La Giornata della Memoria, per non dimenticare, anche in Second Life

Annalisa Cameli - 28.01.2011 testo grande testo normale

Tags: giornata della memoria, second life, giardino di arte libera, diario di anna frank

Sapete cos’è la Shoah? I vostri figli lo sanno? Sapete che bastava soltanto che una persona pensasse che foste diversi per essere uccisi?

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati» (Articolo 1 legge n. 211 del 20 luglio 2000)

La studiamo nelle scuole, ne sentiamo parlare sui giornali, i nostri nonni – o i nostri genitori – ce la raccontano, ma non l'abbiamo provata, non siamo quindi in grado di capire cosa veramente significhi, perché puoi vederla solo negli occhi di chi l'ha vissuta.
Proprio l'altro giorno mia nonna mi raccontava di una bambina con le trecce, scappata durante la guerra con la sua famiglia e rifugiatasi sui monti friulani. Mi diceva come nelle case seppur povere, quando c'era bisogno di aiuto non si guardava la lingua o la razza, c'era sempre una patata lessa o un uovo per le povere persone senza nulla. La bambina con le trecce non si presentò più per la sua patata lessa. Un giorno fu presa, lei e la sua famiglia, e furono portate non si sa dove.
La nonna di mio marito, croata, mi raccontava invece come andando al lavoro alla mattina, ad ogni lampione, trovasse appeso un amico, impiccato perché partigiano. C'erano poi dei lampioni vuoti e la tragedia era grande quando si provava solo a pensare a chi lo avrebbe riempito.
Mio nonno invece era fascista. Qualche mese fa ho ritrovato una cartolina mandata da non mi ricordo che paese dove inneggiava la liberazione di Mussolini, era felice come quando nasce un bambino, grazie a loro lo avevano liberato. Mio nonno era fascista ma non parlava mai di ciò che accadeva, mi raccontava soltanto di ciò che di buono c'era. La loro era una famiglia di 13 fratelli e Mussolini garantiva un pezzo di pane e qualche moneta a chi non ne aveva. Se avevi bisogno di lavorare ti aiutava. Ha portato strade, collegamenti, ponti, condotti fognari, educazione nelle scuole.

Mi sono sempre posta la domanda “ma come si fa ad essere fascisti, o nazisti” ma non ho trovato nessuna risposta. Penso semplicemente che l'uomo cerchi di seguire per istinto di sopravvivenza la strada che gli sembra migliore, che gli porta benefici, allora come oggi (ogni riferimento non è puramente casuale).
Questo ovviamente non giustifica in nessun modo le scelte che sono state fatte, il delirio inneggiante del fascismo. Ma spiegherebbe perché sempre, nella storia, si arriva ad un punto in cui l'Italia si spacca a metà, si arriva a un punto in cui è necessario combattere per i propri ideali.

Ad oggi, è anche grazie alla cultura se conosciamo ciò che accadde dietro a quei cancelli, è grazie a film come La tigre e la neve, Il bambino con il pigiama a righe, Schindler's List o libri come L'amico ritrovato, il diario di Anna Frank o di Zlata, la canzone Auschwitz di Guccini, tanto per citare soltanto qualche esempio.

D'altro canto, in questo periodo di crisi economica mondiale, dove intere famiglie si trovano di colpo senza lavoro, dove nascono i nuovi poveri, non è – a parer mio – neanche accettabile spendere milioni di euro (provenienti dalle nostre tasche, ricordo) per sovvenzionare eventi dedicati alla Shoah. Il motivo di questa dichiarazione è semplice: la maggior parte degli eventi dedicati alla Shoah sono stati realizzati soltanto per prendere soldi e non per il fine ultimo. Per tramandare un ricordo, una sensazione, non occorrono milioni di euro, e non va fatto soltanto un girono all'anno. Io non credo che la bambina con le trecce sarebbe contenta se sapesse che la maggior parte dei milioni di euro finiscono nelle tasche dei già ricchi, senza neanche una patata lessa per i cassaintegrati.

Per questo, nel Giorno della memoria, sono stata felicissima di partecipare ad un evento virtuale, ma non per questo meno d'impatto, anzi, che di certo non ha richiesto 50 mila euro per la realizzazione.

Ieri sera, venerdì 27 gennaio, Giornata della Memoria, sono stata al Giardino di Arte Libera su Second Life, dove la gallerista Simba Schumann ha organizzato qualcosa di spettacolare, con gli artisti virtuali Nessuno Myoo, Kicca Igaly e Icarus Robbiani.

«L'idea è nata molti mesi fa – racconta Simba -, quando Nessuno Myoo mi parlò di quest'opera che allora era tutta nella sua mente e che poi, piano piano, ha iniziato a materializzarsi. Di qui il progetto di una mostra a tema sull'olocausto. Alla scultura di Nessuno si è unita quella di Kicca Igaly e delle opere fotografiche di Icarus Robbiani, che a sua volta ha coinvolto altri creativi ( Mila Tatham, Rodriguez Imako, Lipsko Loopen, Riri Bazar, Buffy Holfe)”.
Ma non solo installazioni e fotografie, infatti come spiega Simba “Una mostra in Second Life può essere un'esperienza totale. Così con l'aiuto di Grazietta Cazenove, ho iniziato a ricercare testi di spessore letterario da proporre come supporto alla manifestazione e un attore di teatro real life, Donchisciotte Crescendo, si è offerto di leggerli immerso in queste opere, mentre una persona a me vicina in real si è impegnata nella selezione dei brani musicali che accompagneranno la mostra, e che verranno passati su SL da Storm Blauvelt”.

Per non dimenticare” non è soltanto un complesso di opere dedicate alla Shoah, va oltre, non soltanto mostra ciò che accadde, ma mostra ciò che dobbiamo evitare in futuro, porta un messaggio di speranza.
Tre gli artisti, ma unica l'opera: si può camminare sulle strade innevate fra le luci fredde, si può incontrare “una donna umiliata – racconta Nessuno - e ridotta alla condizione di vera e propria macchina da riproduzione, immobilizzata e con il ventre gonfio di figli che uscendole fuori saturano lo spazio attorno. Una macchina da riproduzione per una razza nuova. Superiore. Perfetta”. Una donna che però porta con sè la speranza d cambiamento perché “ha occhi amorevoli solo per l'esserino diverso da tutti gli altri” ("Life Again" di Nessuno Myoo).
Si può trovare, sempre fra la neve, un lager, filo spinato, un forno crematorio, la solitudine, la consapevolezza di ciò che sta per accadere. Ma anche la speranza, colta da un prigioniero sotto forma di un candido fiore bianco ("Mai più" di Kicca Igaly). Passeggiando si entra ancora nelle scene, con le fotografie di "Vita all'inferno" di Icarus Robbiani, realizzate sempre in SL, che portano “Luce ed ombre dalla storia...”.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpiterle nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

27 gennaio - La giornata della memoria
La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (maggiormente nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.(Wikipedia).



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