Annalisa Cameli - 20.12.2009

L’arte che rappresenta la storia attraverso le sfaccettature dell’incisione e delle acqueforti. È Eva Fisher.
Ho conosciuto poco Ascoli Piceno, ma sufficientemente per apprezzarne la storia. Sono perennemente affamata di cultura e di ogni luogo che mi ha accolto nel tragitto della mia storia che mi ha dato qualcosa e conservo nel cuore.
Giudico le litografie e le incisioni due diversi modi di esprimersi, ma attenzione a non confonderle con banali riproduzioni. Si tratta di duri lavori eseguiti inizialmente con minuziosi graffi sulle lastre e successivamente in tante giornate trascorse fra acidi, dosaggi dei colori e svariati litigi con antichi torchi. In queste opere sono riassunti i principali amici che mi hanno accompagnato lungo la vita, dalla bicicletta, che mi ha parlato di amori, stanchezza, solitudine, aigli ombrelloni dei mercati di Roma, che mi ha accolto nel dopoguerra, alle architetture mediterranee e le scuole di ballo che mi ricordano la forza e il valore dell'impegno, alle figure che mi raccontano da sempre le loro emozioni. I miei amici sono quei momenti pittorici che ho da sempre raccontato a modo mio, con poche parole e tanti colori. Questo è quanto spero di continuare a trasmettere.
Nulla è meglio che guardare le opere di un artista e immaginare le storie che vi sono dietro, i racconti, le motivazioni, le speranze, le gioie e a volte i dolori. Ancora meglio è ascoltare il racconto che l'artista stesso fa, senza domande, liberamente. E basta ascoltare queste poche righe, arrivate in una appassionante lettera inviata tramite le mani del figlio Baumann, per capire che Eva Fisher la ascolteresti per ore.
Per la prima volta dal 1974, l'artista italiana apprezzata in tutto il mondo, espone ad Ascoli esclusivamente il lavoro grafico, a corollario di oltre 60 anni di lavoro, per un totale di una ventina di incisioni e litografie che ne ripercorrono il percorso artistico.
«Il titolo della mostra, "Per non dimenticare" - spiegano -, intende far capire - specialmente ai giovani - che ogni persona è legata al proprio passato, spesso vissuto attraverso fatti tristi, particolari, drammatici. Allo stesso modo Eva Fischer ricorda nelle sue opere momenti storici e personali che le hanno segnato la vita: la Shoah, prima di tutto, sebbene l'artista non abbia volutamente mai rappresentato le vicissitudini passate sotto il nazismo nelle sue acqueforti ed acquetinte; ma anche il periodo delle biciclette, i mercati romani, le architetture mediterranee, i muri, le conchiglie, le nature morte e tante altre tematiche che l'hanno accompagnata nei suoi momenti pittorici di ispirazione».
I relatori presenti all'inaugurazione, che si è tenuta nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno Sabato 12 dicembre, il professor Stefano Papetti, il giornalista Alan Baumann figlio di Eva Fisher, e la dottoressa Antonella Ventura curatrice della mostra, hanno portato la loro esperienza, il loro rapportarsi con questa grande artista a tutti i presenti.
"Artista dai parametri internazionali", come la definisce il professor Stefano Papetti, la mostra di Eva Fisher «È un regalo alla nostra splendida città - ha sottolineato Alberto Amici - alla quale tutti siamo legati ed affezionati».
Avvincente il racconto dell'arrivo in Italia dell'artista Fisher, dalle parole del figlio Baumann, che racconta come durante la guerra riuscirono ad arrivare a Bologna grazie ad un Comandante dei Carabinieri marchigiano ai quali fece un ritratto, che fece un visto per lei, lo zio e la madre dell'artista, che necessitava di cure. Non tornarono in Croazia ed inizio a fare la portalettere partigiana. Ben 65 anni dopo ricevette una telefonata, del Maresciallo che le.. chiedeva un ritratto perché il primo, fatto nel 1942, lo aveva perso.
Baumann raccomanda anche ai giovani di partecipare alle mostre d'arte «Purtroppo - dice - viviamo in una società fatta da tante retrospettive. Abbiamo dei testimoni del tempo attraverso le arti ed occorre usufruire di queste arti».
Anche la curatrice della mostra, Antonella Ventura, racconta dell'umanità dell'artista, del loro incontro, avvenuto 20 anni prima, di come certe volte un avvenimento di cambia la vita, decide quasi per te «Nella mia vita - la dottoressa Venura un aneddoto raccontatole a sua volta dalla Fisher - ho conosciuto molti artisti che sono stati grandi, conosciuti, vissuti, ma non ho mai smesso di cercare fra le persone che incontro, anche altri artisti».
Presenti anche gli allievi dell'Istituto artistico Osvaldo Licini di Ascoli Piceno, realizzatori del video sulla Shoah, interpretato magistralmente dalla cantante lirica Domenica Vernassa.
Superbo l'allestimento, opera di Renato Barchiesi, che ha tenuto conto oltre che dell'architettura particolare degli spazi dell'area archeologica di Palazzo dei Capitani, utilizzando degli stand leggeri all'occhio in plexiglass trasparente, anche dell'importanza del luogo, non utilizzando chiodi per fissare le tavole con le fotografie storiche, ma piuttosto appoggiandole per terra in un «atto di dovuto rispetto per il luogo», ha commentato, ringraziato proprio per «aver danno un tocco speciale all'allestimento della mostra».
Molte le autorità presenti, appartenenti al Lions Club di Ascoli, San Benedetto e Fermo, fra cui il Presidente Alberto Amici, Achille Ginetti, Governatore del consiglio del Lions club, Giulietta Brascioni Brattini, Pier Giorgio Moscetta, Raffaello Francesconi, Sergio Olivieri, Romano Costantini, Vittorio Ricci, Antonio Massetti, Sergio Salotti. Fra le autorità civili il vicepresidente provinciale Pasqualino Piunti, l'assessore comunale Giovanna Cameli, l'assessore comunale alla cultura Davide Aliberti. Presenti anche le autorità militari, fra cui il Comandante del 235 esimo reggimento Piceno il Colonnello Ciro Annicchiarico e il Comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto Daniele Di Guardo.
La mostra rimarrà aperta fino al 28 dicembre tutti i giorni dalle 10.30 alle 15.00 e dalle 15.30 alle 19.30 presso l'Area archeologica di Palazzo Capitani ad Ascoli Piceno.
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La presentazione è stata mandata in streaming da Whipart, guarda tutta la presentazione (formato .wmv Windovs Media 207 mega)
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