SCANNER - Le città come galassie nell'arte di Mario Sasso
Annalisa Cameli - 06.08.2010

Tags: scanner, le città elettroniche, mario sasso, raisat
Una mostra di estrema rilevanza quella che verrà inaugurata sabato 7 agosto alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP)

Una presentazione alla stampa che potrebbe essere paragonata ad una lezione universitaria di comunicazione, quella di giovedì 5 agosto alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP) .
Il noto artista Mario Sasso, la cui mostra “Scanner – Le città elettroniche di Masio Sasso” verrà inaugurata sabato 7 agosto alle 19, ha raccontato le sue opere attraverso un viaggio nella storia della televisione italiana, affrontando un percorso di comunicazione che si è evoluto negli anni, fino ad arrivare alla globalizzazione con internet, senza la presunzione di dare giudizi, ma semplicemente mostrando ciò che accade attorno a noi.
Scarica il catalogo di "Scanner – Le città elettroniche di Masio Sasso" (pdf, 2.69 mega)
La mostra è di estrema rilevanza, come è stato fortemente sottolineato dall'assessore alla cultura Margherita Sorge, «la mostra di Mario Sasso rappresenta l'evento artistico dell'anno per la città di San Benedetto del Tronto, in una struttura che fin dagli anni '60 ha ospitato grandi celebrità e che è uno dei centri culturali più importanti per la città».
Diverse sono le opere presenti, dalla più imponente “La Torre delle Trilogie” rappresentata con grandi stampe su PVC proprio all'esterno della Palazzina Azzurra e proiettata all'interno: «È stata una delle prime opere in verticale – spiega direttamente l'artista -, complessa, difficile. È stata fatta per i fratelli Guzzini, comprende 60 monitor da 28 pollici, è alta 7 metri e riproduce un video di quattro minuti e mezzo. La coreografia è stata molto complessa, perché si basa sul verticale. Lo storyboard è stato disegnato come essenzialità ed è stato posto fuori dalla Palazzina proprio per rappresentare l'opera nel suo complesso».
Altra video-opera interessante è “Foot Print”, realizzato per Raisat, con cui vince il Nica d'Oro al festival d'Arte Elettronica di Linz, video che ha inaugurato le trasmissioni via satellite della Rai «Nel video c'è il paesaggio: gli artisti che sono nati in un determinato territorio mostrano il loro territorio nelle loro opere, ad esempio un in quadro di Klimt può essere vista Vienna dall'alto, anche se Klimt non ha mai volato. Abbiamo un esempio anche nel Piceno abbiamo Licini, con le sue Amalasunte».
Nell'esposizione sono presenti anche molte opere di pittura elettronica, metaforicamente chiamati dall'artista “Pacchi”, realizzati con una tecnica mista che prevede la prima esecuzione su computer, attraverso dei propgrammi molto particolari. Le immagini vengono poi stampate su un supporto, in genere su PVC, e l'artista pone poi degli interventi pittorici a mano che rendono l'opera unica, non seriale. I “Pacchi” rappresentano la città, con i suoi stradari, vie, comunicazioni, e allo stesso tempo le sue frammentazioni «La strada urbana – spiega Sasso – è come la comunicazione globalizzata, come Internet. Gli stradari sono di Roma e le mani che sono aggiunte in alcuni Pacchi rappresentano un'azione, come può essere l'interattività o la violenza quotidiana di volersi appropriare di qualcosa a tutti i costi. I Pacchi mostrano anche la frammentazione dei quartieri: ad esempio a Roma c'è Piazza Vittorio. Anni fa c'era il mercato, con i suoi odori di verdura, di abbacchio. Ora gli odori sono cambiati, sono indiani, cinesi. Questo ci parla anche dell'integrazione, che non viene vissuta soltanto con gli occhi, ma anche con gli altri sensi».
Di rilevanza è anche il catalogo realizzato in tempo reale, che mostra le fotografie delle opere già installate alla Palazzina Azzurra, che mostra come anche il sistema di organizzazione di una mostra è cambiato, come sottolinea Sasso «Prima i critici stavano seduti alla loro scrivania, ora è diverso. Abbiamo lavorato assieme, io, il curatore Giancarlo Bassotti e Renato Barchiesi per l'allestimento, che ringrazio vivamente, così come tutta l'organizzazione».
«È giusto che l'artista interagisca con lo spazio – ha aggiunto il curatore Bassotti – per avere un'allestimento che si adatti e che non tolga l'anima alle opere».
La mostra “Scanner – Le città elettroniche di Masio Sasso” verrà inaugurata sabato 7 agosto alle 19 alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP) e sarà visitabile tutti i giorni fino al 31 agosto dalle 18 alle 24.
Nel video la sigla del programma "Non è mai troppo tardi"
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