Simonetta Angelini - 13.05.2009

Un progetto per scoprire e rivivere la città realizzato da artisti e curatori di grande importanza, questo e molto altro ancora nel Gemine Muse
Dilatati, espansi. Si sta come in evasione, con un moto a farsi spazio. In sospeso nel tempo. Antichità e contemporaneità. Percorsi di senso e di appropriazione delle città e dei luoghi per disegnare geografie diffuse di percezione, suggestione e negoziazione. Perché la città è fatta "di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato. (...) la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d'una mano, scritto negli spigoli delle vie...nelle antenne dei parafulmini, in ogni segmento..." diceva Calvino. Spazi pensati, tempi alterati per una progettualità tessuta come un rituale diacronico e sincronico. Plurale nei linguaggi e molteplice nelle possibilità. Dialogo, scontro, incontro e confronto. Questo lo spirito della manifestazione Gemine Muse , che coinvolge in 22 città d'Italia, 150 giovani artisti e 30 curatori, con una collaborazione d'eccezione: quella di Angela Vettese, celeberrima critica d'arte e docente universitaria.
"Alle volte mi basta uno scorcio che s'apre nel bel mezzo di un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia (...) per pensare che partendo di lì metterò insieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d'istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie..(...) la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo..." scrive Calvino ne "Le città invisibili". I frammenti e i percorsi di senso, gli intervalli sospesi tra le cose, le verticalità e le tortuosità. Segni che divengono segnali. Queste le città invisibili e progettate, sognate nel progetto Gemine Muse.
Queste città invisibili sono spazi della mente, poliedriche, vive, hanno un respiro. Sussurrano possibilità, relazioni, memoria, sogni, racconti possibili, ispirazioni.
Per la città di Ancona, liquida e solida, che sa di mare, che conosce i passaggi, i viaggi, le partenze, le navi, i porti e l'ibridazione di culture, il curatore Giovanni Gaggia e i suoi artisti Michele Pierpaoli (Fano, 1985) e Maria Ambra Silvi (San Severino Marche, 1985) escogitano una relazione simbolica, dialettica, arcana tra il porto e i luoghi dell'arte antica della Pinacoteca civica a Palazzo Bosdari nel cuore della città. Con il progetto Water in love, si appropriano, percorrendoli con lentezza, con fatica, dei vicoli del centro storico, tracciando le linee di uno spazio invisibile, di un altrove liquido di acqua, dinamismo, strade. Fuori e dentro, fluidità e solidità, strade e rotte da perdersi. L'uomo in movimento e l'arte contemporanea, con i segni che lascia, le perdite, la fatica, divengono medium, tramite di transiti e percorsi.
L'acqua che rinnova, purifica, rigenera, trascorre, muta, lega e separa, si fa presenza, assenza, mobilità, metafora. È il simbolo comune dei lavori di "Water in Love". ll prelievo simbolico, la sottrazione dialettica dell'uomo al mare Adriatico. Poi un transito, un procedere quasi sacrale, inoltrandosi, recando l'acqua salata in cinque recipienti. Nella performance di Maria Ambra Silvi un rito, una dislocazione dell'acqua dal porto alla pinacoteca. I performers, con la lentezza faticosa dei tempi dilatati, del sale delle strade e dei percorsi cercati e perseguiti, delle pause, dicono il legame, la cura, la memoria delle cose, il contenere, il dislocare. Trasportano l'acqua salata sino alla Sala delle Cinque Teste della Pinacoteca, reperti archeologici come testimoni, silenti e misteriosi dalle profondità del tempo. I recipienti pieni vengono disposti nella Sala, ridisegnando lo spazio, suggerendo una dialettica, una comunicazione possibile, nell'atto di contenere e farsi spazio in movimento fluido e mutevole, tra antichità e contemporaneità. Su un limitare. Resta l'installazione di acqua e geometrie e rumori di sbarchi e imbarchi, di gabbiani e voci in sottofondo. E il dialogo.
Michele Piepaoli si relaziona agli spazi della pinacoteca e ai suoi capolavori con una installazione di disegni su carta oleata e stratificata in teche trasparenti poste una di fronte all'altra Tra loro una vasca in plexiglass colma d'acqua di mare che ne è il legame. Il segno preciso, geometrico è un progetto, una contaminazione di luoghi e suggestioni. Come nelle carte rinascimentali in cui ogni cosa rimandava ad altro, in una progettualità e una analisi totale, tra la possibilità e la razionalità, l'ideale e la realtà. Le cose sembrano corrispondersi, dialogare sommessamente. L'architettura diviene geometria di una ricerca, storia di distanze, misura delle cose, moto di dilatazione; l'urbanistica è un cuore pulsante e vivo. Come queste città sognate e inventate, rinnovate e purificate dall'arte contemporanea e dalle sue energie dirompenti. La muse si moltiplicano e si rinnovano. Gemine Muse.
Water in love
Michele Pierpaoli - Maria Ambra Silvi
a cura di Giovanni Gaggia
Pinacoteca Comunale "Francesco Podesti"- Palazzo Bosdari
- Via Pizzecolli 17 - 60121 Ancona
Inaugurazione 23 Aprile 2009 ore 17. 30
Catalogo della manifestazione Gemine: Muse con presentazione di Angela Vettese in Pinacoteca
23 APRILE - 30 GIUGNO 2009
INFO: Servizio Politiche Giovanili 070.2222457
Informagiovani@anconagiovane.it
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