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Contaminazioni Futuriste nel fashion design contemporaneo

Antonio Fontana - 16.06.2009 testo grande testo normale

Una singolare mostra sul Futurismo italiano, contaminando opere futuriste attraverso esempi delle influenze che quel movimento suscita oggi nel design.

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Tante sono le iniziative che si stanno svolgendo in Italia e all'estero per celebrare i cento anni della nascita del Futurismo. Il 20 febbraio 1909 "Le Figaro" di Parigi pubblicò il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, dando vita ufficialmente al più importante movimento artistico del ‘900.
La mostra Futurismo e suggestioni di fashion design contemporaneo 100 anni dopo s'inserisce fra i vari eventi con un taglio del tutto insolito ed originale.
Massimo Duranti e Francesca Duranti curatori dell'iniziativa, che è supportata con una bella mostra dalla Galleria Lydia Palombo Scalzi di Latina fino al 30 luglio, ne hanno spiegato le motivazioni durante la serata inaugurale alla presenza di un numeroso pubblico, sottolineando come il Futurismo in questi cento anni ancora oggi sia attuale e contemporaneo offrendo spunti creativi a tutto tondo.
Questa mostra è importante per il fatto che nelle trentacinque opere esposte ben cinque siano inedite, tra cui un Gerardo Dottori, e un quadro di Giacomo Balla figurativo del 1938: proprio quest'aspetto che, come ha spiegato Massimo Duranti, ci fa capire come un artista importante e fondamentale del Futurismo quale Balla fu costretto ad un ritorno verso una pittura figurativa dato che i suoi quadri sperimentali non riscontravano il successo economico del mercato.
Un esempio che spiega così come tanti grandi artisti dovettero piegarsi alle realtà di vita quotidiana, pur sostenendo teorie che hanno segnato la storia dell'arte e della società.
Duranti nel suo intervento sottolinea come in tutte le mostre organizzate in occasione del centenario il suo giudizio sia fortemente critico, perché si tratta di mostre: "inadeguate, incomplete tematicamente e temporalmente, quando non fuorvianti, spesso esterofile, condizionate ancora, anacronisticamente dalle ideologie che la storia ha invece regalato nel cassetto della memoria. In buona sostanza, nella maggior parte di esse non si è celebrato il Futurismo e Marinetti, suo fondatore ed animatore, bensì brani ristretti a quella storia e soprattutto tanta di quella arte che dal Futurismo ha trovato alimento in Europa".
Se in altre mostre hanno prevalso i confronti fra i futuristi e i movimenti dello stesso periodo storico, i curatori di questa iniziativa hanno voluto presentare opere futuriste con alcuni esempi delle suggestioni che quel movimento suscita oggi nel design: Francesca Duranti, ha spiegato come i designer invitati, in tutto cinque, siano stati capaci di porre in evidenza le influenze del Futurismo negli oggetti creati, in alcuni casi appositamente per questa mostra, in una passerella d'autore con linguaggi ed oggetti diversi: occhiali, abiti, cappelli, spille, ed oggettistica.
Quindici gli autori Futuristi presenti: Leandra Angelucci Cominazzini, Gerardo Dottori, Alessandro Bruschetti, Giacomo Balla, Uberto Bonetti, Mino Delle Site, Fortunato Depero, Antonio Marasco, Osvaldo Peruzzi, Enrico Prampolini, Pippo Rizzo, Gino Severini, Ernesto Michahelles Thayaht, Wladimiro Tulli. Gli artisti del design dell'attualità: Giuliano Giuman, Elisa Lestini Leclè, Marjda Rossetti, Sandro Gonnella, Simonetta Starrabba. Il catalogo è edito da Gangemi Editore a cura di Massimo Duranti e Francesca Duranti.

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