Una storia avvincente di altri tempi: il Genji Monogatari

Serena Cara - 20.03.2009 testo grande testo normale

Tags: Istituto Giapponese di Cultura in Roma, Genji Monogatari

Amori, intrighi, tradimenti e colpi di scena, penserete ad una storia dei nostri giorni, sbagliato, ma stiamo parlando di un romanzo giapponese risalente al 1001-1011: il Genji Monogatari. La riproduzione della versione illustrata è visibile sino al 7 marzo nell’Istituto Giapponese di Cultura in Roma.

Sarebbe il caso di incominciare con c'era una volta, per l'assonanza che la storia, che sto per raccontare, ha con una fiaba risalente a quasi mille anni fa. Essa fu scritta in Giappone, da una dama di corte Murasaki Shikibu, al servizio dell'Imperatrice Akiko, lunga 54 capitoli.

C'era una volta un principe chiamato Genji conosciuto da tutti come Hikaru Genji (Genji lo splendente). Figlio dell'imperatore e della concubina più amata, Kiritsubo, perse in giovane età la madre. Questa fu per lui una mancanza incolmabile, che lo portò, per tutta la vita, a rincorrere l'amore ideale, in realtà solo immaginato e quindi irrangiugibile.
A dodici anni, per volere del padre, sposò la principessa Aoi. Un matrimonio combinato tipico della vita di corte che lo condusse ad innamorarsi dell'unica donna a lui proibita: una delle concubine del padre Fujitsubo. I due tentarono di reprimere i loro reciproci sentimenti. Tentativo fallimentare che condusse Genji a gettarsi in numerose avventure non soddisfacenti con altre donne. Si recò a Kitayama, una regione a nord di Kyoto, per curarsi da una malattia. Qui incontrò una bambina, Murasaki, nipote di Fujitsubo. Il principe splendente decise di portarla con sè e di educarla e crescerla con l'obiettivo di plasmarla nella sua donna ideale.
Ma l'incontenibile passione con la matrigna fece incontrare segretamente i due. Da questa unione proibita nacque un figlio illegittimo, fatto riconoscere con l'inganno dall'imperatore, divenendo Principe Ereditario.
Fino a qui la storia è piuttosto intrecciata e complicata, penserete, ora cosa può succedere?
I colpi di scena devono ancora avvenire. Dove eravamo rimasti? A sì . . . Genij si riconciliò con sua moglie Aoi e i due ebbero un figlio. Aoi però muore, poco dopo il parto, perché posseduta dallo spirito di una vecchia amante del marito ossessionata dalla gelosia. Il principe sposò quindi Dama Murasaki. Oltre le complicate vicende sentimentali che Genji si trova a vivere si aggiungono anche quelle politiche. Una fazione politica ostile a Genji, prende il sopravvento.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il principe allacciò una relazione con la concubina del fratello. Questo scandalo venne scoperto dalla fazione opposta e sfruttato per esiliarlo ad Harima, lontano dalla capitale.
Qui venne ospitato da un ricco possedente che lo incoraggiò ad avere una relazione con sua figlia, Dama Akashi, dalla quale avrà una figlia destinata a diventare imperatrice. Perdonato dal fratello tornò a corte portando con sé l'ultima conquista, intanto il figlio è diventato imperatore e scoperto il legame che ha con Genji lo eleva ad alti onori. Potremmo pensare che a questo punto Genji ha raggiunto quello che voleva nella vita, invece no. Insoddisfatto della sua vita affettiva, sposa controvoglia una giovane dell'alta nobiltà Nyosan che però lo tradisce e gli farà riconoscere un figlio illegittimo.
Poco dopo, Dama Murasaki muore lasciando in Genji un profondo vuoto, che lo condurrà a isolarsi dal mondo e a morire a 54 anni.

Gli elementi all'interno della storia sono molteplici, la caducità del raggiungere uno stile di vita elegante e raffinato sono le motivazioni che guidano le azioni di Genji.
Considerato come uno dei capolavori della letteratura giapponese, il Genji Monagotari diventò un genere subito dopo la redazione del romanzo. Si diede avvio a una vera e propria tradizione iconografica di illustrazioni ispirate, dall'avvincente storia.
Decorazione di libri, ventagli, paraventi, kimono, suppellettili che diffusero la conoscenza dell'opera ad un pubblico sempre più vasto, un processo ininterrotto che giunge ai giorni nostri con le popolari versioni manga del Genji Monogatari.

Il più antico esempio iconografico pervenutoci è il Genji Monogatari E-maki, un rotolo illustrato risalente all'ambito imperiale del XII secolo. Ad oggi esistono ancora 19 tavole – in origine erano 80 – che sono state dichiarate Tesoro d'Arte Nazionale. Oggi esse sono conservate in due sedi espositive, al Gotoh Museum a Tokyo e il Tokugawa Art Museum a Nagoya. È un reperto di enorme valore storico artistico per vari motivi, prima fra tutti la capacità, degli illustratori dell'epoca, di raffigurare e suggerire l'introspezione psicologica dei personaggi, resa anche grazie agli elementi naturali che completano le raffigurazioni.
L'Istituto Giapponese di Cultura in Roma, ancora una volta, ha dato valore alla conoscenza e alla divulgazione della storia e cultura giapponese. Per l'occasione sino al 7 marzo, è esposta al pubblico, una riproduzione del Genji monogatari e-maki, elaborata con tecnica digitale dalla Hitachi.

Istituto Giapponese di Cultura in Roma
20 febbraio – 7 marzo 2009
Orari mostra: lun-ven 9-12.30/13.30-18.30 merc fino alle 17.30 sab 9.30-13
Ingresso libero.

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Nome: cristina
Commento: Che dire non è la prima volta che leggo articoli di Whipart, ma solo oggi mi sono sentita totalmente coinvolta in un pezzo, Genij Monogatari raccontato così mi ha invogliato a saperne di più, sappiamo che gli artisti giapponesi hanno una capacità nel raccontare una storia con una infinità di metafore e similitudini dove la capacità del lettore e saper cogliere il suo insegnamento. Sono curiosa di vedere a questo punto l'inconografia del principe splendente.
Complimenti


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