Roberto Barzi - 07.06.2009

Capita a volte, navigando sul Web, d’imbattersi nel sito di qualche artista che stuzzica la propria curiosità. E’ il caso di Laura Libera Lupo
D. Racconta ai lettori di Whipart chi veramente sei, accennando alla tua biografia artistica e personale.
R. Nasco come figlia d'arte , sia mio padre sia mio zio dipingevano. Sono cresciuta con l'odore della trementina e dei colori ad olio. Ho ereditato quindi la passione per la pittura, che ho sostituito con quella per il disegno tecnico quando ho studiato architettura e design. Oggi mi occupo di tutto ciò che stimoli la mia creatività, dipingo, creo scenografie, costumi ecc. Mio marito ha fondato la compagnia dei "Murattori" , per la quale curo la scenografia.
D. Cosa sogni, cosa speri per il tuo futuro?
R. Il mio sogno nel cassetto è realizzare e gestire un rifugio per animali abbandonati, non c'entra niente con l'arte, ma è la verità. Per il mio futuro spero quindi di arrivare a potermi permettere economicamente la costruzione di "La Città dei Cani" , per la quale io ed altri stiamo già cercando fondi.
D. So che hai mille interessi sia, com'è ovvio, in campo artistico e culturale che nel sociale. Come riesci a conciliare tutto ciò con la tua vita familiare?
R. Ti riferisci ai miei figli, marito, sei gatti e tre cani? Bazzecole! Ho lo studio in casa (per fortuna molto capiente per tutti gli abitanti), e oggi con Internet puoi essere in più posti contemporaneamente, ora non ci sono scusanti per l'ignoranza e l'indifferenza.
D. Mi riferivo in particolare al tuo impegno civile nei confronti degli animali domestici, ma soprattutto alla tua attiva partecipazione ad eventi culturali e sociali. Ripeto, come fai a conciliare il tutto?
R. Mi faccio aiutare.
D. Cosa ti ha spinto a scegliere la strada della pittura, o meglio dell'arte e del design?
R. Non mi ha spinto niente, semplicemente non potevo comportarmi diversamente, dal momento che sono venuta al mondo con questo bisogno naturale, se non creo non vivo.
D. Quanto restano importanti per te l'architettura e il design? Ti capita ancora di interessartene attivamente?
R. Non ho mai smesso di interessarmene, in quanto sono io a curare l'immagine, ora, e mi sono occupata della completa ristrutturazione di un Hotel a Positano.
D. Perché hai scelto di avvicinarti in maniera così preponderante al nudo artistico?
R. Passione segreta per il corpo femminile, che per me è pura poesia.
D. Hai mai avuto amici o conoscenti che hanno posato nudi per te? Preferiresti avere dei modelli cui raffrontarti ?
R. Ho studiato con modelli nudi. Non è facile trovare chi ti rimane immobile senza vestiti. Diciamo che mia sorella è la mia vittima preferita.
D. A chi ti ispiri quando dipingi? Quali sono i tuoi artisti preferiti?
R. Ultimamente m'ispiro al gruppo degli Espressionisti tedeschi , adoro la loro pennellata drammatica ed incisiva, i colori vivaci spalmati sulla tela, puri violenti e pastosi.
D. Che rapporto hai invece con la fotografia?
R. Sono una foto dipendente . Spesso sono delle immagini fotografiche a fare da modello per le mie opere.
D. Fino a che punto sono importanti, per il tuo modo di fare e concepire l'arte, la psicologia e la psicanalisi?
R. Mmmmmmmm... Ora capisco perché hai voluto intervistarmi a tutti i costi, conosci il mio psicanalista.
D. Come consideri la tua pittura e cosa intendi per sperimentazione artistica? Una ricerca mentale ancor prima che metodologica?
R. Come già detto la mia pittura è un bisogno fisiologico ed è in continua evoluzione , il metodo ha poca importanza.
D. D'accordo, per te il metodo non avrà molta importanza, ma almeno ci puoi dire quale tecnica pittorica ricorri abitualmente?
R. Va bene, se proprio insisti. Uso l'acrilico amalgamato con pasta di marmo - si asciuga in due secondi e quindi devo essere velocissima - spalmato sulla tela - quasi sempre 120x80 , mia misura ideale - con la prima cosa che mi capita per le mani, può essere il pennello, la spatola o le dita stesse. Il problema, in questo caso, è staccare dopo la pasta di marmo dalle dita.
D. Hai mai provato a fare pura ritrattistica? Cosa vorresti imprimere sulla tela? Far emergere l'aspetto interiore oppure, molto più semplicemente, la fisionomia?
R. Tutte le persone che conosco, prima o poi posano per me. Riesco a fissare la loro vera essenza, non chiedermi però come faccio, non lo so neanche io. Quando dipingo mi metto in contatto con il mio vero Sé, è lui che dovresti intervistare.
D. Cosa rappresenta il colore per te, che ti rapporti alle avanguardie artistiche, in special modo all'Espressionismo tedesco?
R. Il colore è essenziale per la mia forma d'espressione, da solo rende le emozioni che voglio trasmettere alla tela inanimata, che magicamente prende a vivere! Le pennellate di materia colorata sono il prolungamento ideale della mia anima.
D. Quanto erotismo c'è nelle tue opere, al di là del fatto che trattano prevalentemente di nudi artistici? Cosa rappresenta nella tua ricerca estetica, così come nella vita quotidiana?
R. Tu prima parlavi di psicoanalisi, beh, mi rifaccio a Freud : credo che l'erotismo sia sempre presente nei comportamenti umani. Sono molto affascinata dall'energia che sprigiona il dualismo Eros-Thanatos . I miei corpi nudi, pur se belli, sono aggrediti dalle mie pennellate. Non c'è compiacimento, ma solo tensione emotiva, Eros e Thanatos, appunto.
D. La tua prossima mostra, la tua aspirazione nel campo dell'arte include anche un'indagine di tipo più lirico?
R. Dipende da cosa intendi per lirico.
D. Intendevo accennare ad una specie di narrazione composta da più dipinti incentrati sullo stesso tema, ci hai mai provato?
R. Sì, mi è capitato, l'ultima è stata la personale di pittura sull'Isola dei Galli al largo di Positano, (la famosa isola delle sirene di Omero ), durante una performance teatrale diretta da Gian Maria Talamo (ho curato io costumi e scenografia) proprio dedicata alle sirene, in questo caso ho preparato diverse tele sullo stesso argomento. Nel libro "Positano una città verticale" c'è la foto di Partenope , la mia sirena pennuta.
D. Una risposta a piacere: ciò che avresti voluto che ti avessero chiesto.
R. Cosa provi quando ti separi dalle tue opere? Quasi sollievo, per me un'opera non può mai dirsi veramente completa, per cui sono sempre tentata di aggiungere l'ultima pennellata. Ho quindi bisogno di allontanarmene appena possibile.
Grazie per l'intervista, Laura. Spero che i nostri lettori sappiano apprezzarti come artista, ma anche per il nobile progetto che speri di poter realizzare. Auguri.
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