluemel e molti altri...
In questo periodo mi colpiscono maggiormente le illustrazioni con un evidente taglio grafico, semplici o complesse, trovo che abbiano comunque un impatto forte ed immediato.

D: Domanda esistenziale: è più difficile trovare il giusto illustratore per una storia, o la storia giusta per un illustratore?

Laura: In questo caso sceglierei la seconda, in fondo le illustrazioni sono nate prima della storia, quando invece accade il contrario è l'illustratore a dover creare un mondo basandosi sulle parole di qualche scrittore. Come per la scrittura, così anche l'illustrazione, può avere uno stile che piace o non piace ma, al di là del gusto personale, quando tra le parole e le immagini c'è concordanza, il risultato è piacevole comunque.

Cristina: E' nato prima l'uovo o la gallina? Penso che non sia mai facile trovare, in termini assoluti, la perfetta combinazione tra storia ed illustratore. Direi che il tutto si può ridurre a una questione di sensazioni e di visioni comuni. Quando un illustratore ha di fronte una storia in grado di evocare in lui, con facilità, l'immaginario che descrive il suo mondo visivo, di sicuro il prodotto finale sarà capace di stimolare anche il lettore e di emozionarlo pagina per pagina.


Laura Brugnoli è nata a Bologna nel 1988. E' laureata in scienze della comunicazione da pochi mesi e "Sempre insieme", edito da Kite, è il suo primo libro.

Cristina Amodeo nasce nel marzo 1986 nella lacustre Verbania. Dopo il liceo si trasferisce a Milano dove frequenta un corso di illustrazione che termina nel 2008; da allora lavora come illustratrice freelance e realizza immagini per progetti differenti collaborando con magazines, associazioni, blog e case editrici. Da gennaio 2011 collabora con lo studio di grafica editoriale POMO. Nel tempo libero viaggia, produce liquore al cioccolato e colleziona voliere.


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