Il Castello Sforzesco: Museo dei Musei per la città di Milano
Maria Chiara Salvanelli - 02.02.2009

Tags: castello, sforzesco, milano, museo
Il Castello Sforzesco diventa il Museo dei Musei per i cittadini milanesi e turisti con un nuovo allestimento museografico e architettonico firmato Michele De Lucchi e David Chipperfield.

Lunedì scorso, presso la Sala della Balla del Castello Sforzesco, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo Progetto Castello, nome in codice per la riqualificazione museografica (e non solo) del Castello, simbolo di Milano da tempi immemori.
La presenza dei due architetti -Michele De Lucchi e David Chipperfield- che si sono aggiudicati la progettazione della nuova veste della costruzione medievale, fa ben sperare e potrebbe portare quella ventata di aria fresca che il Castello aspetta almeno da mezzo secolo (o per lo meno da quando sono cambiate le esigenze dei pubblici dei musei e l'interesse verso di questi).
Sicuramente il Castello Sforzesco è un punto di riferimento per i cittadini milanesi e turisti che, soprattutto nella bella stagione, affollano il grande cortile o lo attraversano. Proprio per questo non sembra strano che il progetto preveda un necessario punto accoglienza per i visitatori, una sala conferenze, ma anche una caffetteria ed un ristorante.
L'intenzione della Moratti e dell'amministrazione comunale, è quella di far diventare il Castello il Museo dei Musei, che dialoghi con il tessuto urbano e che riporti al centro del suo interesse l'individuo e la comunità.
Come realizzare tutto ciò?
Sicuramente grazie ai 20 milioni di euro gentilmente offerti dalla Fondazione Cariplo, che in tempi di crisi nera per l'arte e la cultura, sono un segno positivo di chi non vuol mollare e crede nel futuro di Milano come città d'arte.
Inoltre professando lo slogan coniato da Finazzer Flory –amicizia, accoglienza, ospitalità– che in parole povere significa: aprire più spazi al pubblico, svecchiare gli allestimenti con esposizioni flessibili (sempre in continuità con gli interventi dello studio BBPR del secondo dopoguerra) e offrire nuovi servizi di accoglienza adeguati agli standard internazionali.
C'è chi storce il naso quando sente parlare di caffetteria, ristorante con vista panoramica e addirittura di una nuova torre che colleghi tutte le merlate attraverso scale e ascensori, ma bisogna considerare l'assoluta singolarità del Castello Sforzesco che non è nato come museo e che di fatto, contiene più collezioni al suo interno. Ognuna con la propria identità e che va apprezzata e fruita nella sua singolarità. L'architetto De Lucchi, infatti, parla dei tre cortili del castello che sono i suoi tre cuori pulsanti e che introducono in tre percorsi distinti ognuno con una soglia da attraversare.
Dopo le belle parole, i buoni propositi.
La prima fase dei lavori sarà completata entro il 2011 con il riallestimento della Raccolta Bertarelli nel quartiere Santo Spirito, dove sorgerà anche la sala conferenze nell'ex ospedale “Mistero Spagnolo”. Il recupero delle merlate con la Strada della Ghirlanda e la nascita dei servizi di accoglienza nell'area quartieri del Carmine.
Per quanto riguarda la seconda fase di riqualificazione?
Silenzio.
Ed i lavori che dovevano iniziare all'ex Ansaldo nel 2007 e concludersi nel 2011, su progetto dello stesso Chipperfield, e che prevedevano il nuovo Museo Archeologico, il Centro per le culture extra europee e il Centro di studi sulle arti visive con annessa Biblioteca d'arte trasferita dal Castello?
Inizieranno a breve, questa la risposta.
E questa è la realtà dei fatti: tanti bei progetti, concorsi, appalti, previsioni e scadenze non rispettate.
Non mi resta che concludere prendendo a prestito le ironiche parole di Chipperfield che hanno chiuso la conferenza stampa: “We are always optimistic”.
Scarica il Power Point sul progetto di riqualificazione museografica del castello sforzesco
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