Roberto Barzi - 17.01.2009

Whipart onlus è lieta di presentare ai lettori: Fabrizio Castorina (Trieste, 1955), un ex percussionista con la fotografia nel sangue. Un artista, degno di partecipare agli eventi collaterali della prossima Biennale di Venezia
D. Vuole parlare ai nostri lettori di Lei come uomo prima ancora che come artista?
R. Bella domanda, che si presta a tante interpretazioni. Sensibile, altruista, spirito tormentato, inquieto perennemente in conflitto con il mondo e con se stesso. Affermazioni fatte da chi mi conosce bene. In realtà, invece mi conosco ancora pochissimo, ma nel prosieguo dell'intervista cercherò di fare il possibile... ahahahahah! Mi sento un uomo con la testa tra le nuvole, ma con i piedi per terra...
D. Cosa l'ha spinta a scegliere la strada della fotografia?
R. Non ho scelto io la fotografia, è lei che ha scelto me.
D. Ha mai pensato alla fotografia come a un racconto per immagini e se sì, in quale maniera lo preferisce esporre?
R. In realtà l'ho sempre fatto, ho sempre cercato di dare un filo logico al mio lavoro, sono brandelli di vita che descrivo attraverso le mie immagini, sempre e comunque.
D. Usa la fotografia quale forma di sperimentazione? Se sì, è una ricerca mentale ancora prima che metodologica?
R. Ho sempre praticato la sperimentazione, prima in camera oscura ed ancor di più, oggi come ieri, in camera chiara. Con l'avvento della tecnologia digitale, dei software di elaborazione e di tutti gli strumenti atti a "elaborare", badi, ho detto "elaborare", non "manipolare" una foto, ho realizzato soprattutto in post produzione, sogni infranti e desideri da troppo tempo sopiti, ma custoditi gelosamente nell'anima. La tecnica la conosco, m'interessa arrivare all'animo del fruitore e se ciò avviene significa che ho centrato il mio modo di essere.
D. A quale livello artistico ritiene sia giunta Rossana Cagnolati , la fotografa di nudi, ma anche pittrice e grafica da Lei stimata?
R. Ho conosciuto Rossana a Venezia, in occasione di una delle sue tante esposizioni, nella prima metà del 2005. Oltre ad essere divenuta nel frattempo un'amica che tutti vorrebbero avere, ho avuto la fortuna di seguire il suo iter artistico. Donna prima, artista poi, in continua ed inarrestabile evoluzione, interprete singolare dei sogni di molte persone, culturalmente preparata, tecnicamente precisa, dispensatrice di continue emozioni... una vera forza della natura. Le sue opere traboccano di erotismo e sensualità, diverse volte spinte al confine del sesso quasi esplicito, ma sempre trattate con eleganza e poesia.
D. Quanto erotismo ritiene ci sia invece nelle Sue opere, se la risposta è sì, cosa eventualmente rappresenta l'erotismo nella sua ricerca estetica?
R. L'erotismo sufficiente per incuriosire anche gli addetti ai lavori e non solo. L'erotismo è una sensazione spirituale prima e fisica dopo, ma questo è solamente il mio discutibilissimo punto di vista.
D. Secondo il Suo modo di porsi rispetto alla fotografia e all'eros, lo sguardo intenso di una donna potrebbe essere considerato una forma d'erotismo intrinseco? Lo chiedo poiché ha ritratto diverse ragazze cercando, secondo il mio punto di vista, di esplorare il loro carattere, il loro stato introspettivo tramite la fotografia. E' d'accordo?
R. Qua ci sarebbe da disquisire per ore... . Sì, senza ombra di dubbio. Sono un convinto assertore che non esista nulla di più sensuale, sublime, soave, palesemente provocante e rivelatore di uno sguardo di una donna! Ne sono affascinato, senza per questo dimenticare la gestualità, la lucentezza dei capelli, la forma sensuale delle labbra... . Adoro le donne perché le ritengo caratterialmente e non solo, superiori agli uomini (nessuno me ne voglia), le mie sedute fotografiche sono sempre improntate sì, alla ricerca del bello, ma soprattutto del bello interiore, quello che forse ai più può sfuggire.
D. Ritiene David Hamilton un punto di riferimento non solo per quanto riguarda le fotografie ad alto contenuto erotico, ma soprattutto per l'uso che fa del fattore flou, che dona anche alle Sue immagini uno spessore, un'atmosfera sorprendente? Mi riferisco sia alla Sua nuova serie intitolata "Le quattro stagioni" sia per le sue meravigliose fotografie in bianco e nero dedicate alla nebbia.
R. Mi perdoni l'arroganza, oserei dire assolutamente di no. Ho sempre ammirato questo fotografo, questo artista per l'uso sciolto e controcorrente - per l'epoca -, che ha fatto delle sue fotografie, o se preferisce delle situazioni altamente erotiche da lui create, ma all'epoca il flou lo adoperavo anch'io, come milioni di fotografi sparsi in tutto il pianeta. No, non mi posso considerare un emulo di Hamilton, anche se ciò potrebbe sembrare, ma molto più semplicemente un suo ammiratore.
D. Veniamo ad una domanda di stretta attualità. So che da non molto ha firmato la sua partecipazione alla Biennale di Venezia. Le chiedo allora due cose: chi è il critico d'arte che l'ha scelta e cosa si aspetta da questa Sua affermazione artistica, più successo di pubblico o di critica? Quanto le è costato, a livello temporale e personale, non avere potuto confermarsi a questi livelli prima?
R. Sì, a tal proposito e a scanso di equivoci, ci tengo a precisare: Biennale di Venezia eventi collaterali , questa è la forma corretta. Il critico che mi ha proposto è un noto pittore figurativo monfalconese, Diego Valentinuzzi , che ha esposto nelle maggiori gallerie di tutto il mondo e che mi ha tenuto d'occhio per un periodo di tempo. Cosa potrei aspettarmi da pubblico e critica? Il mio sarà un messaggio forte, attuale, che spero venga recepito e ricordato nel migliore dei modi sia dal pubblico sia dalla critica. Sa, la terza domanda... beh, si usa dire chi si accontenta gode e di soddisfazioni morali ne ho avute parecchie.
D. Ha mai pensato di potersi misurare con dei reportage? Di narrare, tramite le immagini di popolazioni e di paesaggi, non importa se esotici o meno?
R. Non mi interessa, grazie. Questo mestiere lo lascio a gente specializzata.
D. Chi si ritiene di essere veramente quando fotografa?
R. Sicuramente un turista per caso.
D. La sua prossima esposizione si terrà a Parma? Ha ulteriori progetti?
R. Parma, città d'arte traboccante di cultura. Sì, la mia prossima personale si terrà in questa splendida città che già ho avuto modo di ammirare, poi la Biennale e poi si vedrà... forse in Sicilia, terra dei miei avi? Ci spero.
D. Vorrebbe aggiungere un commento finale o delle Sue osservazioni?
R. Non necessariamente, questo compito lo lascerei volentieri a Lei, ma una cosa sì, questa la posso dire: non smettete mai di sognare... "Buona luce". Lascio però ai Vostri lettori questa riflessione di "Sugar" Fornaciari , a me molto vicino.
Hey Man Ho sei cose nella mente/e tu non ci sei più,/mi dispiace/guardo dentro gli occhi della gente/cosa cerco non so, forse un uomo/Hey man, che cammini come me/dall'altra parte della strada/Hey man, che sei solo come me/dall'altra parte della strada/Canta e passa la malinconia/se si canta in due, passa meglio/hey fratello di una notte d'estate/ci facciamo un po', compagnia?/Hey man, che cammini come me dall'altra parte della strada/Hey man, vieni e canta insieme a me/da questa parte della strada/che ci facciamo compagnia/Guardo dentro agli occhi della gente/cosa cerco lo so/,un altro uomo/hey fratello di una notte d'estate ci facciamo un po' compagnia?/Hey man, che cammini come me/dall'altra parte della strada/Hey man, vieni e canta insieme a me/da questa parte della strada/Hey man, che sei solo come/dall'altra parte della strada/Hey man, vieni e canta insieme a me/da questa della strada/
che ci facciamo compagnia.
Signore e signori, questo è Fabrizio Castorina: un musicista con la fotografia nel sangue.
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