PATArubrica - N.19 Elementi di 'Patafisica avanzata

Giovanni Ricciardi - 14.09.2011 testo grande testo normale

Tags: Patarubrica, patafisica, cos'è la patafisica, rubrica

Se pensi che la Gioconda abbia un valore in sé veramente superiore a qualsiasi altra opera d'arte, allora trascuri in assoluto il principio di equivalenza universale e dei contrari...

Un benvenuto soprattutto agli assenti, autentici fruitori del vuoto.

Le definizioni basilari della patafisica si trovano in Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico di Alfred Jarry, opera terminata nel 1898.[1] Tra i tanti esempi, postulati e ipotesi riguardanti la Patafisica, Scienza di tutte le scienze, uno in particolare è quello che Jarry fa dell'orologio il quale lo si dice "tondo" quando invece di profilo risulterebbe schiacciato e rettangolare, e di tre-quarti a sua volta ellittico, così ne spiega che la realtà, quando noi la percepiamo, non è che la rappresentazione lineare di uno solo dei suoi aspetti di quella nostra immaginazione che ne ricostruirebbe in ogni caso una totalità (sempre approssimativa). Quelli che praticano questa soluzione immaginaria elementare credono comunque che l'orologio sia "tondo", questa soluzione immaginaria è diventata per loro il senso comune. Di conseguenza per il 'Patafisico, il senso comune, le convenzioni, la credenza di un'oggettività sono tutte cose patafisiche.

Come sottolinea Noël Arnaud [2], "si badi bene che, anche se Jarry l'abbia rivelata al mondo dopo il 1893, il fatto che la patafisica sia rimasta innominata fino a quando lui l'ha intuita sui banchi del liceo di Rennes, non la fa meno presente e praticata da sempre da quegli uomini che, in altre parole, chissà come l'avranno denominata e pensata, ma mai ragionata e divisa da una confusione originale. In poche parole, fatta oggetto di studio scientifico." [3]

La patafisica è dunque: "…la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai suoi lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità" dottor Faustroll.

Quando si parla di virtualitá, parliamo di qualcosa di sfuggente per l'incalcolabile quantitá possibile delle possibilitá che la formerebbe.

Di seguito ecco alcuni elementi fondamentali egregiamente descritti da Noël Arnaud che costituiscono la summa di una certa patafilosofia. Iniziando da uno dei concetti più amati da Jarry:

Il Clinamen

La teoria del Clinamen si rifà a Epicuro, l'atomo che si dirige in linea verso il basso in virtù della sua grandezza ed al suo peso, deviando leggermente e costantemente. La sua "caduta" o spostamento non avviene mai su un asse preciso ma devia, non compiendo mai lo stesso identico percorso. Questa teoria ci è stata trasmessa da Lucrezio, Cicerone, Plutarco. Gli stoici e i peripatetici non perdoneranno mai ad Epicuro di aver supposto, ponendola tra gli avvenimenti più importanti e da tener sempre presente, un avvenimento così piccolo e così insignificante come lo spostamento minimo di un solo atomo, per descrivere gli astri, gli esseri viventi e il caso.

Lasciando per ora il concetto di caso che pure fa parte di quella lunga lista immaginaria di pataconcetti, Jarry sarà venuto a conoscenza del Clinamen quasi sicuramente dalle sue lezioni di fisica al Liceo Henry IV, dove ne sarà rimasto in quel caso folgorato. Da questa teoria ne avrà percepito il peso e la leggerezza che lo avranno portato ad accostarlo ad ogni pratica del sentire umano, percependola come il cuore di ogni realtà, di ogni pensiero, di tutta l'arte. Prende questo concetto, lo traspone quale perno fondamentale della grande porta patafisica. Di questa eccezione, prima base patafisica dell'esistenza, Boris Vian, uno dei più grandi 'patafisici della storia del 900, illustrerà la questione in uno dei suoi discorsi che illustrano la patafisica affermando che è l'eccezione a far avanzare la scienza aggiungendo:

"Non ho bisogno di ricordarvi gli esempi di Fleming, de Pasteur e di tutti gli illustri sapienti perché voi constatiate che la scoperta avviene nel momento in cui l'osservatore denota un'anomalia."

A muovere la patafisica è anche un altro importante concetto:

Il principio di equivalenza universale e dei contrari.

La teoria delle equivalenze o, per essere precisi, dell'equivalenza e della conversione dei contrari, ha dato luogo a molti fraintendimenti. Postulare che il vero e il falso sono identici, in qualche modo stabili, sarebbe deplorabilmente improduttivo e, ancor peggio, molto noioso. La questione non è sulla possibilità data da questo principio di contrastare il tutto con tutto, porre il positivo contro un negativo per annullarlo. Quello che invece i patafisici sostengono, è che il segno + e il segno - si annullano e si fecondano. Il concetto s'illumina di colpo se si ricorre alla Piccola lettera dei Miti di Poul Valery che ha saputo capire Jarry. Valery dice:

"E' una specie di legge assoluta che dovunque, in ogni luogo, in ogni periodo della civiltà, in ogni fede, all'interno di qualsiasi disciplina e in tutti i rapporti, il falso sia di sostegno al vero e il vero si dia il falso per antenato, per causa, per autore, per origine, e per fine, senza eccezione né rimedio - e il vero generi quel falso da cui pretende d'essere a sua volta generato. Ogni antichità, ogni causalità, ogni principio delle cose sono invenzioni favolose che obbediscono a leggi semplici."[5]

L'opposizione filosofica emanata da Jarry attraverso il suo gioco è quella dell'essere e del vivere .E' all'essere che è plenitudine immutabile e totale (fuori dal tempo e dalle sue vicissitudini) si allacciano il pensiero e l'idea, In effetti l'idea è un supporto veramente conquistato indipendentemente dalle circostanze vere ed eterne: comprendere questo teorema è comprendere che è universalmente e sempiternamente vero prima ancora che queste premesse siano poste.

Al vivere, che è sviluppo, crescita, impulso nello spazio e nel tempo, si riferiscono "l'azione" e la "durata", il Divenire. Vivere è passare da un momento del tempo all'altro, è essere posto in delle relazioni di interscambio con le cose e con gli altri uomini.

Valore…uguale…

"Il mondo apparente, è un mondo visto secondo dei valori, ordinati, scelti sulla base di valori, dunque da un punto di vista utilitario, nell'interesse della conservazione e dell'aumento di potenza di una certa specie animale." ( La Volonté de Puissance, t.1. 1. § 208. tr. Geneviève Bianquis

C'è…esiste,
il vuoto,
Il caso,
Il silenzio,
Il cambiamento,
L'orrore,
La tragedia, (dell'esistenza)
L'agitazione vitale, schiava e societaria,
L'arte poetica: le haïku. Il frammento,
L'etica,
L'esilio: Scegliere il proprio modo di disertare. Indifferenza, l'umore, cortesia, lucidità, L'incoraggiamento.


Sono tutti concetti patafisici che andrebbero completati con:

l'Essere pronti a tutto e tutto ha un valore in sé.
Cosa saremmo noi dunque senza il sollievo di quello che non esiste, di quello che non ci appartiene. Come nell'arte cosa sarebbe senza quegli artisti che sacrificano a nome della propria verità ogni tipo di genuflessione al mercato dell'arte, lo stesso hanno fatto i popoli con i propri miti. A loro dobbiamo tutta la complessità dell'esistenza. Eppure ancora oggi esiste ogni forma di razzismo culturale, estetico e morale.

Noi non possiamo agire che muovendoci verso un fantasma. Noi non possiamo amare che quello che noi creiamo. Si capirà meglio adesso che da Epicuro a Jarry, i patafisici (che noi preferiamo chiamare patacessori), senza essere gruppo, sono stati di pochissimo distanti l'uno dall'altro: Lucrezio, Luciano de Samosate, Zenone d'Elea, Beroalde de Verville, Rebelais, Cyrano de Bergerac, Cervantes, Swift, Lichtenberg, Marcel Schwob, Lewis Carrol; o contemporanei di Jarry, Jules Verne e Erik Satie, o dopo di loro, Arthur Cravan, Raymond Roussel, Marcel Duchamp, Julien Torma, Louis-Ferdinand Céline, i fratelli Marx, Borges.


Note:
1. Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, Milano, Adelphi Ed., marzo 1984. Trad. It. di C. Rugafiori.
2. Noël Arnaud, pseudonimo di Raymond Valentin Muller,nato il 15 décembre 1919 à Paris, e morto l'1 Aprile 2003 a Montauban, è uno scrittore e editore franceses,collezionista di quasi ttte le avanguardie artistiche del XX secolo.
3. Encyclopedia universalis di Noël Arnaud
4. Noël Arnaud riporta nell'Op.cit questa affermazione che qui si ripropone
5. Œuvres, edizione a cura di J. Hytier, Paris, Gallimard, 1957 e in All'inzio era la favola. Scritti sul mito con la traduzione di R. Gorgani e la cura di Gorgani e E. Franzini, Guerini Associati 1988



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