LO SCATTO DIGITALE N.6: La fotografia digitale, nuovo linguaggio artistico

Paul David Redfern - 08.12.2011 testo grande testo normale

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Tags: rubrica,scatto digitale,arte digitale,arte contemporanea,artisti internazionali

In occasione della 29^ edizione del simposio internazionale d'arte contemporanea di San Nikola, in Croazia, si celebra anche la fotografia artistica digitale.

L'argomento precedente verteva sulla diffusione della fotografia digitale di massa. Ho descritto, cioè, quali sono stati i cambiamenti e cosa in effetti è avvenuto con la distribuzione delle fotocamere digitali e, quindi, con la divulgazione della fotografia digitale. Grazie alla tecnologia digitale chiunque oggi può "congelare" momenti delle propria vita come, ad esempio, compleanni e ricorrenze varie, ma al contempo essere anche "protagonista" di eventi che accadono nel mondo: cosa impensabile fino a pochi anni fa.

E' indubbio, infatti, che la tecnologia digitale ha agevolato, e di molto, la diffusione di immagini in modo esponenziale. I costi si sono abbattuti notevolmente e, se un tempo era dispendioso fare delle fotografie (mi riferisco alla pellicola analogica, alla diapositiva e alle relative stampe), oggi, invece, risulta essere molto economico realizzare delle fotografie sia amatoriali che professionali come, ad esempio, le foto di reportage. L'avvento di internet e la nascita di molteplici spazi gratuiti, nonché di "portali" dove chiunque può pubblicare le proprie fotografie, hanno reso la divulgazione delle immagini una possibilità alla portata di tutti.

Ovviamente non tutte le immagini disponibili online possono essere considerate capolavori ma rimane il fatto che l'utilizzo della tecnologia digitale in ambito fotografico e la conseguente diffusione di massa della fotografia hanno creato un enorme serbatoio o data base di immagini consultabili da chiunque e, in alcuni casi, anche utilizzabile da chiunque. Questo argomento lo affronterò più nel dettaglio in uno dei miei prossimi articoli in cui mi soffermerò proprio sull'utilizzo di queste immagini online.
Oggi, invece, mi dedicherò alla fotografia digitale intesa come arte.
Come già avvenuto nel passato per la fotografia analogica, dai suoi esordi fino alla seconda metà del Novecento circa, quando essa si "scontrò" con la pittura perché considerata da questa sorella minore, anche per la fotografia digitale il percorso sino ad oggi è stato alquanto faticoso. È solo da qualche decennio infatti che la fotografia è stata riconosciuta Arte alla stessa stregua di tutte le altre forme espressive tradizionali, pittura compresa. Quanto accade oggi ci fan ben sperare, in quanto la fotografia digitale artistica, o meglio l'arte digitale in genere, è già protagonista di varie biennali d'arte contemporanea e, anche nei musei e gallerie private, essa viene considerata alla pari delle altre forme espressive. Così, nei vari simposi dedicati all'arte contemporanea, la fotografia digitale e i suoi fautori sono sempre più spesso presenti, a conferma che il mondo dell'arte è in continua evoluzione adeguandosi di conseguenza ai nuovi linguaggi.

Come esempio pratico desidero citare il recente simposio-colonia artistica organizzata in Croazia, e giunta quest'anno alla sua 29.ma edizione. Essa si è svolta sull'isola di San Nicola (Sv. Nikola) ubicata a pochi metri dalla splendida cittadina di Parenzo (Porec) sita sulla costa Istriana. L'iniziativa, ideata sin dal lontano 1983 riunisce gli artisti di varie generazioni e stili, legati dall'unicità dell'idea e della realizzazione dell'opera d'arte. Gli autori invitati sono ospiti dell'albergo Riviera del gruppo Valmar che sponsorizza l'evento. La particolarità di questa iniziativa sta nel fatto che per una settimana gli artisti si confrontano lavorando e realizzando "in loco" le varie opere che "nascono" nel laboratorio messo a disposizione dagli organizzatori dell'evento. Al termine della settimana due delle opere realizzate vengono lasciate dall'artista all'organizzazione che provvede ad inserirle in un circuito espositivo permanente. Una mostra dell'iniziativa, realizzata dagli organizzatori nella primavera di ogni anno, accompagnata dal relativo catalogo a colori, documenta quanto gli artisti hanno realizzato. Il termine usato per questo genere di eventi è colonia: ovvero laboratorio artistico temporaneo dove si incontrano e lavorano più artisti provenienti da diverse nazioni.

Sette gli artisti scelti in questa edizione dal direttore artistico Giannino Bozic. Quest'anno a San Nicola erano presenti due artisti della Slovenia (Milan Eric e Andrej Pavlic), un pittore dall'Austria (Rudi Benetik), una pittrice dalla Slovacchia (Zuzana Kalinakova), una scultrice dalla Germania (Vesna Kovacic), e due fotografi digitali italiani: Giuseppina Mastrovito e Paul David Redfern (ossia, chi scrive), entrambi goriziani.
Tralasciando il modus operandi dei pittori presenti, mi soffermo, invece, sui due fotografi digitali. Entrambi hanno realizzato opere digitali con tecniche diverse con chiaro riferimento al luogo che gli ha ospitati. Giuseppina Mastrovito, infatti, ha messo in pratica la oltre trentennale esperienza in camera oscura, ora camera chiara, di tecnico di radiologia medica. La fotografa isontina opera in modo inusuale partendo dallo scatto. Le sue "elaborazioni" avvengono durante la ripresa fotografica "muovendo" l'obiettivo e a volte anche la macchina fotografica. Successivamente "monta" due o più immagini in Photoshop (programma di fotoritocco) e quindi le importa in Adobe Lightroom (programma per la catalogazione-archiviazione di immagini). Definito il risultato finale la stampa avviene direttamente su carta fotografica Epson. L'esito finale dell'opera è prettamente "onirico" e, da qui, il nome scelto dall'artista: "Morfeografie"
Discorso diverso per quanto riguarda me, Paul David Redfern. Utilizzo lo scatto fotografico come pretesto per "costruire" il mio personale modo di vedere il mondo. Il punto di partenza è reale e ben definito, come la fotografia di un soggetto qualsiasi. Successivamente elaboro lo scatto effettuato in Photoshop sino a "trasformare" la realtà originale in una nuova realtà irreale e fantastica. La matericità ottenuta è pura illusione ottica ma determina l'effetto pittorico voluto. In sintesi "dipingo" con le fotografie digitali, creando una metamorfosi della fotografia tradizionale. Da qui il nome "Photomorfosi"
Il risultato finale delle fotografie prese in esame, dunque, è completamente diverso anche se si utilizzano gli stessi strumenti sia per l'acquisizione che per la stampa. Ed è questa diversità che conferma che anche l'opera digitale può considerarsi arte. Non è stato un caso, quindi, che all'edizione del 2011 del simposio internazionale, oltre ai pittori, fossero presenti per la prima volta anche artisti digitali, in particolare fotografi digitali.

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