Anteprima CITIES – Places visionaires, le città sotto un altro punto di vista
Annalisa Cameli - 26.09.2009

Tags: CITIES – Places visionaires, camilla boemio, festa dell'architettura di roma
È l’evento off della Festa dell’Architettura che si terrà a Roma nella primavera del 2010 e che verrà presentata il 28 settembre.

«Abbiamo voluto regalare alla città un appuntamento che avesse l'architettura quale protagonista – ha affermato Amedeo Schiattarella, presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma - non un'iniziativa rivolta agli addetti ai lavori ma una festa per il grande pubblico».
«“Cities” vuole fare sognare il visitatore – perché le mostre – come il cinema devono permettere di aprire ponti all' immaginario , offrendo vedute sconosciute e ricchezze impalpabili ». Camilla Boemio
Ideata da Daniela Pastore, promossa dal Laboratorio Architettura Contemporanea, in collaborazione con la Festa dell' Architettura , curata da Camilla Boemio , “Cities – places visionaires” affronta il tema dell'architettura attraverso fotografie e video di città internazionali, fornendo panoramiche inedite metamorfiche, perché la città cambia attorno a noi, ma spesso non ce ne accorgiamo, anche se a cambiarle… siamo proprio noi. Un rapporto fra uomo e ambiente urbano che viene mostrato in un contesto di addetti ai lavori, ma volto al grande pubblico, in grando di fermare l'attimo a “quando è stato”, sul com'era e com'è. Con l'occasione, abbiamo avuto occasione di intervistare la curatrice, marchigiana, Camilla Boemio.
D: L'architettura vive intorno a noi, possiamo vederla ma spesso non la guardiamo realmente. Rappresenta invece, storicamente, il viaggio che l'uomo fa nei secoli. C'è quasi una riscoperta dell'urbano anche e soprattutto da parte degli artisti, come nel caso di questa mostra, che vede fotografie e video di artisti di gran fama. Ma è la città che cambia intorno all'uomo o l'uomo che cambia in base alla città?
R: E' un' esigenza fondamentale in Italia occuparsi dell' Architettura attuale – sempre per il solito motivo di ricchezza stratificata di secoli di opere d' Arte si tralascia l' esigenza di nobilitare il presente .
Non è un caso che architetti del calibro di Renzo Piano realizzino opere visionarie e grandiose all' estero .
Stesso discorso per l' arte contemporanea siamo in dietro nella comprensione del nostro presente .
Stanno cambiando le dinamiche di interesse , in modo eclatante , il secondo Rinascimento mondiale che sta vivendo l' Arte Contemporanea sta contagiando la nostra penisola, creando sempre un più elevato numero di : appassionati fruitori e collezionisti .
La corrente di fotografi che iniziò negli “insospettabili” anni' 80 , in Italia , ad interessarsi alla fotografia documentaristica urbana ha per capostipiti : Gabriele Basilico e Marco Zanta .
Gabriele Basilico è uno degli artisti italiani più importanti e reputati all' estero – rimane lapidaria nell' immagine generale la serie dedicata a una Beirut , devastata dalla guerra , esanime e surreale !
Rispondendo alla seconda parte della domanda :
- Lo spazio che ci circonda modifica la percezione del reale , amplifica sofferenze e disagio , acuisce gioie e quotidianità ; tralasciare l' estetica degli edifici che vediamo ogni giorno vuol dire non accorgersi che ci accontentiamo di una vita mediocre .
D: In mostra vi sono fotografi e video maker che hanno un'unica protagonista, l'architettura: cosa viene fuori da questa interdisciplinarietà artistica?
R: Una visione poliedrica in movimento , come nel caso del video di : Shaun Gladwell .
Uno dei temi ricorrenti nei video dell'artista è l'equilibrio. In “A Station of the Metro” – 2006, la ricerca poetica dell'equilibrio è espressa nel suo senso comune, letteralmente, con il concetto di bilanciamento. I suoi performers muovono o posizionano i propri corpi in uno stato nel quale tutte le forze agenti si equivalgono.
Shaun Gladwell è stato selezionato per rappresentare, con il lavoro MADDESTMAXIMVS, il padiglione australiano alla Biennale d'Arte di Venezia 2009.
Come nel caso del video di : Dimitry Gutov “From flat to flat” (2002) .
Le prospettive si assottigliano e i punti di vista di una normale città cambiano perché la osserviamo al contrario dimenticando e scoprendo una realtà inedita .
Dmitry Gutov, nato a Mosca nel 1960, ha studiato all'Istituto d'Arte, Scultura e Architettura dell'Accademia di San Pietroburgo. Attivamente impegnato nel dibattito sull'evoluzione delle teorie estetiche contemporanee, Dmitry Gutov ha fondato, negli anni '90, in omaggio a Michail Lifshitz, l'Istituto Lifshitz: originale laboratorio di idee organizzato presso il Centro d'Arte Contemporanea di Mosca dove si incontrano le esperienze di artisti, filosofi e politici. Dmitry Gutov ha partecipato a molte grandi manifestazioni di arte contemporanea, tra cui: "Russia!" (Guggenheim, New York 2005), “Russia Redux #1” (New York, 2005), Biennale di Mosca (2005), "Russia 2" (Mosca, 2005), “Collective creativity” (Kassel, 2005), "Moscow-Berlin" (Berlino, Mosca, 2003), "Davaj! Davaj!" (Berlino, 2002), Biennali di Sao Paolo (2002), Valencia (2001), Manifesta (Rotterdam, 1996), Biennale di Venezia (1995), Biennale di Instanbul (1992).
D: Luce e ombra sono da sempre il fulcro dell'arte, soprattutto nella fotografia, e l'arte ancora una volta riesce ad unire le città: la collettiva, infatti, vede diversi centri urbani in mostra: quali sono le maggiori, differenze – ammesso che esitano – fra le “città esposte”?
R: Ogni artista sviluppa la tematica e il linguaggio in modo diverso .
Se vogliamo soffermarci sull' immagine estetizzante in bianco e nero , non possiamo non amare le fotografie di Peter Schlör sono un viaggio nell'immaginario.
Attraverso un utilizzo sapiente della luce, Schlör trasforma la realtà in un immagine senza tempo. Paesaggi, piazze, strade e case diventano non-luoghi intrisi di uno stato di calma e serenità. La fotografia di Schlör è frutto di un lungo processo che richiede tempo. Ogni particolare è scelto con la massima precisione ed il massimo rigore: il soggetto, il tempo di esposizione, la luce, la cornice, la pellicola. Lo scatto diventa quasi un rituale per l'artista che sembra quasi voler catturare uno stato emozionale ispirato da un paesaggio. L'austerità delle immagini nascondono frammenti autobiografici che si fondono in un unico e simbolico universo in cui la memoria dell'artista e quella dello spettatore si incontrano. Attraverso questa "memoria" ed il classicismo della composizione Schlör riesce a trasmettere quel senso di serenità e calma che distingue i suoi lavori e rende i suoi paesaggi contemporaneamente misteriosi e familiari.
Le città realizzate da Michael Wolf analizzano le trasparenze dei grattacieli di Shangai e l' architettura di densità delle metropoli orientali .
L' “Urban Europe” di Marco Zanta é un esplorazione tra le differenze e le similitudini del nostro continente , così vicino e tante volte così estraneo ai più .
La città traslata nel video di Damir Ocko “The End of the World” reinterpreta i miti classici in un impossibile incontro calcistico concettuale .
La Berlino di Basilico è una plastica architettura dall' atmosfere surreali .
Scarica la locandina con la programmazione degli incontri
CITIES – Places visionaires
28 Settembre / 16 Ottobre2009
Presso l'Auditorium Arte, Auditorium – Parco Della Musica, Viale Pietro De Coubertin (ROMA)
Ingresso libero
Orario: giorni feriali 17.00 – 21.00 sabato e domenica 11.00 – 21.00
Inaugurazione: Lunedi 28 Settembre 2009 alle ore 18.00
Catalogo: Realizzato dalla Festa dell'Archittetura
Artisti : Gabriele Basilico , Damir Ocko , Dmitry Gutov , Marco Zanta , Michael Wolf , Stefano Graziani , Peter Schloer .
Organizzazione: Associazione Arte Contemporanea – Laboratorio Architettura Contemporanea – evento off della Festa dell' Architettura
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