Non so disegnare.

Annalisa Cameli - 28.10.2011 testo grande testo normale

Tags: Ve.Ra.Di. Vedere, ragionare, disegnare. Intervista a Giovanni Spinicchia

Ve.Ra.Di. Vedere, ragionare, disegnare. Intervista a Giovanni Spinicchia "L'arte è l'unica cosa che ancora contribuisce a fare stare a galla l'universo umano".

La frase "non so disegnare" è spesso ricorrente nelle nostre vite. Fin dalla scuola, ci si sente inadeguati, in difficoltà, incapaci.
La creatività, il pensiero creativo, è un atteggiamento mentale che ci consente di elaborare, ideare, creare appunto, dal niente un qualcosa, sia nel campo dell'immaginazione che nel campo razionale.
La creatività è di tutti, è innata, ma non sempre si è in grado di utilizzarla, proprio perché occorre allenamento, occorre acquisire delle tecniche che possano permettere l'utilizzo della propria creatività.

A trattare l'argomento è Giovanni Spinicchia, un artista di Firenze, che ha da poco pubblicato il libro "Imparare a disegnare con il metodo Ve.Ra.Di. ".
Spinicchia risponde alle nostre curiosità, però ci avvisa che «non potrò mai assicurarle sulla certezza delle risposte, perchè io, innanzi tutto, sono il primo ad essere un uomo sempre sul filo dell'incerto».

Giovanni Spinicchia, sperimenta il metodo nei lontani anni '60 e lo perfeziona insegnando disegno nelle scuole elementari, medie, superiori. All'università insegna all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Il metodo VE.RA.DI. lo ha visto insegnare negli Stati Uniti, in Francia, in Svizzera e in diverse sedi italiane.

"Non so disegnare". Qual'è stato il suo primo pensiero la prima volta che ha sentito questa frase
Quando diplomato agli studi in discipline artistiche 1956-mi posi l'interrogativo dentro di me:..so o non so disegnare?...La carriera scolastica non era stata brillante nelle discipline artistiche che per otto anni, fui costretto ripare a settembre, da qui il dubbio. Pochi hanni dopo-1961-sedevo in cattedra per la disciplina in Educazione Artistica nella scuola media dell'obbligo che in quell'anno apriva in tutta Italia la sua prima classe sperimentale;lascio Firenze ed approdo presso un fantomatico paese Siciliano immerso fra le vallate dei Nebrodi:S.Marco d'Alunzio. Una partenza ed una scelta senza eroici propositi, solo spinto dall'istinto e dalla follia che governano la splendida giovinezza, quando tende ad ingrigirsi e divenire sempre più cupa, da qui la ricerca di uno spazio di luce per respirare un aria nuova.

Perché tutti possiamo disegnare? O meglio, perchè non si può "Insegnare a disegnare" quanto "educare a a trasferire su carta"?
Tutti possiamo disegnare se alla base dell'insegnamento esistessero dei codici di apprendimento, cosi come a tutti è permesso di imparare a leggere, a scrive e fare i conti, per merito di una grammatica per l'apprendimento delle lettere e di un codice dei segni per l'apprendimento delle unità numeriche; due condizioni necessarie, senza delle quali non è possibile imparare.Si possono imparare le parole, i numeri, e poi?.......

Ve.Ra.Di., Vedere, ragionare, disegnare: l'arte è quindi anche razionalità? Quali sono le giuste dosi fra passione e razionalità?
E' il codice, è la grammatica, è la scoperta, senza del quale non ci può essere conquista della forma, da cui deriva una visione razionale, armonica e sublime di un operazione ideografica e pittorica che può essere chiamata arte, inteso come un risultato esteticamente concepito, qualunque sia il tempo in cui si è fatta "opera"; L'arte può essere scomposta ed inrazionale se le motivazioni che l'hanno guidata passano dall'intelletto, dal cuore, dall'anima,da cui fare sprigionare forme altrettanto interessanti e non necessariamente dai riferimenti figurativi, ma visioni di altrettanta bellezza e di altrettanti significati storici legati al mio tempo e agli avvenimenti che determinano sviluppo e progresso tecnologico da cui scaturisce il nuovo, il non detto, come l'arte concettuale, l'arte povera, l'arte Brut, l'arte astratta, l'arte ecc.ecc. Se a Tutto ciò, viene a mancare "la passione" non ci sarà mai arte e per passione non intendo quella dei comuni passatempisti, sfaccendati, ambiziosi personaggi col prurito di emergere e pur tuttavia, di tutto rispetto, ma non possono essere chiamati autori di arte. Una vera passione, sento quella espressa da un autore noto: Damien Hirst: "Probabilmente non sapeva disegnare,era un concettuale,pescava nelle discariche e diceva: "Non mi faccio illusioni. Non penso di essere il migliore artista di tutti i tempi. Ma ho scoperto molte cose lungo la strada e devo trasmetterle ai giovani artisti impegnati a fare lo stesso viaggio": questo è un esempio di cosa vuol dire Passione.
.VERADI è stato un viaggio,durato 50 anni guidato da una passione, ed in 50 anni non ci si può permettere di avere scoperto una coglionata, il testo pubblicato, documenta l'incontrario. Le giuste dosi tra passione e razionalità non esistono, esistono solo gli obiettivi: raggiungerli !.. Tutto il resto è retorica.

Alla base vi è da acquisire la fiducia in se' stessi ed una acquisizione di.. serenità. Non insegna solo a disegnare, ma anche a vivere. L'Arte ancora una una volta ci aiuta a stare a galla?
Guai a conoscere solo i codici e le grammatiche di tutto lo scibile umano, se alla base del trasferire non si tiene conto di chi ci sta di fronte e nulla è di più ricco e di più commovente per un "maestro" sentirsi dire, dal suo discepolo:....lei mi ha salvato la vita, non da un allievo, da tutti, quale unica verità del concetto di "parità dei diritti", ed in questo, non sono venuto meno.
L'arte è l'unica cosa che ancora contribuisce a fare stare a galla l'universo umano, e questo vale per tutte le arti, dalla musica alla poesia, dalla pittura al disegno, dalle arti decorative alla creazione di oggetti industriali, dal povero dimenticato da Dio che si guadagna il pane disegnando in un angolo di strada, al disabile mentale che si acquieta e si impegna ad esprimersi dipingendo e disegnando,vedi la Tinaia: Centro di Attività Espressive, all'interno dell'ospedale psichiarico V Chiarugi di Firenze, aperto negli anni sessanta.

Lei è insegnante, che cosa significa insegnare arte oggi, nel 2011, e le differenze che si riscontrano, se ci sono, nell'insegnamento di questa materia
"Insegnare arte oggi" ha lo stesso significato che ha sempre avuto nella storia e di antica memoria, con la differenza, che oggi, in cui si è creduto, con l'avvento dei mezzi computerizzati, fare del disegno un compito risolutivo da affidare al solo mezzo meccanico, si è sperduta l'emozione, la creatività, la passione, la perdita dell'abilità manuale, che gli stessi dipartimenti universitari, come accademie di Belle arti, Facoltà di Architettura e facoltà di Design Industriale, lamentano ed accusano i propri allievi di incapacità disegnativa, alcuni e fin troppo, dei docenti laureati dopo i noti eventi rivoluzionari del 68, dichiarano di non sapere disegnare.
Esperienza vissuta personalmente all'interno del dipartimento universitario del Design Industrale di Calenzano, 2010-2011, presso cui ero stato incoraggiato a porre un rimedio ,poi naufragato per volontà di competenze a cui stava a cuore la mia assenza e senza clamori mi sono reso latitante, non prima di avere restituito ad una allieva del corso, prossima alla laurea, a cui ho dedicato e restituito una speranza di ripresa, tutt'ora in corso e al di fuori dall' istituzione Universitaria.
Infastidivo ed inquietavo i giovani assistenti addetti a togliere le castagne del fuoco dei titolari latitanti e con la paura di perdere dignità professionale, anche loro deficenti in disegno?.

Lei ha esposto come artista anche all'estero, fra cui il MOMA
Il Moma è stato un passaggio, raccolto dalla sensibilità di un competente ai lavori, i cui propositi furono indirizzati alla ricerca di operatori che avevano contribuito a realizzare un "Libro d'artista" tra il primo Novecento e la fine, per una mostra totalmente dedicata ad autori Italiani, ed esposti al Moma nel 92; fra questi, una mia opera scelta ed adeguata e stimolata, per conto della casa edtrice il Candelaio di Firenze che nel 1975, intese la mia partecipazione e pubblicazione, poi dispersa,e ritrovata al Moma, per una casualità di eventi che mi hanno visto per un soggiorno nella mitica N.Y in occasione di una sponsorizzazione da parte di una Miliardaria Americana con cittadinanza Italiana, che mi offri l'opportunità di far parte di un gruppo di autori da porre all'attenzione americana. Purtroppo, aveva solo i soldi (ebrea) ma non possedeva nulla che potesse condurre alla gloria i suoi assistiti, in parte fatti da truffatori della domenica che avevano trovato la Gallina dalle uova d'oro. Per me un esperienza terribile e nausiante, pur tuttavia sempre interessante ed eternamente grato.

Che ne pensa del panorama culturale italiano di oggi, anche rispetto a quello estero, primo fra tutti l'America.
L'arte Italiana sembra essere arrivata al suo capolinea; si è troppo giocato su autori le cui definizioni storicamente note e definita Transavanguardia è stata forzatamente immesso sul mercato dal Guru dell'arte contemporanea A.B.O, ha sconvolto i significati e tutto si è uniformato di conseguenza, il tempo trascorso in questa utopica scoperta che si presentava siglata come "Ritorno alla Pittura" ha condizionato e fatto dimenticare la ricerca di autori di grande Valore figurativo ed emersi negli anni fine cinquanta fino agli ottanta,metà novanta e poi dimenticati. Fra questi: Sughi, Vespignani, Gianfranco Ferroni, Piero Guccione... fra i quali lo scrivente, per quel modesto contributo ed i consensi ricevuti e per i quali ho preferito chiudere con le cose dell'arte, piuttosto che adattarmi alle condizioni del tempo, che sembra essere assente. Non c'è artista ne arte se viene a mancare fra questo ed i luoghi deputati uno sponsor. Non ho stima di chi si sponsorizza da solo e Firenze è colma di autori mecenati, che guardano dall'alto, di una pseudo gloria, soprattutto economica, chi con successo morale non ha saputo vendersi, per quanto riconosciuto da un passato di percorsi onorati dalla critica e dai luoghi deputati, uno di questi un caro grande autore: Piero Tredici di Sesto Fiorentino, morto in solitudine e dimenticato.

Imparare a disegnare con il metodo Ve.Ra.Di.
di Giovanni Spinicchia

per Macro Edizioni
ISBN: 88-7869-059-7



  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

  • Non so disegnare.

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013