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Filippo Minelli e l'arte di colorare anche i muri più difficili

Piera Cristiani - 31.10.2009 testo grande testo normale

Da diversi anni, il giovane artista bresciano riesce a contaminare arte e impegno sociale attraverso scritte in luoghi difficili e a volte dimenticati.

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Proviamo a mettere in un angolo tutte le persone con più o meno competenze che sostengono che il fenomeno della street art non può attecchire in Italia.
L'Italia non è così vecchia, non dappertutto. Se in una città impressionantemente industriale come Brescia cresce la spinta creativa di un soggetto come Filippo Minelli, forse il nostro Stato qualche speranza di non morire nelle vecchie usanze ce l'ha.
E' giovane, viene dagli ambienti accademici di Brera, ma la sua attrazione per la strada è sempre andata di pari passo grazie ai graffiti e ai progetti di arte pubblica. Solo è un inquieto, una valvola impazzita a cui il colore non basta, non riesce a star fermo, e tutta la strada da cui trae la sua ispirazione la vuol percorrere, interamente. Zaino in spalla inizia a viaggiare.
Se noi stessimo sempre nel nostro guscio la probabilità che ci capiti qualcosa di curioso o addirittura scioccante sarebbe improbabile, le chance per contaminare il nostro ambiente sarebbero bassine, in effetti. Non che a tutti interessi, tra l'altro. E non è facile andare sulla striscia di Gaza in pieno conflitto palestinese: può esserci qualcosa di casuale, ma la marcia sei tu a darla.

"Inizialmente ho cercato di realizzare una scritta in muratura nel cuore di Tel Aviv, ma era un progetto troppo ambizioso e dopo una ventina di giorni me ne sono andato in Palestina e Giordania. Ho fatto la scritta CTRL+ALT+DELETE perché mi sembra un buon modo per dare un giudizio sulla situazione. Quel comando per pc serve a fermare il sistema, per poter decidere cosa chiudere e cosa riavviare e mi sembrava calzante rispetto a quello che accade là, visto che i palestinesi stanno morendo chiusi tra un muro e un mare senza pesci, mentre gli israeliani non vanno né avanti né indietro. Quel muro forse era necessario per fermare i suicide bombers, ma doveva essere una cosa temporanea: a mio avviso è assurdo che un muro che nasconde dai problemi sia visto come una soluzione politica duratura".

Filippo ha le idee chiare e riesce a sfruttare quelle che sono le condizioni in cui si trova, tante volte addirittura pare che le situazioni cerchino lui!
Un'esperienza insolita gli è accaduta in Mauritania, mentre andava verso il Marocco, dove ha conosciuto un paio di ragazzi giovani che lo han condotto nel cimitero delle navi, una sorta di ormeggio a pagamento in cui le navi restano ferme finché qualcuno le smonta e vende a pezzi. Lì, su una nave abbandonata, ha realizzato la scritta DEMOCRACY, visibile, rappresentativa. Una settimana dopo il colpo di stato militare: qualcuno giocava con la democrazia e forse, nello stesso momento, qualcuno smontava la nave con la scritta DEMOCRACY, strane coincidenze, da riso amaro.

Sono cose che non accadono se si ignorano parti di mondo che possono essere anche solo la nostra Campania tanto descritta da Roberto Saviano, se si sta a casa a credere a Maria De Filippi (con tutto il rispetto per la sua programmazione) o se si va in ferie solo in villaggi turistici. Succedono se si ha il coraggio di vederle.
A Filippo Minelli accade che nel 2007 arrivano noia e un po' di fastidio, inizia a lavorare al progetto Contraddiction. Va nelle parti di mondo dove non c'è il villaggio turistico, dove la gente sta male sul serio, e scrive, sui muri, sulle strutture, sugli slums, come sa fare lui. Non sono scritte per loro, ma che servono al prezioso occidente a farsi delle domande che "...sono una sottolineatura nei confronti della vita. Ci tengo a dire che sono pure io un addicted di tecnologia, social networks e 2.0, quello che ho fatto non è una critica alla comunicazione, ma alla funzione storpia in cui sempre ci si imbatte, far traballare la sicurezza data dall'ultimo upload di stato di Facebook ben riuscito, la soddisfazione della fotografia appena caricata su Flickr, il sentirsi shiny perché si compra Apple: nessuno di questi brand ha colpe, ma il distacco dalla realtà che inducono nell'essere utilizzati ha creato un esercito di persone "normali", non gente che con l'immagine ci lavora, che passano la giornata col cruccio di far diventare se stessi un prodotto appetibile per un "grande giudice" immaginario. E in questo stadio si è portati a pensare che il mondo sia come qui, feste, cene, shopping, quando basta fare un paio di migliaia di chilometri per rendersi conto di qual è la situazione".

Non è facile avere, come Minelli, un mezzo e decidere che può essere un'innovativa forma per scoprire cosa c'è sotto le incrostazioni occidentali, quando in realtà si fanno anche quadri godibili, si è giovani e pieni di talento, si ha una buona fama. E' insolito anche scegliere di essere controcorrente, rispetto ai propri conterranei e/o coetanei: Minelli potrebbe campare con la sua produzione apparentemente più soft, anche se in realtà densa anch'essa di simbolismi e carica delle esperienze vissute, appoggiarsi alla sua simpatia, restare lì, in quell'ambito sempre creativo, in crescita, ma anche più accomodante forse.
Invece sceglie di osare, andare oltre: alla roulette, se si punta sempre la stessa cifra modesta non si può sbancare il casinò!

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I VOSTRI COMMENTI:

Nome: stefania
Commento: Filippo Minelli, un nome qualunque che identifica una personalità particolare e preziosa. Vivere di arte richiede coraggio, è una missione, una vocazione assoluta, alla quale è necessario prestare dedizione e determinazione per continuare a comunicare emozioni. L'arte di strada è l'ARTE vera, poichè si manifesta a chiunque, senza discriminazioni, e allo stesso tempo viene interiorizzata in modo soggettivo, unico e reale legato ad un forte disagio che accomuna le masse. Minelli è un forte provocatore che sa puntualizzare e focalizzare il nocciolo di una realtà ingiusta, qualunque essa sia. Attraverso i suoi graffiti, sapientemente ricercati e ben posizionati l'artista bresciano si identifica con la massa è una voce astratta che parla per tutti, egli sa comunicare l'arte, egli sa toccare la coscienza delle persone che per una volta dovrebbero fermarsi a guardare per leggere e capire riflettendo su quanto accade intorno a loro.

Nome: dani
Commento: per il discorso muro io speRo che quel muro possa essere temporaneo ma per essere un pò realisti bisognerebbe fermare la propaganda d'odio. ed è molto più difficile estirpare l'odio dai cuori che abbatere un muro. per commentare il commento di filippo all'opera: mi sembrano più "circondati" gli israeliani, viste le minacce ripetute degli ultimi tempi..nn che stiano peggio o meglio, o che abbiano più o meno ragioni ma per il senso di accerchiamento direi che forse lo sentono di più. Sempre per rimanere su un tmea caldo..

Nome: dani
Commento: ciao pi, mi piace molto l'idea di filippo di trasferire il linguaggio del computer in un altro contesto e in un luogo dove questi messaggi possono essere più incisivi che in altre parti di mondo, per poi trovare una diffusione capillare su internet, interessante ed efficace, davvero!

Nome: rudi
Commento: la cosa più sublime è la pubblicità: "Muri Umidi da Risalita? Scopri le 12 differenti cause e tipi di umidità dei muri umidi " giusto tra l'articolo e le foto di scritte e graffiti sui muri...

Nome: Piera
Commento: Grazie a tutti, anche ai dissidenti! Per vedere altri lavori di Filippo Minelli c'è il sito www.filippominelli.it. Per capire anche che fa dell'altro.

Nome: Annalisa
Commento: Adoto la street art, complimenti a Filippo Minelli e a Piera ovviamente per il pezzo

Nome: ennioxx
Commento: A parte che vorrei stare il più possibile nel mio guscio e una sia pur confortevolissima vacanza a più di 500 km mi atterrisce e pur non avendo mai ambito ad acquistare un mac anzi odiando gli architetti che lo sfoggiavano, e che tutto il rispetto per la programmazione della De Filippi stride leggermente col resto, apprezzo articolo e artista, in particolare per l'idea ctrl+alt+delete e myspace. Non si potrebbero evere le immagini in dimensione più flickreiana?

Nome: silvano
Commento: Difficile il mio commento anche perché controcorrente, ma onestamente mi pare di vedere il quadro del post sessantottino autoreferenziale e figlio di papà. Se penso ai danni...mi riferisco alla cultura ovviamente.

Nome: bruno
Commento: interessante...a volte segue anche Corradini che fu pure prof di Betty su una tv locale, ci vorrebbe una portale sobrio sulle varie proposte, intanto il ns portale sei un po' tu, continua!

Nome: Marco T.
Commento: BIG UP!

Nome: cristina
Commento: bello Pi, brava. Ci vorrebbero più persone come lui.

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