Serena Cara - 12.01.2009

La giovane curatrice artistica Sabrina Falzone ci offre un'intervista in cui ci parla del suo lavoro e delle tematiche che affronta nelle mostre da lei organizzate in tutta Italia.
Il 12 Gennaio 2009 è terminata l'ultima esposizione curata da Sabrina Falzone al Caffè Letterario di Roma: Sensazioni Monocrome. Per questa occasione ci offre un'intervista in cui ci espone il suo lavoro, oltre ad essere un'opportunità di conoscerla meglio.
È un giovane critico e storico dell'arte che attualmente sta realizzando mostre in tutta Italia, da Roma -la sua città- alla Sicilia, Genova, Torino, Ferrara e Milano. Nel passato ha collaborato con Whipart ed ora è qui, a raccontarci la passione, la tenacia e l'entusiasmo che mette in tutte le mostre da lei curate.
D. Sabrina, Sensazioni Monocromeè l'ultima mostra romana da te organizzata e la terza che realizzi in collaborazione con il Caffé Letterario, parlaci di questa collaborazione?
R. Il contatto con il Caffé Letterario è stato casuale per via dell'attività che svolgo come curatrice di mostre e critico d'arte. Un giorno ha telefonato Domenico Pasqua, il direttore artistico degli eventi al Caffé Letterario, per manifestarmi il piacere di cominciare una collaborazione continuativa inerente all'organizzazione delle mostre. Essendo nella mia città natale ho accettato la proposta ed ho sviluppato un primo progetto, Geometrie dell'Intelletto, che è stato apprezzato dallo stesso direttore ed al quale abbiamo avuto un gran numero di adesioni. Ci siamo riuniti per selezionare i migliori artisti trattanti il tema. Nel collaborare insieme abbiamo trovato un comune modo di operare con la direzione artistica che ha portato ad una effettiva programmazione anche nel 2009.
D. La tua ultima esposizione si intitola Sensazioni Monocrome, quali capacità espressive credi che ci siano in questa tematica?
R. Ritengo che attraverso la percezione cromatica vengano stimolati tutti i sensi a partire proprio dall'emozione che può suscitare un getto di colore, indipendentemente dall'iconografia e dalla tecnica. Ognuno di noi dà un diverso significato ad un colore, talvolta in modo simbolico. Ho pensato che fosse affascinante come i diversi artisti europei interpretassero questo argomento.
D. C'è un filo conduttore tra le tre mostre organizzate con il Caffé Letterario?
R. Non c'è un filo conduttore tematico, ma ogni volta è un argomento nuovo, che può essere sia una tematica sociale come l'Alterità, ma anche rassegne inerenti all'interiorità.
D. Numerosi sono gli artisti partecipanti alle tue esposizioni, qual è il criterio che usi nella loro selezione?
R. Uno dei criteri per la selezione degli artisti è l'alta qualità, che si può notare sia dalla capacità tecnica, che dalla padronanza del mezzo artistico. Notevole rilevanza ha, inoltre, la profondità del messaggio che c'è dietro un'opera d'arte, oltre che l'originalità d'interpretazione del singolo tema.
D. Molte delle tue esposizioni trattano tematiche come l'interiorità dell'anima, la psiche, l'intelletto e l'inconscio. Cosa sono per te questi concetti?
R. Credo che sia compito dell'arte indagare anche le varie sfumature dell'interiorità. Analizzando il viaggio dell'introspezione umana, l'artista ha maggiori possibilità di esprimersi. La tematica dell'anima mi ha sempre affascinato. In alcuni progetti, come ad esempio la mostra Il viaggio dell'anima nell'altrove, vi sono contenuti che si legano ad altri orizzonti come la filosofia, la spiritualità, varie tematiche legate all'esistenzialismo.
D. Cosa ti colpisce in un'artista che li sceglie come oggetti rappresentativi?
R. Mi colpisce molto la modalità interpretativa del tema che può sfociare anche nell'onirico. Apprezzo la fantasia, la novità della rappresentazione e spesso il pathos che vi si legge nell'opera.
D. L'Oriente è un tema per te molto caro che hai affrontato in diverse circostanze. Descrivici quale fascino suscita in te questo mondo e quale è il messaggio che cerchi di comunicare nelle iniziative da te promosse.
R. L'Oriente ha avuto sempre un fascino non solo in me, ma in tutta la cultura occidentale. Portare avanti progetti e conferenze legati all'Oriente può essere oggi un ottimo punto di discussione interculturale, per avvicinarci sempre di più ad una realtà che spesso conosciamo solo attraverso stereotipi diffusi. Le mostre hanno l'intento di superare oggi -almeno nell'ambito storico/artistico- queste barriere e mostrare il vero volto degli artisti orientali, il loro estro, le loro capacità creative a confronto con quelle di artisti europei.
D. Hai collaborato con Whipart Onlus, per diverso tempo, raccontaci in breve la tua esperienza.
R. Ho lavorato con Whipart come caposervizio di redazione ed editor, nell'ambito della correzione degli articoli della testata on line. È stata un'esperienza durata sei anni molto stimolante perché amo particolarmente il lavoro di gruppo. Whipart è un mosaico comunicativo, dove coesistono opinioni e punti di vista diversi, un ambiente molto interessante dal punto di vista intellettuale. In Whipart ho organizzato, inoltre, delle rassegne culturali di arte, musica, letteratura occupandomi della direzione artistica degli eventi su Roma.
D. Hai in programma progetti futuri? Puoi anticiparci qualche cosa?
R. Nel 2009 mi occuperò della direzione artistica della Galleria il Borgo a Milano nella zona dei Navigli. Poi ci sono altri progetti, anche editoriali, ma per motivi contrattuali, non posso svelare tutto.
D. Il tuo sogno nel cassetto dal punto di vista lavorativo?
R. Dal punto di vista lavorativo ho già raggiunto il mio sogno. Desidero, tuttavia, continuare a operare in questo settore, sempre con passione ed entusiasmo. Non è certo un lavoro noioso!
Immagini
1- Locandina mostra Sensazioni Monocrome tenutasi al Caffé Letterario di Roma
2- 3- Alcuni quadri esposti in mostra e Sabrina Falzone (foto di G. di Salvo)
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