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Il BaRock...è Lento?!

Luisa Canonico - 17.01.2010 testo grande testo normale

Al Museo MADRE di Napoli il Barocco contemporaneo.

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La propaggine contemporanea di Ritorno al Barocco - Da Caravaggio a Vanvitelli, il grande circuito artistico che sta affascinando i milioni di turisti che visitano la Campania, si chiama Barock - Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell'Età Contemporanea.
Adel Abdessemed, Micol Assaël, Matthew Barney, Domenico Bianchi, Bianco - Valente, Antonio Biasiucci, Keren Cytter, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Jake & Dinos Chapman, Claire Fontaine, Lara Favaretto, Gilbert & George, Douglas Gordon, Mona Hatoum, Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Carsten Nicolai, Orlan, Philippe Parreno, Giulia Piscitelli, Michal Rovner, Cindy Sherman, Jeff Wall, Sislej Xhafa sono, invece, gli artisti che, fino al 5 aprile, esporranno al MADRE - Museo d'Arte contemporanea Donna REgina le opere dell'aspirante neobarocco contemporaneo.
Il museo apre anche in notturna, con serate di ogni tipo (discoteca, bar, lunge...) che attirano all'arte e, soprattutto, e purtroppo più di essa, monetizzano. Ma questo non ci scandalizza, anzi...qui a Napoli si fa come si può, ci siamo abituati, e quindi decidiamo di viverla, questa serata diversa, sperando che non si riveli più che altro..."notte dell'arte"!

Grandi nomi e grandi opere (per dimensioni ed impatto!) e la sensazione che difficilmente un amante dell'arte, e dell'arte contemporanea in particolare, possa non trovare, nei grandi spazi del museo napoletano, tra le tante esposte, opere di suo gusto o, quantomeno, che destino in lui, quelle emozioni, quel coinvolgimento che, appunto, le rendono arte. E' l'effetto che ci fanno le creazioni di Damien Hirst: oltre e più che il famoso squalo in formaldeide di Heaven, anche chi, come chi scrive, non ama in genere l'uso degli animali nella sperimentazione artistica, non potrà non apprezzare la fattura di Karma, collage prezioso di farfalle e vernice a comporre un mastodontico scheletro. I fratelli Chapman si divertono con un macabro Lego: proprio costruzioni per bambini sembrano a prima vista i plastici di Rivers of Blood, Ship of Fools e Dass Kapital ist Kaput?Ya?Nein!Dummkopf (SS should be the Nazi SS Symbol), particolareggiate ed a volte fumettistiche riproduzioni dei più infernali panorami della nostra recente storia. Michael Rovner invece porta a Napoli la sua poetica degli uomini/ombra e del loro ineluttabile agire con la toccante videoproiezione Crepe nel tempo. Non ci sottraiamo - né ce ne troviamo pentiti - neanche alle destabilizzanti arnie di Assael ed alle sue vibrazioni a 432 Hz che riproducono il ronzio ad ogni visita dello spettatore.
L'itinerario ci soddisfa ma non può non lasciarci un interrogativo, che, a nostra volta, decidiamo di girare all'artista napoletano, ed amico di Whipart, Vincenzo Rea, che incontriamo sul posto:

D:Cosa c'entra quest'esposizione con il Barocco di cui è ricchissima Napoli?
R:Nulla! E' una forzatura bella e buona! Su tutti i più importanti giornali abbiamo letto, alla vigilia dell'evento, che "Ciò che accomuna i grandi Maestri del Seicento agli artisti presenti in questa mostra è il fatto che tutti operano attraverso immagini che puntano a colpire i sensi" (dichiarazioni del curatore della mostra, nonché direttore del Madre, Eduardo Cicelyn)...ma non è forse questa l'essenza stessa dell'Arte?! E' inqualificabile usare questi sofismi demagogici all'unico scopo di confezionare e imbellettare di proposito un evento. Poi ci spiegano che siamo di fronte ad uno "spaesamento contemporaneo dovuto ai conflitti ideolologici", aggiungendo "esattamente come nel XVII secolo". Sarà vero. Solo che dalla reazione a quegli sconvolgimenti, Caravaggio faceva scaturire "La flagellazione", mentre Cattelan produce un manichino sigillato. Fuga e Vanvitelli sontuose costruzioni, Kapoor le girandole vischiose. Velasquez faceva nascere l'invenzione della prospettiva nelle "Meninas", Kounellis accatastamenti carbonizzati. Dalla possanza espressiva di Solimena, Ribera, Salvador Rosa...al pesce lesso in brodo di formaldeide impacchettato da Hirst.
Oggi si celebra "la scomparsa del piacere dell'illusione, per l'illusione del piacere" per dirla alla Baudrillard.

D:Napoli ha puntato molto sull'arte contemporanea negli ultimi anni, con l'apertura di due grandi spazi espositivi dedicati, il Pan- Palazzo delle Arti di Napoli, ed il MADRE - Museo d'Arte contemporanea Donna REgina, appunto...cosa pensi delle ultime iniziative artistiche che hanno visto protagonisti questi importanti musei?
R:Il fatto che gli amministratori di questa città abbiano puntato molto sull'arte contemporanea con le istituzioni che tu hai ricordato, ma anche con la Metro e il "Plebiscito" può essere una cosa sicuramente meritoria. Una proposta culturale non da poco. Però le proposte per definizione si compongono di presentazione e consenso. Laddove esse non centrano l'immaginario collettivo, nella prassi più logica si corregge il tiro, o si modifica la proposta, invece di criticare il fruitore, tacciato di non capire il moderno...O vogliamo tornare a un secolo fa, quando i milanesi attuavano lo sciopero del fumo contro il monopolio degli austriaci invasori. E questi pensarono bene di rifilare in bocca ai passanti sigari accesi per costringerli a fumare!
Per quel che riguarda i nuovi musei il Madre mi sembra decontestualizzato, come la fortezza del deserto dei Tartari, e quindi poco visibile. E il Pan, malgrado le pur numerose iniziative, non mi pare abbia conquistato un'identità precisa, una sua riconoscibilita'. Sembra, per lo più, un luogo per addetti ai lavori. Ora leggo che esistono dei progetti per il Forum delle culture che presupporrebbero una trasformazione della struttura sul modello Kunsthalle o forse Boubourg: un centro di incontri, linguaggi, esposizioni e documentazioni. Personalmente ne sarei contento.

D:Non posso non chiederti, a questo punto, un commento sulle ultime rumorose e criticatissime installazioni di Piazza del Plebiscito? Un nuovo caso "capuzzelle"?
R:Al tempo delle "capuzzelle" organizzai una petizione popolare contro quello che si presentava, fin dal progetto, un vero e proprio obbrobrio, con l'appoggio di molte gallerie importanti, professionisti, politici, strutture interessate come il bar Gambrinus, e persino giornalisti del settore, del Mattino, come di Repubblica Campania, ma la kermesse funeraria si tenne regolarmente.
Dell'esposizione delle "mongolfiere" di quest'anno salvo l'idea di fondo, che poteva essere neoromantica, nostalgica, d'effetto. Ma per il resto non posso assolutamente accettare che un'opera possa essere riadattata (le basi delle fumarole sono le stesse delle mongolfiere): questo a Napoli si chiama "tarocco"! Un'opera d'arte è unica perchè quella era stata generata dall'animo dell'artista nell'attimo in cui aveva considerato il tema. Non ci poteva essere null'altro!
E poi: il fumo, il Vesuvio, il rumore del vulcano (che tanto fastidio ha dato ai cittadini residenti nei paraggi: altro feedback negativo della popolazione!): non credo si possa parlare di innovazione artistica!

D:Bisogna ammettere che le serate "musicali" del MADRE, attirano qui molta gente, molta più - diciamocelo - di quella che visiterebbe, altrimenti il museo. Qualcuno però grida alla mercificazione dell'arte. Cosa pensi di questa "attrattiva" alternativa?
R:Si può fare sicuramente altro. Il Centre Pompidou è un esempio di eccezionale e felice sintesi ma, tra le tante cose, non mi sembra contenga una discoteca. Anche perchè - e questo è un elemento centrale - quando usi la discoteca, escludi, stacchi, disinneschi, separi per forza di cose i due luoghi di fruizione, e dunque non mi si può parlare di esposizione di arte nel mentre è attiva la discoteca. E' solo un utile sofisma che risponde alla logica della confusione intenzionale, come quella che ha generato l'operazione Barock!

Barock - Arte, fede scienza e tecnologia nell'età contemporanea
Fino al 5 aprile 2010
MADRE - Museo d'Arte contemporanea Donna Regina
Via Settembrini 79
80139 Napoli
tel. 081 19313016
Lunedì Mercoledì Giovedì Venerdì 10:00-21:00
Sabato e Domenica 10:00-24:00
Martedì chiuso

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