Valentina Rimauro - 13.12.2008

La riflessione sull'arte ed i suoi meccanismi di funzionamento troppo spesso condizionati da fattori esterni a questo mondo, scaturente dalla lettura dell'articolo-denuncia: Creatività italiana allo sbando di Francesco Stocchi.
Riflettendo sulla creatività artistica italiana attuale sorge spontanea questa riflessione: "Più nera della mezzanotte non può diventare".
E' questo il senso profondo dell'interessante articolo-denuncia dall'allertante titolo: Creatività italiana allo sbando del critico d'arte Francesco Stocchi, descritto in poche e semplici parole. In questo pezzo è analizzato molto chiaramente il problema dell'Arte italiana contemporanea: stiamo forse attendendo una vera e propria crisi per impugnare a pieno la libera d'espressione artistica? Ha ragione il Dottor Stocchi, la crisi liberatoria sta arrivando e l'aspettiamo sorridenti.
Intanto il virus si avvicina e ci si domanda: questi dolori sono dovuti al freddo, alla febbre, sia artistica sia dei mercati dell'arte? Ebbene, no.
E' la creatività italiana, o meglio, questa nullità di pensiero, che fa storcere i nasi, gli stomaci e non solo.
Tutto ha un inizio, ovviamente. E le basi di tale evento creano l'essenza.
Sono preferibili un grembo materno sano, radici forti, un'educazione e sensibilizzazione di tutto rispetto, per far diventare un bambino, un uomo. Quali e come sono le radici dell'Arte Contemporanea Italiana? Qui c'è il punto d'avvio di una critica. Non solo la creatività italiana è allo sbando, ma è anche "bendata" e sequestrata e per la sua completa liberazione, ci si dovrà preparare a pagare un prezzo molto elevato.
Dunque, a cosa serve avere innanzi agli occhi le affascinanti maestrie artistiche italiane se anche noi, come l'arte, siamo bendati? Sbendatevi, famigerati raggiri.
Purtroppo in Italia le Gallerie d'Arte sono rare come le miniere d'oro, siamo tempestati di stupidaggini e superficialità. L'essere umano è alla ricerca della finzione (nei rapporti umani, negli ideali) e di soddisfazioni materiali: vive senza pensare, come macchine, marchingegni e per inerzia va avanti.
La soluzione sarebbe quella di urlare un forte e chiaro alt e proporre multe morali per chi non si ferma, a questa società che tende all'appiattimento totale di ogni risorsa, valore, qualità e sostanza.
E' spaventoso pensare che ci sia un gusto dominante che guidi il mondo dell'arte. Ogn'uno di noi, infatti, è dotato di personalità ed umanità, ogni tela ha una propria presenza, essenza, vita.
Ecco perché l'arte è in rovina, dirocca, crolla. Perché è stata paragonata alla tecnologia: annullata, uccisa.
Sono d'accordo sul fatto che l'arte contemporanea, quella vera e non i soliti surrogati, debba ancora diffondersi saldamente nel nostro paese, ma la difficoltà d'affermazione, non è una muraglia invalicabile.
Si necessita solo di persone che credano ancora e veramente nell'Arte, che c'è, esiste ed a volte non è compresa o, ancora peggio, non si vuole assolutamente comprenderla per sordidi giochi di mercato.
Vivere per l'arte è forse volere troppo.
Ecco, quindi, l'appello che io, pittrice e poetessa, mi sento di fare: unitevi, uniamoci, artisti dal comune dolore e torniamo a far valere le nostre idee e la nostra Arte.
Fascinosa presenza,
ancor giaci e taci...
Alla tua esplosione vogliamo assistere
feconda, Arte
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