Uno sguardo dietro le quinte nella moda del dopoguerra: Theo by Richard Avedon

Serena Cara - 06.03.2009 testo grande testo normale

Tags: Richard Avedon, Villa Medici, Theo by Richard Avedon, Musei Capitolini

Un ritrovamento fortuito, un celebre fotografo e la sua musa ispiratrice. Questi gli ingredienti di Theo by Richard Avedon.

A quanti è capitato di ritrovare delle vecchie foto in un baule o in una soffitta raffiguranti i propri genitori con immagini piene di ricordi ed emozioni passate. Ipotizziamo però, che la madre raffigurata nelle fotografie è stata una celebre top model, e gli scatti realizzati non da un fotografo qualunque, ma da uno dei più celebri al mondo. È abbastanza per far comprendere la portata della scoperta fortuita. Questo è quello che avvenuto al figlio di Ann Theophane Graham, conosciuta come Theo, l'architetto Enrico Carlo Saraceni, che ha ritrovato in un baule una serie di foto inedite dalla celebre madre.
Da qui è nata la mostra che si è appena conclusa a Roma – il 1 Marzo- ospitata in due splendidi spazi espositivi i Musei Capitolini e Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia, dal titolo Theo by Richard Avedon.
Italia e Francia, entrambe sinonimo di eleganza e qualità, di arte e moda, hanno deciso di collaborare insieme, per questa occasione. Diversi i motivi, primo fra tutti perché Roma e Parigi sono oggi le uniche città, che due volte l'anno accolgono le sfilate di alta moda, ma soprattutto perché ambedue sono icone del lusso sartoriale.

La retrospettiva ricostruisce gli esordi di uno dei più grandi fotografi di moda Richard Avedon e del rapporto professionale che si istaurò con una delle sue prime muse Theo. L'esposizione ripercorre gli esordi di Avedon quando, poco più che ventenne, collaborava con la rivista di moda Harper's Bazaar, diretta da Carmel Snow, una delle più celebri dell'epoca. I due si erano già incontrati, quando Theo, allora diciannovenne, cercava un lavoro e andò a chiederlo ad Avedon. Lui gli offrì un posto di assistente alla camera oscura. Ma il destino aveva in serbo qualcosa di ben diverso per tutti e due. Theo dopo un mese iniziò la sua carriera di top model, mentre Avedon incominciò la collaborazione con Harper's Bazaar. Operanti nello stesso ambiente i due si rincontrarono ed il fotografo scelse Theo per diversi servizi, conducendola all'olimpo della fama.

Avedon apportò alla fotografia di moda un cambiamento epocale elevandola al rango di arte. Come? Le fotomodelle non vennero più immortalate in una posa immobile e statica, ma divennero attrici. Il fotografo, cogliendone ogni movimento, riuscì ad afferrare le emozioni delle top model, delle interpreti ed icone di fascino e bellezza. Tecnica questa che donò vita anche agli abiti da loro indossati, facendoli divenire opera d'arte.
Nella doppia esposizione romana ogni singolo scatto suggerisce, raffinatezza, eleganza e stile di un epoca ormai passata.
La sezione che è stata ospitata a Villa Medici, ha presentato diversi scatti di Theo con indosso un abito di Christian Dior, Junon, considerato uno dei tre vestiti di haute couture più conosciuti al mondo. Vero e proprio capolavoro sartoriale era fatto interamente di seta color turchese, con sfumature di blu iridescente, smeraldo e ruggine. Il tutto era impreziosito da tocchi di luce attraverso l'utilizzo di piccolissime conchiglie cucite sui petali della gonna, poste a ricreare le piume di coda di un pavone, simbolo di Giunone. Il servizio che si tenne al Prè Catelan, uno dei ristoranti più chic di Parigi, consacrò il successo e la celebrità di Theo.
La sezione che è stata esposta ai Musei Capitoni ha donato, invece, uno sguardo dietro le quinte. Sono stati esposti numerosi scatti di servizi che furono svolti per Junior Baazar, la versione giovanile di Harper's. Tra le moltissime foto abbiamo una serie di immagini per la copertina del Luglio 1947.

La doppia esposizione ha ricostruito, con puntualità storica, il rapporto professionale, che si istaurò tra la modella ed il fotografo, con ricchezza documentaria, attraverso al visione di lettere, articoli, copertine patinate, ed altri reperti dell'epoca.
È stata una mostra capace di incantare lo sguardo dello spettatore, sia per la capacità unica di Avedon che riuscì, come pochi sanno fare, a vedere e a mostrare le diverse sfaccettature della bellezza femminile, ma soprattutto perché ha presentato un Avedon ancora “acerbo” ben lontano da quella che fu, in seguito la sua cifra stilistica, ma per questo forse di maggior fascino.

Immagini
1- Intenso ritratto della modella americana Ann Theophane Graham, detta Theo.
2– Copertina Junior Bazaar, Luglio 1947.
3-4-5- Servizio Jewelled Heads- Spangled Ball Gowns, l'abito indossato da Theo è Junon di Dior.
6- Ritaglio della rivista Harper's Bazaar, ottobre 1949, dal servizio Report from Paris di Carmel Snow. Abito White Satin Column di Christian Dior indossato da Theo Graham.

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