Storie dall'arte - ''Cristo alla colonna'' di Antonello da Messina

Teodoro De Cesare - 12.01.2009 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: arte, pittura

Un'opera di Antonello da Messina, vista tra storia, realtà, arte e fantasia. Breve riflessione su cosa può suscitare in noi l'arte.

Erano tempi di crisi, sui libri di storia il medioevo era agli sgoccioli. I Turchi nel 1453 avevano assediato funestamente e poi conquistato definitivamente Costantinopoli.
Qualche anno più tardi Cristoforo Colombo avrebbe dovuto aggirare il Mediterraneo e l'Africa per cercare di raggiungere le Indie.
C'era un pittore che aveva percorso mezza Europa, contribuendo alla modernità dell'arte. Nelle botteghe pittoriche il medioevo era finito da un pezzo… Antonello da Messina è l'uomo da questo scatto in avanti: fece conoscere in Italia la tecnica della pittura a olio. L'aveva imparata direttamente in Olanda oppure aveva visto le opere dei Fiamminghi in Italia? Con la pittura a olio, la materia pittorica diventa più fluida e malleabile: le figure e le cose vengono investite da una luce nuova, magica.
C'è un primo piano di Cristo, sembra un ritratto: è stato appena frustato nel cortile del palazzo del governatore romano, Pilato. I soldati lo hanno incoronato re, una corona di spine gli cinge il capo. Questa è l'immagine di Gesù legato alla colonna dopo essere stato seviziato, insultato, deriso: "Ah!Ah! il re dei Giudei! Dai, fatti salvare dal tuo esercito: dove sono i tuoi soldati?"
È Gesù in una sorta di quiete dopo la tempesta che si è abbattuta sul suo fisico. Soffre come un uomo. Gocce di sangue scivolano dalla testa al petto, è la realizzazione di quanto detto nell'Ultima Cena: "Sangue versato per voi e per tutti, per la nuova ed eterna alleanza, in remissione dei peccati".
Quasi impercettibili, due lacrime scendono lente lungo la guancia del Cristo: sono lacrime per noi, soldati che lo abbiamo messo in croce, trafitto con una lancia, dissetato con del fiele: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".
Sembra dire con quelle lacrime. La bocca semiaperta è il respiro spezzato, la stanchezza, la disperazione: "Padre mio, perché mi hai abbandonato?"
Gesù soffre come un uomo, si è fatto uomo per soffrire.
La colonna a cui è legato prefigura il legno della croce al culmine del Calvario: è la fine imminente ma l'inizio di tutto. I capelli sudati si attaccano al collo e si rivelano come boccoli scuri dispiegati sapientemente dalle pennellate di Antonello. Così come vedremo, pochi anni dopo, in altre figure di Cristo con Giovanni Bellini.

ANTONELLO DA MESSINA Cristo alla colonna – 1476; olio su tavola; 30x21 cm; Parigi, museo del Louvre

Gli ultimi commenti

L’ECLETTICA ARTISTA CONTEMPORANEA GISELLA GIOVENCO ESPONE IN MOSTRA ALLA BIENNALE DI TORINO LA SUA OPERA DEDICATA A PAPA WOJTYLA REALIZZATA CON PREZ
Città: Torino - Provincia: TO
dal: 17-12-2011 al: 29-02-2012

Aurelio Amendola. Happenings e Pinacoteca di Ritratti d'Artista
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 19-01-2011 al: 18-02-2012

FESTA DELL'ARCHIBUGIO AL MUSEO FERRUCCIANO A GAVINANA!
Città: Gavinana - Provincia: PT
dal: 26-12-2011 al: 26-12-2011

RITA BOTTO. LA REGINA DEL WORLD JAZZ IN LINGUA SICILIANA
Città: catania - Provincia: CT
dal: 29-12-2011 al: 29-12-2011