IL MIO PRIMO LIBRO N.5: L'amico fantastico di Roberto Lauciello

Davide Calì - 03.10.2011 testo grande testo normale

Tags: rubrica,primo,libro,roberto,lauciello,amico,fantastico,intervista

Continuano le interviste a giovani illustratori per bambini che raccontano il loro primo libro. La nuova serie comincia con Roberto Lauciello.

La prima volta che ho incrociato Roberto Lauciello disegnava per la Disney. Poi l'ho perso di vista per diversi anni. L'ho ritrovato da poco, illustratore per bambini, ma nel frattempo ha fatto davvero parecchie cose.

D: Tu arrivi al libro illustrato con un percorso che parte dal fumetto e passa attraverso i libri scolastici. Vuoi raccontarcelo un po'? Come mai hai lasciato la Disney per passare all'illustrazione?
R: Beh, diciamo che ho sempre disegnato, ma soltanto in "tarda età" ho cominciato a pensare seriamente al fumetto e all'illustrazione come a un mestiere. Ho iniziato i miei studi frequentando la Scuola Chiavarese del Fumetto per sviluppare uno stile più realista e meno umoristico, ma la mia natura più comica ha avuto la meglio e alla fine sono entrato all'Accademia Disney di Milano nel 2000. In seguito ho disegnato per TOPOLINO fino al 2004.
Nello stesso tempo sono stato trascinato per la prima volta alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna: il gran carosello di colori, formati, stili, internazionalità mi hanno conquistato, facendo germogliare in me una gran voglia di provare a illustrare libri.
Ho scoperto così che forse l'illustrazione poteva darmi la possibilità di sviluppare una maggiore creatività, usare il colore, sperimentare stili e formati diversi e sentirmi un po' più...libero.

D: Di fatto "Un amico fantastico" (Lavieri, 2010) è il tuo primo libro. Come ci sei arrivato? Come hai trovato la storia?
R: A dire il vero tra il 2006 e il 2008 ho avuto la possibilità di collaborare con Caccole e Coccole e con Edizioni Paoline, realizzando finalmente delle illustrazioni vere e proprie.
"Un Amico Fantastico" è nato come progetto libro per il Concorso Internazionale di Illustrazione di Bordano - Sulle Ali delle Farfalle nel 2008. Il tema di quell'anno erano gli AMICI, appunto. L'idea è venuta insieme a Lucia Tringali, mentre assaporavamo i primi raggi di sole primaverile su una chiatta galleggiante nel porto antico di Genova. Il fatto di dover preparare un progetto completo in così poco tempo è stato molto stimolante e il tema degli amici immaginari mi sembrava così originale e spiritoso che mi ha permesso di sbizzarrirmi con grande entusiasmo.

D: Come è andata la lavorazione del libro?
R: Per testare la validità dell'idea e trarre fonti di ispirazione, abbiamo "intervistato" diversi bambini, li abbiamo fatti giocare, disegnare, inventare...collezionando una documentazione spassosissima che poi si è rivelata molto utile per realizzare l'albo.
Non mi aspettavo di essere premiato (secondo premio come miglior albo 3/5 anni) e da questo successo insperato ho ricavato tantissima energia e fiducia in me stesso.

D: Come hai trovato l'editore?
R: Non è stato facile. Anzi, ho dovuto sopportare molte delusioni. Alla Fiera del Libro di Bologna. Nessun editore, italiano o straniero, sembrava interessato al progetto e il fatto che l'albo avesse ricevuto un premio non sembrava fare alcuna differenza.
Ho deciso di promuovere ugualmente il libro per conto mio e, sempre in collaborazione con Lucia Tringali, ne abbiamo fatto uno strumento eccezionale per la realizzazione di laboratori di lettura e creatività insieme ai bambini delle scuole, nelle biblioteche e nei centri sociali. La possibilità di parlare dei propri amici immaginari e inventarne di nuovi mandava letteralmente in visibilio i bambini dei nostri laboratori!
Visto il successo riscosso e la documentazione raccolta, qualche editore ha cominciato a intravedere un possibile sviluppo, ma soltanto nel 2010 una piccola casa editrice (ma con grandi aspirazioni!) ha deciso di investire su di me dandomi la possibilità di pubblicare IL MIO PRIMO LIBRO!
Puoi immaginare l'emozione e la soddisfazione! Lavorare con Rosa Lavieri poi è stato molto edificante e per nulla limitante. Mi ha dato piena libertà, mi ha chiesto solo di aggiungere qualche tavola in più e di rifare la copertina e il prodotto è risultato piacevolissimo sia nella qualità stampa, incredibilmente fedele agli originali, che nel confezionamento e nella grafica.

D: Visto che ti sei proposto a molti editori prima di incontrarne uno interessato al tuo lavoro, puoi dirci come ti sono sembrati in generale? Aperti verso i giovani? Disponibili? Come commentavano il tuo lavoro?
R: Ho sempre avuto la sensazione che la maggior parte degli editori fosse poco interessata alle novità e ai giovani autori. Mi vedevo rifiutare colloqui o collaborazioni pur notando una certa affinità con le loro pubblicazioni. Altre volte sono stato invitato a inviare il materiale via e-mail, ma non ho mai ricevuto alcun tipo di riscontro anche a distanza di molto tempo. Anche per questo la ricerca dell'Editore è stata una collezione interminabile di delusioni.
Credevo molto nel mio libro (l'esperienza sul campo con i bambini dimostrava la validità del progetto) e non mi sarei aspettato di incontrare tante resistenze. Chi giudicava lo stile, chi riteneva il testo troppo essenziale, chi non condivideva il formato, chi sosteneva di non pubblicare quel genere di libri. La teoria che voleva gli editori affamati di progetti libro completi faceva sorprendentemente a pugni con la realtà che mi si presentava ad ogni colloquio. A suggerirmi di contattare Lavieri fu Fulvia Degl'Innocenti, entusiasta del mio lavoro e fiduciosa nella lungimiranza della piccola casa editrice lucana. Devo ammettere che aver avuto la possibilità di pubblicare un libro mi ha permesso di godere di maggiore considerazione, entrare in contatto con altri editori, avere più visibilità e "certificare" la mia professionalità.

D: Conosci gli scrittori dei tuoi libri? Sono progetti che nascono da voi o ti sono piuttosto accostati dall'editore? In genere cerchi scrittori a cui proporre le tue illustrazioni o cerchi editori?
R: Fino ad oggi ho pubblicato pochi libri ma con autori di tutto riguardo: Guido Quarzo, Fulvia Degl'Innocenti, Manuela Monari.
In genere sono molto esigente quando devo "giudicare" un testo: mi deve convincere, appassionare, suscitare nella mia testa delle immagini, quelle che diventeranno le illustrazioni. Ho avuto la fortuna di essere accostato dagli editori stessi ad autori a me affini e le loro storie mi sono piaciute da subito.
E' importante per me conoscere gli scrittori con cui lavoro avere un confronto diretto con loro, per poter interpretare le loro aspettative o concordare eventuali modifiche, aggiunte o personalizzazioni.
Mi piacciono i libri dove illustrazione e testo sono strettamente legati, si abbracciano, funzionano senza che l'una prevarichi sull'altra. E per farlo occorre una buona sintonia tra illustratore e scrittore. Forse anche per questo quando posso mi piace scrivere storie per poi illustrarle su misura!
In genere però la mia ricerca è più rivolta a trovare editori interessati al mio stile: saranno poi loro a propormi una storia da illustrare.
Quando però un amico scrittore mi propone un testo che mi fa innamorare...devo assolutamente realizzare un progetto per proporlo con entusiasmo al giusto editore, sperando di conquistare anche lui!

D: Continui a fare scolastica? Se sì, come riesci a coniugare due cose così diverse? C'è qualcosa di quello che fai in scolastica o di quel che facevi in Disney che ti porti dietro quando fai album illustrati?
R: Per molto tempo ho continuato a lavorare per la scolastica. Lo confesso: il mio scopo era quello di vivere solo di disegno e per farlo avevo bisogno di ottenere il maggior numero di incarichi e collaborazioni. Col tempo ho realizzato con amarezza che fare l'illustratore a tempo pieno può essere anche molto frustrante e difficoltoso. Troppe incertezze, compromessi, compensi inadeguati... Così ho deciso di continuare a fare l'impiegato e dedicarmi all'illustrazione nel mio tempo libero. Ho dovuto purtroppo ridimensionare il mio sogno, ma non mi ritengo per questo meno fortunato: questa "stabilità" economica mi permette di dedicarmi con maggiore serenità al disegno e alla sperimentazione e di scegliere le mie collaborazioni con più libertà, privilegiando le buone storie, i lavori più gratificanti (al di là dell'aspetto economico) e gli editori più simpatici! Per questo ho deciso anche di dedicarmi con meno frequenza all'editoria scolastica e concentrarmi di più sugli albi illustrati e sulle storie. Ciò che impariamo nella vita costituisce un bagaglio che ci portiamo dietro ogni giorno.
Questo vale anche per questo mestiere, arricchito sempre più da ciò che vediamo, leggiamo, sperimentiamo. E' perciò inevitabile che il risultato di quello che faccio oggi sia impregnato delle esperienze passate. E' una scelta inconsapevole che mi porta a realizzare illustrazioni spesso divertenti, ironiche, movimentate, dove i personaggi recitano con tutto il corpo e l'ambientazione è fortemente ispirata a ciò che ho intorno, come si usa nei cartoons. Una cosa molto tipica del fumetto della quale non posso fare a meno è la necessità di "costruire" la struttura di ogni personaggio, la linea dinamica, il movimento e gli ingombri, come se l'illustrazione fosse un palcoscenico o un set cinematografico, sporcando di matita tantissimi fogli e realizzando diversi schizzi che spesso capisco soltanto io!

D: Il tuo stile è molto "fumettoso" e in generale agli editori non piace il riferimento al fumetto, preferiscono tenere separati fumetto e illustrazione. Cosa ne pensi? Hai trovato difficoltà a "vendere" questo stile?
R: Riguardo al mio lavoro ritengo di avere ancora molto da maturare e allo stesso tempo cerco di non limitarmi ad un unico stile e un'unica tecnica. Mi piace provare colori diversi, tecniche differenti, dal pennello alla computer grafica, dalla monotipia al collage...
Mi piace chi si rinnova (rischiando anche di sbagliare strada) e sa stupire pur mantenendo una certa riconoscibilità.
Io ritengo di essere ancora lontano da questi risultati, ma mi piace lasciarmi ispirare dalla storia, dalla mia immaginazione e adeguare il mio disegno al racconto.
Questo mi porta a passare dai tradizionali pennelli, al collage, alla colorazione digitale. E così pure nel raffigurare i miei personaggi, le situazioni, gli ambienti. Quello che cerco di fare però è far recitare i personaggi, renderli plastici, buffi, divertenti, tridimensionali. Una caratteristica sicuramente derivante dalla mia formazione "fumettosa". Ritengo che le mie radici siano un po' difficili da nascondere e quindi tanto vale valorizzarle e farne un punto di forza: è il mio modo di disegnare e raccontare. Perché sforzarsi di essere diverso? Forse non sarà lo stile più apprezzato dalla maggior parte degli editori, ma credo che ci sia spazio per tutti nelle librerie del mondo purché si sappia raccontare, divertire, insegnare con professionalità e intelligenza.

D: Quali sono i tuoi modelli?
R: I miei modelli...sono tutti quelli che mi piacciono di più! Mi viene voglia di leggere un libro solo se mi piacciono le illustrazioni, altrimenti lo richiudo e ne apro un altro. Perciò dovrei fare una lista troppo lunga di illustratori noti e meno noti. Di sicuro (impossibile nasconderlo) non posso negare l'influenza di Svjetlan Junakovic, Riki Blanco, Poly Bernatene, Pablo Auladell, Oliver Tallec, ma anche fumettisti come Giorgio Cavazzano, Corrado Mastantuono, Skottie Young, Claire Wendling, Alfonso Font...

D: A cosa lavori al momento? E grandi progetti per l'avvenire?
R: Al momento sto realizzando "LAGNA MELANIA", ancora per Lavieri, di cui ho scritto anche il testo e sto partecipando ad alcuni concorsi internazionali con altri progetti completi, utili anche in vista della prossima fiera del Libro. Sono previste anche alcune mostre e altre idee per il momento ancora "top secret"!
Il progetto più importante però è quello di diventare grande. Direi che alla soglia dei miei 40 anni sarebbe anche l'ora! Senza però smettere mai di disegnare!!!

Roberto Lauciello è nato nel 1971 a Genova dove vive e lavora.
Illustratore e fumettista (ha collaborato con il settimanale TOPOLINO fino al 2004), ha lavorato nell'editoria scolastica (De Agostini, Il Capitello, Raffaello Editrice, Pearson Longman...) e ha pubblicato con Edizioni Paoline (Tutta colpa del Wanga, di Guido Quarzo, 2008), Il Gioco di Leggere (Il segreto di Tom Ossobuco, di Fulvia Degl'Innocenti, 2011), Pelangibooks, Coccole e Caccole...
Nel 2009 partecipa al progetto "MONDO FA RIMA CON NOI" (Edizioni La Mandragora) ideato e sviluppato da Lucia Tringali e Valter Baruzzi, col patrocinio dell'Associazione CAMINA e della Regione Emilia Romagna, illustrando la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia.
Con Lavieri ha pubblicato Un amico fantastico (2009) - secondo miglior albo illustrato 3/5 anni al premio Bordano-Syria Poletti "Sulle ali delle farfalle" - e ha illustrato "Così non si fa!" su testo di Manuela Monari (2011).
Di prossima uscita, sempre con Lavieri, "Lagna Melania", di cui è anche autore del testo.


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