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Hong Kong coMIXart alla galleria Acta International

Giovanni D'Angelo - 17.06.2009 testo grande testo normale

Una storia a fumetti conferisce nuova vita ad un palazzo da ristrutturare nel cuore di Hong Kong, con la complicità muta di un occhio fotografico.

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Hong Kong, esterno giorno: quartiere di Aberdeen, area Sud della città ai piedi di un palazzo destinato alla riqualificazione urbanistica. Un agglomerato di cemento e mattoni che inizia a vivere di vita (artistica) propria, ospitando sui muri, come fossero un blocco di carta vergine, una graphic novel che accompagnerà il visitatore nella sua ascesa ai vari piani.
L'opera murario/manuense di un artista filtrata e documentata dalla lente di un fotografo a zonzo per la città. Un flaneur visuale che coglie e associa dettagli dell'opera in corso con stralci urbani, che raccontano la quotidianità di una metropoli in continuo sviluppo.
Hong Kong coMIXart è tutto questo e oltre: una serie di dittici fotografici accoppiati per semantica intrinseca e gusto estetico, che richiama volumi e forme somiglianti nei dettagli fissati dall'obiettivo. Un work in progress creativo concepito nel lontano oriente e partorito in Italia, grazie all'esposizione presso la galleria d'arte Acta International di Roma.

In occasione del vernissage della mostra abbiamo incontrato il fotografo Silvio Scuccimarra.
Come nasce l'idea di questo progetto artistico?
Il concept nasce dalla voglia di documentare il lavoro fumettistico del mio amico Mauro Marchesi. Attraverso l'unione di foto della città a quelle dell'opera in corso ho cercato di trasmettere una mia idea di contemporaneità degli eventi. Punti di vista lontani nello spazio ma simultanei sul piano temporale.

Qual è il suo approccio alla fotografia?
Mi accosto al mezzo fotografico in modo viscerale, una fotografia istantanea, di tipo impressionista. Il dove e il quando di un momento particolare e di conseguenza irripetibile.

Una sorta di epifania visiva!
Infatti, un istante di luce che risulta diverso a seconda del posto in cui ti trovi. Io vivo a Verona e trovo impossibile cogliere l'intensità di un dettaglio nello stesso modo in cui ciò può accadere a Roma.

Che cosa l'ha spinta a fotografare?
Predestinazione, forse! In realtà, svolgo la professione di avvocato ma coltivo questo interesse da sempre, da quando ho memoria. Una passione smodata, il desiderio di fermare, con ogni mezzo possibile, l'istante visivo capace di suggestionarmi.

Un'ultima domanda, che tipo di attrezzatura ha utilizzato?
Nulla di più semplice di una compatta digitale (risoluzione 9 milioni di pixel) molto pratica da usare, coadiuvata da un minimo lavoro di post produzione, necessario a sistemare qualche luce non propriamente riuscita.

Dal fotografo all'artista Mauro Marchesi il passo è breve, per continuare una chiacchierata molto interessante.
Come nasce il progetto?
Il finanziatore dei lavori di riqualificazione conosce e apprezza i miei fumetti che hanno per protagonista Hollywood Bau, mi ha proposto la sua idea che ho accolto subito con entusiasmo.

Domanda obbligatoria, chi è Hollywood Bau?
Holly è una ragazza desiderosa di chiudere con un passato da pornostar che decide di aprire, con l'amica Alyson e il pinguino parlante Pepe, un motel nel deserto americano, il Molarko Resort. La violenta morte del fidanzato della sua amica innesca una reazione a catena di violenza, animata da sentimenti di vendetta. E' un personaggio nato anni fa che continua a vivere nei miei fumetti, grazie anche alle storie e ai testi di Francesco Tacconi.

Qual è la storia narrata?
E' un episodio inedito che racconta un percorso esperienziale della protagonista fino all'incontro catartico con il pinguino parlante. Un racconto di formazione che si affaccia su nuovi orizzonti, gettando le basi per storie future.

Infine poche battute con la gallerista Giovanna Pennacchi.
Che cos'è Acta International?
E' uno spazio espositivo attivo da circa quindici anni, che promuove ogni realtà fotografica, dal reportage alla ritrattistica.

Lei lavora fra Roma e New York, quali le differenze fra queste due realtà?
In America esiste un vero e proprio mercato d'arte, soggetto a leggi economiche e tendenze innovative, che in Italia è quasi inesistente. Oltreoceano la promozione culturale rappresenta un vero business, con finanziatori ed acquirenti che rendono vivo il mercato.

E sul piano propriamente artistico?
In quel caso non ci sono differenze; i fotografi italiani sono molto bravi e in grado di competere a livello internazionale. Purtroppo, in Italia, manca un adeguato sostegno da parte delle istituzioni, problema inesistente negli Stati Uniti dove tutto è privatizzato ma funzionante.

Premettendo la sua lunga carriera, che consiglio darebbe ad un aspirante artista e ad un futuro giovane gallerista?
In entrambi i casi consiglio di fare lunghe esperienze fuori dai confini italiani. Conosco bene New York e mi rendo conto che stimoli ed occasioni offerte da questa città sono irripetibili e difficili da rintracciare in Italia.

Hong Kong coMIXart
23 Maggio - 20 Giugno
Acta International
Via Panisperna, 82/83 - Roma
www.myspace.com/actainternational


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