PAROLA PER PAROLA. ''Un sano ideale deve saper oscillare tra il sacro e il profano''. (Voltaire) G.G

Simonetta Angelini - 28.06.2009 testo grande testo normale

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Tags: Giovanni Gaggia, Parola per parola, intervista, Sponge artecontemporanea

Amo i significati delle parole, quelli espliciti, etimologici che raccontano una storia, che sono l'archeologia di un senso.

E quelli sotterranei, occulti, suggeriti, evocati, traslati, associati. Poi i contrari, gli equivoci. Le aree semantiche. La vita polisemantica e plurisemantica delle cose. Per una rotta possibile del pensiero critico.
Con questo amo lavorare e so di poter tracciare un percorso di comprensione senza trovare una strada definita e definitiva. un percorso di senso alla ricerca dell'arte contemporanea delle Marche...

PAROLA PER PAROLA

"Un sano ideale deve saper oscillare tra il sacro e il profano". (Voltaire) G.G
"Che tu sia per me il coltello" (D. Grossman)". S.A

Giovanni Gaggia

Anatomia dissidente di riappropriazione; macelleria crudelmente poetica. Un corpo su cui si deve intervenire d'urgenza perché " ha senso solo quando è marcato" (Baudrillard). Ma cui si allude attraverso un velo, un medium che si frapponga simbolicamente: la fotografia su cui si traccino segni allusivi di un immaginario fiabesco, intimo, onirico, in corto circuito. L'artista sovrappone il materiale plastico, liscio, artificiale su cui interviene senza edulcorare l'immagine fotografica che resta integra. La dialettica di manipolazione e integrità allude metaforicamente all'intervento sulla realtà della carne. Poi le azioni, rappresentare la crudeltà di un corpo in mutamento, in conflitto; sacrificato, manipolato, spogliato, violato, controllato, contaminato, marcato, corrotto.Il lavoro di Gaggia è un percorso di esplorazione di senso, di ogni rimosso. Fazioso, politicamente scorretto, chirurgico. Organico senza la meccanicità dell'organismo. Con la cura intima di chi sa alludere, connette immaginari in un detournement circolare, in una dialettica catartica di sovrapposizioni di senso e disvelamenti. Corpus artificis. Sic est.

Le parole
CORPO

Il corpo è un carnaio di segni(M.Foucault)
Questa pelle porosa, forata, orifiziale , nella quale il corpo non finisce e che solo la metafisica istituisce come linea di demarcazione del corpo...(Baudrillard)
L'uomo di cui ci parlano e che siamo invitati a liberare è già in sè stesso l'effetto di un assoggettamento ben più profondo di lui. un' anima lo abita e lo conduce ad esistenza, che è essa stessa un elemento della signoria che il potere esercita sul corpo. l'anima, effetto e strumento di una anatomia politica; L'ANIMA PRIGIONE DEL CORPO" (M. Foucault)

È forma, immagine, rappresentazione, luogo di deriva, sconfinamento, scandalo, pericolo, rimozione; esercizio del potere e resistenza, anarchia; organismo come prigione e luogo di relazioni punite e smembramenti, strategia di controllo; abita lo spazio della sua presenza. È smembrato, fatto a brani, rimosso.
La mia area semantica:Carne/ Segno- segnale / Ambivalenza/ Organico
Carne..
consolate la mia carne
nella carne che sei
nella carne che ritornerai
solitudine della carne
dalle anime di ogni carne

Patimento della carne
Corpo sacro della carne
compassione della carne
fuoco fatuo della carne
carne e carne
la morte della carne...

Pietà della carne
lutto della carne
il buio della carne
la passione della carne
la penitenza della carne
l'estasi della carne
il caos della carne

Scandalo della carne
sacrifico della carne
e la carne che vuole carne
santuario della carne
la morte della carne

Estasi della carne
sacrificio della carne
marcire della carne
fiorire della carne
consolate la mia carne
nella carne che sei
nella carne che ritornerai
non è morto
non sei morto
nella carne (V.Capossela )

La tua area semantica: Contenitore/ fuoriuscita – movimento+logica / Carne e cenere

FERITA
Ogni cicatrice è una traccia indelebile, un ostacolo all'oblio, un segno che fa del corpo una memoria (Galimberti)
La ferita è il simbolo del disordine, di rottura di un equilibrio (FAM, Nessun tempo nessun corpo)

La mia area semantica Cuore / Sangue / Impronta
La tua area semantica: politica / carne / segno


SIMBOLO
La mia area semantica: contrassegno/ / polisemia
La tua area semantica: impronta / mente


IDENTITA'
La mia area semantica: Separazione/ Estraneità/ Conflitto
La tua area semantica: masticare / ingoiare/ digerire


CURA: sollecitudine, grande e assida diligenza, vigilanza premurosa
Curare a cura dictum. Cura, quod cor urat (Varrone, De lingua latina)

La mia area semantica: lealtà / attenzione/ coscienza poi farmaco/ rimedio
La tua area semantica:
quod cor urat si intitola così una serie di mie opere del 2008....Tutto parte dal mio rivenditore di carne di fiducia. Ordino dei cuori, i cuori arrivano, ma sorpresa, non sono integri, ora me ne devo prendere cura, li devo per forza ricucire, risanare. E' da qui che nasce uno delle mie ultime opere "Come San Francesco Sanò un Lebbroso.

"Come santo Francesco miracolosamente sanò il lebbroso dell'anima e del corpo, e quel che l'anima gli disse andando in cielo. Il vero discepolo di Cristo messer santo Francesco, vivendo in questa miserabile vita, con tutto il suo isforzo s'ingegnava di seguitare Cristo perfetto maestro: onde addivenia ispesse volte per divina operazione, che a cui egli sanava il corpo, Iddio gli sanava l'anima a una medesima ora, siccome si legge di Cristo. E però ch'egli non solamente servia alli lebbrosi volentieri, ma oltre a questo avea ordinato che li frati del suo Ordine, andando o stando per lo mondo, servissono alli lebbrosi per lo amore di Cristo, il quale volle per noi essere riputato lebbroso; addivenne una volta, in uno luogo presso a quello dove dimorava allora santo Francesco, li frati servivano in uno ispedale a' lebbrosi infermi: nel quale era uno lebbroso sì impaziente e sì incomportabile e protervo, ch'ogni uno credeva di certo e così era, che fusse invasato del dimonio, imperò ch'egli isvillaneggiava di parole e di battiture sì sconciamente chiunque lo serviva, e, ch'è peggio, ch'egli vituperosamente bestemmiava Cristo benedetto e la sua santissima madre Vergine Maria, che per nessuno modo si trovava chi lo potesse o volesse servire. E avvegna che le ingiurie e villanie proprie i frati studiassono di portare pazientemente per accrescere il merito della pazienza; nientedimeno quelle di Cristo e della sua Madre non potendo sostenere le coscienze loro, al tutto diterminarono d'abbandonare il detto lebbroso: ma non lo vollono fare insino a tanto ch'eglino il significarono ordinatamente a santo Francesco, il quale dimorava allora in uno luogo quivi presso. E significato che gliel'ebbono, e santo Francesco se ne viene a questo lebbroso perverso; e giugnendo a lui, sì lo saluta dicendo: «Iddio ti dia pace, fratello mio carissimo». Risponde il lebbroso: «Che pace posso io avere da Dio, che m'ha tolto pace e ogni bene, e hammi fatto tutto fracido e putente?». E santo Francesco disse: «Figliuolo, abbi pazienza, imperò che le infermità de' corpi ci sono date da Dio in questo mondo per salute dell'anima, però ch'elle sono di grande merito, quand'elle sono portate pazientemente». Risponde lo infermo: «E come poss'io portare pazientemente la pena continova che m'affligge il di e la notte? E non solamente io sono afflitto dalla infermità mia, ma peggio mi fanno i frati che tu mi desti perché mi servissono, e non mi servono come debbono». Allora santo Francesco, conoscendo per rivelazione che questo lebbroso era posseduto da maligno spirito, andò e posesi in orazione e pregò Iddio divotamente per lui.

E fatta l'orazione, ritorna a lui e dice così: «Figliuolo, io ti voglio servire io, da poi che tu non ti contenti degli altri». «Piacemi, dice lo 'nfermo: ma che mi potrai tu fare più che gli altri?» Risponde santo Francesco: «Ciò che tu vorrai, io farò». Dice il lebbroso: «Io voglio che tu mi lavi tutto quanto, imperò ch'io puto si fortemente' ch'io medesimo non mi posso patire». Allora santo Francesco di subito fece iscaldare dell'acqua con molte erbe odorifere, poi sì spoglia costui e comincia a lavarlo colle sue mani, e un altro frate metteva su l'acqua. E per divino miracolo, dove santo Francesco toccava con le sue mani, si partiva la lebbra e rimaneva la carne perfettamente sanata. E come s'incominciò la carne a sanicare, così s'incominciò a sanicare l'anima: onde veggendosi il lebbroso cominciare a guarire, cominciò ad avere grande compunzione e pentimento de' suoi peccati, e cominciò a piagnere amarissimamente; sicché mentre che 'l corpo si mondava di fuori della lebbra per lo lavamento dell'acqua, l'anima si mondava dentro del peccato per contrizione e per le lagrime.

Ed essendo compiutamente sanato quanto al corpo e quanto all'anima, umilmente si rendette in colpa e dicea piagnendo ad alta voce: «Guai a me, ch'io sono degno dello inferno per le villanie e ingiurie ch'io ho fatte e dette a' frati, e per la impazienza e bestemmie ch'io ho avute contro a Dio». Onde per quindici dì perseverò in amaro pianto de' suoi peccati e in chiedere misericordia a Dio, confessandosi al prete interamente. E santo Francesco veggendo così espresso miracolo, il quale Iddio avea adoperato per le sue mani, ringraziò Iddio e partissi indi, andando in paesi assai di lunge; imperò che per umiltà volea fuggire ogni gloria e in tutte le sue operazioni solo cercava l'onore e la gloria di Dio e non la propria.

Poi com'a Dio piacque, il detto lebbroso sanato del corpo e dell'anima, dopo quindici dì della sua penitenza, infermò d'altra infermità: e armato delli Sacramenti ecclesiastici sì si morì santamente. E la sua anima, andando in paradiso, apparve in aria a santo Francesco che si stava in una selva in orazione, e dissegli: «Riconoscimi tu?». «Qual se' tu?», disse santo Francesco. «Io sono il lebbroso il quale Cristo benedetto sanò per li tuoi meriti, e oggi me ne vo a vita eterna; di che io rendo grazie a Dio e a te. Benedetta sia l'anima e 'l corpo tuo, e benedette le tue sante parole e operazioni, imperò che per te molte anime si salveranno nel mondo. E sappi che non è dì nel mondo, nel quale li santi Agnoli e gli altri santi non ringrazino Iddio de' santi frutti che tu e l'Ordine tuo fate in diverse partì del mondo; e però confortati e ringrazia Iddio, e sta' con la sua benedizione». E dette queste parole, se n'andò in cielo; e santo Francesco rimase molto consolato.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen."

Tratto da: Fioretti di San Francesco/Capitolo venticinquesimo

MORTE
'Parlare di morte fa ridere di un riso forzato e osceno. Parlare di sesso non provaca più nemmeno questa reazione: il sesso è legale, la morte pornografica'.
Il soggetto ha bisogno per la sua identità di un mito della propria fine, come ha bisogno di un mito di origine.(Baudrillard)
È una singolare debolezza dello spirito umano il fatto che la morte non gli sia mai presente, per quanto gli si metta in mostra da ogni parte(...) i mortali si preoccupano di seppellire il pensiero della morte con la stessa cura con cui sotterrano i morti (J.B Bousset)


Simonetta: Vanity Salvation
Holbein death
V. Capossela la marcia del camposanto

La mia area semantica: Assenza /Rimozione / esclusione/ Estraneità/ immortalità
La tua area semantica:

LA DANZA
In un campo di cenere
dove la vita Armena stava scomparendo
una donna tedesca, sforzandosi di non piangere,
mi raccontò degli orrori di cui fu testimone:
"Ciò che sto per raccontarti
l'ho visto con i miei stessi occhi.
Oltre la mia finestra d'inferno
strinsi i denti
e guardai la città di Bardez trasformarsi
in un cumulo di ceneri.
I cadaveri venivano accatastati in cumuli alti come
Alberi,
e dalle fonti, dai corsi d'acqua, dalla strada
il sangue era un continuo lamento,
e ancora chiede vendetta nelle mie orecchie.

Non temere; ho il dovere di raccontarti ciò che vidi
cosicché la gente capisca quali atrocità gli uomini
Infliggono agli uomini.
Per due giorni, lungo la strada del cimitero...
Lasciamo che i cuori del mondo intendano,
era una domenica mattina,
la prima domenica, inutile, che albeggiava sui cadaveri.
Dall'alba al tramonto ero rimasta nella mia stanza
Con una donna ferita a morte
-le mie lacrime bagnavano la sua morte-
quando sentii da lontano,
in una vigna, una scura moltitudine
che colpiva a frustate venti giovani donne
e cantava canzoni ripugnanti.
Lasciai la ragazza agonizzante sul materasso
Mi precipitai al davanzale della finestra:
la moltitudine sembrava ingrandirsi, come una
macchia di alberi.
Una delle belve presenti urlò: "Dovete danzare,
Danzate al rullo del nostro tamburo".
Le fruste schioccarono con furore sulla carne
delle donne.
Mano nella mano, le giovani donne diedero avvio
alla loro danza in circolo.
Ora invidiavo la mia vicina ferita
che con un calmo respiro maledì l'universo e rese la
propria anima alle stelle...
"Danzate", urlavano,
"Danzate fino alla morte bellezze infedeli
Con le vostre tette penzolanti, danzate;
Sorridete per noi. Siete abbandonate a voi stesse,
ora, siete nude schiave,
Danzate come un mucchio di sgualdrine da sfottere.
I vostri corpi morti ci eccitano."
Venti giovani donne piene di grazia si accasciarono
a terra. "Alzatevi" urlò la moltitudine,
brandendo le spade.
Qualcuno portò una tanica di cherosene.
Giustizia umana, ti sputo in faccia.
Le giovani donne furono cosparse del liquido.
"Danzate"- Tuonarono
"Eccovi una fragranza che non potete avere in Arabia".
Con una torcia, appiccarono
il fuoco ai corpi nudi delle fanciulle.
E i corpi carbonizzati rotolarono e
precipitarono verso la morte...

Sprangai gli scuri
Mi sedetti vicino la ragazza morta
E mi chiesi: " Come posso strapparmi gli occhi
di dosso?"
Diamanda Galàs

LEPIDOTTERO
Insetto dalle ali squamose, fitofago= Il termine fitofago fa genericamente riferimento ad un organismo che ha un rapporto trofico unilaterale a spese dei vegetali, ai quali crea un danno più o meno grave.

La mia area semantica: effimero / lieve/ metamorfosi / crisalide/ mutevolezza/ leggerezza
La tua area semantica: ho incontrato uno strano lepidottero il mese scorso, incredibile, bellissimo pelosissimo. Mi sono affacciato dalla finestra della mia camera, dalla quale vedo soltanto degli alberi, dei fiori e un prato. Nel prato c'è una rudimentale panchina costruita con due pietroni di cemento ed un tavolaccio. Sotto uno strano triangolo in lento movimento. Scendo le scale piano, accendo una sigaretta, mi avvicino alla panchina, guardo sotto, un lepidottero. Apertura alare 30 cm, per lo più marrone sulle ali due grandi occhi bianchi, due strane zampette unghiate arancioni, ho finito la sigaretta e lui se ne è andato.


RITO- CATARSI
V. Capossela - Il ballo di San Vito http://www.youtube.com/watch?v=ZtCQXJwN96o
La mia area semantica: religione/ sacro- profano/ iniziazione/ passaggio/ purificazione/ espiazione/ ripetizione
La tua area semantica: pensare – aprire libro – fotocopiare – fotografare – svitare tappo colore – sedersi sul letto – dipingere


Suggestioni: trasversali come la rete, molteplici e sinestetici come la percezione...
tributo a....é la traccia di un percorso di letture, personalità, immagini nella tua ricerca artistica attraverso link on line, immagini, riferimenti multimediali: il senso è quello di dilatare la percezione e la comprensione, di dare senso alla multimedialità della pubblicazione on line e sfruttarne tutte le potenzialità.

-Linda Lovelance in Gola Profonda (1972)
Linda Lovelance
-Antonello Da Messina
Antonello da Messina
-De Andrè – Girotondo
De Andrè Girotondo
-Sally - Fabrizio De Andrè (da "La strada" di F. Fellini)
De Andrè Sally
-Le Cirque Bidon Aout 2007
Le Cirque Bidon
-Simonetta vinicio capossela i Pagliacci
- Teresa Macrì, Il corpo post organico, Costa e nolan, 2006
Pinocchio + il grillo parlante
Grillo Parlante
-Beato Angelico
Beato Angelico
- Francesca Alfano Miglietti, Nessun tempo nesun corpo, Skira, 2001
-Il Pasto Nudo – David Cronemberg
Il pasto nudo
-Andres Serrano
La morgue Andres Serrano
-Gina Pane
Gina Pane azione sentimentale
-Bianca Neve e i sette nani: Ehi Oh
Biancaneve e I sette nani
-Meduse Cyborg
Meduse Cyborg
-Diamanda Galas – Supplica a mia madre (Pasolini/Galas)
Diamanda Galas
-Luis Bourgeois / Diamanda Galas
Diamanda Galas Luoise Borgeois
-Alighiero Boetti – Avere Fame di Vento
Boetti Avere fame di vento
-Max Bottino "Quello che non ho fatto mi aspetta a Mezzanotte"
Max Bottino
-Luigi Tenco /Lontano Lontano
Luigi Tenco
- Il Genio - Pop porno
Il Genio pop porno

.......ora vado a prendere il caffè

Lasciami una parola, una frase, come titolo del lavoro, dell'intervista
"Un sano ideale deve saper oscillare tra il sacro e il profano". (Voltaire)

Io, Giovanni ti rispondo e chiudo questo percorso di s-definizioni, trasversalità e avvicinamento alla contemporaneità delle Marche, con una frase di David Grossman : "Che tu sia per me il coltello" .
Grazie.

Didascalie:
- Come Santo Francesco sanò un lebbroso, 2009
still da video HDV, durata 3'
riprese e montaggio Domenico Buzzetti
edizione 5+1 pa
courtesy galleria Factory - Art contemporanea Trieste/Berlino

-The morgue, 2002, tecnica mista, cm 15x 10, Courtesy galleria Factory- Art contemporanea Trieste
-Il Circo, 2005, tecnica mista, cm 75 x 55. Curtesy Benilde Marini Cagli (PU)
-Untitled (Quod cor urat), 2008, stampa lambda su alluminio, 5+ 1 p.d.a, dimensioni variabili
- Ali squamose, 2008, performance / installazione. Fotografia di Fabio Montagnoli



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Nome: Simonetta
Commento: Nello spirito di questo intervento è la costruzione di una esperienza estetica e percettiva che sia un processo diffuso e in continuo divenire, mutante interattivo, sincretico, connettivo. La ricerca di una visione non lineare...dunque attendo commenti, altre suggestioni e trasversalità dai lettori. Grazie a tutti.


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