Un ''viaggio'' unico in Oriente: Hiroshige. Il maestro della natura

Serena Cara - 28.04.2009 testo grande testo normale

Tags: Hiroshige, Fondazione Roma Museo, mostre impossibili, maestro della natura

Paesaggi incontaminati, i capolavori della natura, il brulicare della vita giapponese. Tutto questo in una delle mostre più affascinanti realizzate in questo periodo a Roma: Hiroshige. Il maestro della natura.

Nella metà dell'Ottocento il Giappone si aprì culturalmente verso l'Occidente. Questo fu favorito in Europa dalle esposizioni universali che in quegli anni esportarono opere di artisti provenienti da tutto il mondo.
Tra gli innumerevoli artefici che vi parteciparono, uno di questi influenzò in modo significativo l'arte occidentale: Utagawa Hiroshige.
Figlio di un samurai funzionario dei vigili del fuoco, nacque ad Edo (Tokyo) nel 1797. Si formò con Utagawa Toyohiro (1763? – 1828) da cui ereditò l'interesse paesaggistico. Ben presto Hiroshige riuscì a manifestare uno stile autonomo e personale che lo condusse al successo. Negli anni trenta dell'Ottocento divenne in patria uno dei paesaggisti più in voga. In seguito dalla terra d'origine la sua fama crebbe in Occidente influenzando l'arte degli impressionisti e post impressionisti.
Per poter ammirare l'operato di questo artista non è necessario andare nel museo che ospita le sue opere ad Honolulu, ma sino al 7 giugno 2009 si possono apprezzare a Roma in una mostra unica e straordinaria: Hiroshige – Il maestro della natura. Essa è promossa dalla Fondazione Roma in collaborazione con The Honolulu Academy of Arts. È un fiore all'occhiello tra le esposizioni romane - ma anche italiane - di questo periodo, per il valore storico che si propone. In Italia, infatti, è la prima volta che viene organizzata una mostra interamente dedicata a questo maestro giapponese.

L'esposizione può essere definita essa stessa un'opera d'arte, in particolar modo per quanto concerne l'allestimento, curato nei minimi particolari e che regala al visitatore un “viaggio” unico in Oriente.
Il percorso espositivo comincia con la ricostruzione di un giardino giapponese realizzato con effetti realistici. Qui sono riproposti alcuni elementi caratteristici come le piante, l'acqua, il ponte di legno, i sassi, la ghiaia e la lanterna da neve. Il tutto è arricchito da un'atmosfera surreale creata attraverso l'utilizzo sapiente dalla luce posta a suggerire - in alternanza - l'ambientazione diurna e notturna.
Appena si entra si è catapultati, in questo modo, in un luogo pacifico animato dalla quiete dove è possibile isolarsi dal mondo esterno. Queste sensazioni sono favorite anche dai suoni e dai rumori della natura, che accompagnano la visita della mostra. Il tutto è architettato per meglio cogliere ed apprezzare l'opera di Hiroshige, indirizzata a una fruizione intimistica, diretta e privata. Esso fu uno dei massimi esponenti dell'arte ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante) che tra il Seicento e l'Ottocento espresse i gusti e lo stile della società borghese giapponese.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono la carriera artistica del maestro: Il mondo della natura, Cartoline dalle province, La via per Kyoto, Nel cuore di Tokyo, Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese, Hiroshige – Van Gogh. Le prime tre sezioni ripercorrono le tematiche care ad Hiroshige. La visione della natura in tutte le sue sfaccettature: creature animali, scenari paesaggistici, le celebri Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō, considerato il capolavoro di Hiroshige, immagini di Edo e del brulicare della vita quotidiana, etc. La sezione più interessante è sicuramente Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese, dove viene mostrata l'influenza che il suo paesaggismo ebbe nella fotografia, allora agli albori. Immagini che hanno il “sapore” di antico, rese ancora più uniche dalla patina del tempo impressa nella pellicola fotografica. Le medesime inquadrature, gli stessi soggetti, si ritrovano in splendide immagini fotografiche che si pongono in continuità con la tradizione pittorica dell'ukiyo-e.
L'ultima sezione invece tratta il rapporto che Van Gogh ebbe con Hiroshige. In mostra vi sono tre riproduzioni di capolavori che Vincent van Gogh realizzò influenzato dal maestro Giapponese: Ponte sotto la pioggia: dopo Hiroshige, Il giardino dei susini a Kameido: dopo Hiroshige e Piccolo pero in fiore, conservate al Van Gogh Museum di Amsterdam e non trasportabili per motivi conservativi. Le riproduzioni fanno parte del progetto Le mostre impossibili ideato da Renato Parascandolo. Esse sono state riprodotte ad altissima risoluzione dalla Rai, secondo una speciale tecnica di elaborazione digitale che rende visibili i colori e i particolari dell'originale nei minimi dettagli.
Una mostra da non perdere che riesce a regalare un “viaggio” in un mondo a noi lontano ma ora, grazie al potere dell'arte, così vicino.

Immagini:
1 - Kusakabe Kinbei, 358 Wisteria [Kameido, Tokyo], stampa all'albumina dipinta a mano, 260x199mm, 1880 ca.
2 - Autore non identificato, Fuji-mountain from Nihonmatsu. / Nihonmatsu no Fuji, [Nihonmatsu, prefettura di Fukushima] Collotipo, 92x143mm 1910 ca.
3 - “Luna e oche selvatiche” inizio 1830 , silografia policroma, 378x126 mm, Honolulu Academy of Arts, Gift of James A. Michener, 1991, HAA 22208
4 - “Piccolo uccello su ramo di acero”, 1833 ca., silografia policroma, 224x168 mm, Honolulu Academy of Arts, Gift of James A. Michener 1991, HAA 22292
5 - Ciliegi in piena fioritura ad Arashiyama, serie: Luoghi celebri di Kyoto , 1834 ca., silografia policroma, 263x387 mm, Honolulu Academy of Arts, Gift of James A. Michener, 1976, HAA 16810
6 - Ōhashi. Acquazzone ad Atake, serie: Cento vedute di luoghi celebri di Edo 1857, silografia policroma, 358x241 mm, Honolulu Academy of Arts, Gift of James A. Michener, 1991, HAA 22745
7 - Kameido. Il giardino dei susini, serie: Cento vedute di luoghi celebri di Edo, 1857 silografia policroma, 377x265 mm , Honolulu Academy of Arts, Gift of James A. Michener, 1991, HAA 24103

Info
HIROSHIGE. Il maestro della natura
Museo Fondazione Roma, Via del Corso 320, Roma
17 marzo – 7 giugno 2009
a cura di Gian Carlo Calza
Orario di apertura: tutti i giorni dalla 10 alle 20 lunedì chiuso, la biglietteria chiude un'ora prima.
Biglietti: intero 9 euro, ridotto 7 euro, scuole 4 euro.
Biglietto famiglia (nuclei familiari di almeno 3 persone) adulti e giovani fino a 26 anni 7 euro, bambini fino a 6 anni gratuito
Diritto di prevendita: scuole 1 euro, gruppi 1.50 euro.
Acquisto biglietti on line: www.vivaticket.it

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Nome: Roberto Barzi
Commento: Grazie, Serena, per averci regalato un altro dei tuoi capolavori artistico-letterari! Credo che sei ormai degna di essere considerata una critica d'arte a tutti gli effetti... e te lo dice SuperBob, mica uno qualsiasi! Bob


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