Cosa farei se fossi milionario. Territorio e cultura: le banche in cui investire

Luisa Canonico - 25.01.2011 testo grande testo normale

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Tags: Della Valle, Colosseo, Bondi, cultura

I venticinque milioni di euro per restaurare il Colosseo arrivano dal mondo dell’imprenditoria. E non certo dal Governo.

Cosa farei se fossi milionario?
Chi di voi non si è posto questa domanda almeno una volta nella vita, magari dopo aver giocato, di solito in vano, una schedina alla ricevitoria del lotto sotto casa? O forse guardando il format di successo presentato dal simpatico Jerry Scotti?
La casa, la macchina nuova, bei viaggi sono di solito in cima alle preferenze di chi sogna un conto in banca a sei o addirittura nove zeri, ma qualcuno pensa anche ai familiari, alla beneficenza, perché no, alla possibilità di creare posti di lavoro.

Evidentemente, e la cronaca della politica italiana delle ultime settimane lo conferma, i soldi non rendono un uomo più libero, né più onesto, né, quindi più rispettabile, ma i gesti… quelli possono fare la differenza.
E stamattina la mia stima va a Diego Della Valle.

Mentre il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi veniva sfiduciato (la mozione sarà discussa lunedì alla Camera), infatti, il patron di Tod's offriva 25 milioni di euro per il restauro del nostro monumento più celebre, il Colosseo e definiva il suo gesto non finalizzato“a portarci a casa un ritorno”, bensì un “dovere, ma anche un piacere” , un modo per “far vedere nel mondo che l'Italia funziona e in segno di riconoscimento al Paese da parte di un'azienda italiana che ha la fortuna di funzionare e che rappresenta il Made in Italy. Non metteremo una scarpa sul Colosseo – ha detto ancora ironicamente l'imprenditore marchigiano riferendosi alla pubblicità che potrebbe troneggiare invadente sulle facciate del Colosseo, e che invece occuperà solo i basamenti e con pannelli non più grandi di due metri - abbiamo chiesto in cambio di attivare un piano di interventi sociali, come promuovere le visite di chi vuole venire a vedere il Colosseo, penso ai giovani e agli anziani, aspetti che nulla hanno a che fare con quelli commerciali del nostro gruppo».

Ci piace credere che le sue parole siano sincere, che ci si trovi realmente di fronte ad un gesto intelligente e finalmente lungimirante- badate bene non ho detto gratuito- di un manager che ha capito che investire nel territorio e nel patrimonio culturale possa forse non giovare all'imprenditoria oggi o domani, ma sia di certo l'asso vincente dell'economia del Paese e quindi del benessere comune.

Naturalmente in cambio Della Valle potrà promuovere e pubblicizzare i restauri, usando la dicitura "sponsor unico per i lavori di restauro del Colosseo" in relazione ai propri marchi e potrà usare il materiale e la documentazione dei lavori sia all'interno dei propri spazi sia nel sito internet.
L'imprenditore si è anche detto sicuro che altre imprese di successo siano pronte a seguire il suo esempio, magari , per iniziare, programmando interventi per salvare Pompei.
Anche il sindaco Alemanno, oltre ad esprimere la sua gratitudine, ha sottolineato l'importanza del sodalizio beni culturali – grande azienda della moda, per esportare le ricchezze artistiche d'Italia nel mondo.

Grazie a Della Valle dunque, e a chi vorrà aderire ad una cordata per i beni culturali italiani ma attenzione: i beni culturali sono e devono restare patrimonio dello Stato e dei cittadini, ed i governi, perché si dicano degni del loro mandato, devono essere in grado anche economicamente di tutelarli, conservarli e renderli fruibili.
Il privato non può essere il futuro del nostro passato.


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Gli ultimi commenti

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Nome: Marco
Commento: Bravi, bisognerebbe sempre chiedersi cosa c'è DIETRO la notizia!


Nome: Lidia
Commento: Interessante il vostro punto di vista! Molti giornali e siti hanno parlato di questa notizia, ma nessuno sotto questo aspetto...


Nome: Simona
Commento: Quanto hai ragione Luisa!!! Hai detto una cosa bellissima...grazie ai privati che ci aiutano a valorizzare i nostri beni, ma non possono e non devono essere il futuro del nostro passato...questa frase la affiggerei davanti a tutti i monumenti italiani!!!


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