Intervista a Valentina Rimauro. Una giovane pittrice e poetessa, si svela
Roberto Barzi - 24.11.2008

Tags: Intervista
E’ sempre bello potere incontrare delle giovani promesse delle arti visive, se poi si tratta di una ragazza raggiante, bella, piena di vita, di sogni e di aspirazioni,è nostro dovere farla conoscere ai lettori. Si tratta di Valentina Rimauro, una brillante pittrice, nonché poetessa nata nel 1985, che attualmente vive a Braccagni, Grosseto.
E' sempre bello potere incontrare delle giovani promesse delle arti visive, se poi si tratta di una ragazza raggiante, bella, piena di vita, di sogni e di aspirazioni, è nostro dovere farla conoscere ai lettori. Si tratta di Valentina Rimauro, una brillante pittrice, nonché poetessa, nata nel 1985, che attualmente vive a Braccagni, Grosseto. E' in possesso della Laurea Triennale di Arti Visive e Discipline dello Spettacolo (indirizzo “Pittura”) conseguito presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e di lei si sa poco, ma basterà leggere attentamente quest'intervista per comprendere le sue intense qualità umane, ancor prima che artistiche.
D. Valentina, accenna qualche cosa su di te, sia come giovane donna che come giovanissima, ma alquanto promettente artista. Cosa sogni, cosa speri?
R. Sinceramente non aspiro a "diventare famosa", desidero ardentemente continuare una vita semplice. Davvero, sarei completa se riuscissi con la mia arte a poter vivere, discretamente, modestamente. Il mio peggior incubo è trovarmi un domani a far un lavoro completamente diverso dalla mia passione. Magari arrivare tardi a casa, distrutta e non riuscire più a coltivare la mia pittura. Essere sopraffatta dalla parte peggiore, dall'assurdo, dalla grande superficialità che aleggia nell'aria di tutto il globo. In quanto donna beh, io credo ancora, già sono e spero d'esserlo sempre, molto romantica. Non voglio, assolutamente accontentarmi. Mi sento molto forte e fragile allo stesso tempo. Ho bisogno d'esprimermi, manifestare il mio pensiero e se posso essere d'aiuto a qualcuno, questo è già un meraviglioso traguardo.
D. Cosa ti ha spinto a scegliere la strada della pittura?
R. Mi sono detta: allora, la vita è una ed è mia. Non m' importa se non troverò un lavoro, non m'interressa la disapprovazione altrui, nulla di nulla. Voglio dipingere, voglio inseguire la mia passione, questa forza non posso abbandonarla, ne soffrirei per tutta la vita. Per me la pittura è come la vita, molteplice, cangiante. La parte più bella è riscoprire, partendo dalla semplicità.
D. Consideri quindi, la tua pittura “panica” nel senso più autentico del termine, oppure esiste un tuo approccio più istintivo e selvaggio?
R. Il mio intento è poter unire entrambe le cose. La corposità della terra, della natura, della mia pelle, della mia umanità. Certo, in senso panico, unite al mondo ed al mio mondo, più spirituale, più elevato. Vorrei poter esprimere questa forza del vivere. Dar vita a questo tumulto che sento in me.
D. Nei tuoi quadri, vedo una via di mezzo tra l'astrattismo e la pittura oggettiva. Come lo spieghi? E cosa ti spinge ad ottenere questi elementi cromatici e tonalità color pastello?
R. Il mio desiderio è quello di riuscire, migliorandomi sempre più a creare forme tangibili, oggettive facendole scaturire, vivere, dal colore. Colore come massa, come presenza (sono contenta di questa tua domanda, avevo timore che la mia pittura non fosse capita). L'elemento cromatico per me è fondamentale, coincide con il mio pensiero, l'emozione del momento, ma proviene anche da una serie di riflessioni sugli eventi, sulla vita, da momenti solitari e dalle speranze.
D. Per le tele una base di pittura acrilica per poi potere elaborare le tue idee per mezzo dei colori ad olio. E' solo un fatto tecnico, oppure vi sono rilevanze di altro genere?
R. Inizialmente tecnico. Ora provo veramente gusto, piacere. I numerosi passaggi creano effetti, vibrazioni, sensibili percezioni ed è da lì che spesso parto privilegiando sovrapposizioni anche casuali di colori, coprendone altri. E' ora una ricerca emotiva, mi piacerebbe coinvolgere molto l'anima altrui.
D. Vorresti giungere ad una pittura materica, quindi? Cosa desidereresti fare scaturire dalle tele?
R. Sì, voglio dare materialità alla mia pittura, consistenza, presenza. Mi sento, come ho già detto, nel momento della sperimentazione. Sono alla ricerca di elementi che veramente mi soddisfino. Comunque sono molto protesa ad un utilizzo del colore molto corposo, è con il colore che mi esprimo a pieno, umanamente, mentalmente, spiritualmente. Desidero, anzi voglio, che dalle tele scaturisca pathos, energia, emozione.
D. Cosa intendi per sperimentazione? Una ricerca mentale ancor prima che metodologica?
R. Mentale-istintiva. E' fondamentale per me partire da una "tela-vissuta" (guai ad una tela completamente bianca). Ho bisogno comunque solitamente della materia, colore, pennello, tela. Per sperimentale, almeno in questo momento della mia vita, intendo proprio la sperimentazione pratica. Adoro la materia stessa del colore, il suo odore.
D. Ami Van Gogh fin da quando eri adolescente, dal punto di vista pittorico e da quello umano ed ideologico. Quanto conta per te oggi che sei maturata emotivamente e tecnicamente?
R. Van Gogh per me conta ancora moltissimo. Lo definirei essenziale, stimo la semplicità del suo genio, a mio avviso la sua era una visione totale: la natura e l'uomo in totale compenetrazione. La sua pittura è viva.
D. Quanto ti ha cambiato l'incontro Rossana Cagnolati, fotografa di nudi, ma anche pittrice e grafica? E la tua successiva volontà da farle da modella?
R. Secondo me l'incontro con Roxx è dovuto al destino. Mi sono detta che non poteva essere stato casuale l'incontro con lei. Doveva esserci un motivo, mi sono sentita subito in sintonia, mi ha ispirato fiducia, stima, libertà. Mi è venuto naturale farle da modella, cosa che non avevo mai fatto prima. Mi sono messa alla prova, come ti ho detto mi piace scoprire e provare nuove sensazioni. Ero e lo sono ancora, animata da una gioia, da una voglia di fare. Poi come saprai non ero sola, ma insieme ad un'altra ragazza ed anche con lei c'è stata complicità, semplicità sono felicissima.
D. Rifaresti quest'esperienza? Come ti porresti stavolta nel ruolo di modella?
R. Certo che riaccetterei, anzi, a dire la verità molto probabilmente succederà molto presto. Come si dice, "impara l'arte e mettila da parte". L'esperienza della prima volta mi sarà molto utile, ma non mi aiuterà, ne sono sicura, con l'emozione che proverò ancora, che sarà sicuramente fortissima.
D. Oltre ad essere una giovane pittrice, scrivi anche delle poesie. Che legame c'è tra queste due forme d'arte? Cosa ti porta a dipingere con le parole non dette ed a comporre liriche con il pennello della tua fantasia?
R. Per me arte e poesia sono "espressioni dell'anima" (questo è il titolo che diedi alla mia tesina di diploma al Liceo Artistico). Sono unite, ci sono sempre io là. Mi porta a fare questo il mio essere, mi sento trascinare da questa forza, questa voglia di creatività, questo bisogno. Ciò mi fa sentire bene, veramente bene.
D. Hai mai provato a dipingere delle figure umane canoniche? Cosa vorresti imprimere sulla tela, di queste? Cosa vorresti far emergere, il loro aspetto interiore oppure solo le loro fisionomie?
R. Sì, ho provato a raffigurare dei corpi però sempre in maniera personale. Ora come ora scruterei l'intimo della figura stessa, il suo porsi, la posizione del volto, delle mani, delle gambe, il suo modo d'atteggiarsi. Vorrei riuscire a catturare dalla semplice espressione, l'animo, il pensiero della persona rappresentata. Per me conoscere, scambiare idee, confrontarsi è molto importante. Abbiamo bisogno degli altri, siamo esseri sociali, non possiamo vivere da soli.
D. Nei dipinti che mi hai mostrato intravedo una corrispondenza empatica e visiva con alcune opere di alcuni artisti, Kandinsky tra tutti. Il Kandinsky dei primi tentativi di pittura non oggettiva. Ti ritrovi in questa descrizione?
R. Mi sento onorata, gioiosa, incredula del paragone. Mi hanno detto che è sempre una cosa molto positiva ricordare, rimandare ad altro e se mi dici che ci sono dei lievi accorgimenti in ciò che dipingo che possono rimandare al primo Kandinsky, è una splendida cosa che accende maggior ardore in me.
D. Cosa rappresenta per te il colore?
R. Credo che niente più del colore si 'avvicini a me stessa. Il colore è il mio mondo, m'identifico totalmente in esso. Con lui mi piace creare situazioni, immagini sfumate, incuriosire, dar vita ad atmosfere sognanti.
D. Quanto erotismo c'è nelle tue opere? E cosa rappresenta l'erotismo nella tua ricerca estetica?
R. Il movimento, la fluidità e la corposità sono anche elementi erotici. Erotismo estetico, in senso d'attrazione, di fascino, desiderio. Desidero creare piacere, soddisfazione, bellezza.
D. La tua prossima mostra, l'aspirazione nel campo dell'arte, include anche un'indagine poetica?
R. Poter organizzare una mostra di pittura e poesia è un desiderio che ho da tanto nella mente. Desidererei però coinvolgere.
D. Chi sei veramente quando dipingi?
R. Me stessa, io, Vale. Quella Vale pronta ad ascoltarsi, ad ascoltare, col cuore aperto. In quel momento, quando dipingo, ma anche quando scrivo, ciò che vive è la mia speranza, la mia emozione, è anche in quei momenti che mi sento fragile e forte. Mi sento fortunata perché dipingo, fortunata perché ho capito la mia strada.
D. Vorresti aggiungere un commento finale, delle tue osservazioni?
R. Ti ringrazio tantissimo perchè i tuoi quesiti mi hanno posto innanzi a nuove riflessioni, molto importanti. Spero di essermi espressa nel migliore dei modi. Coinvolgerò qualcuno? spero tanto di sì. Voglio dedicare ai lettori di Whipart questa lirica:
“CARI LETTORI”
Cari lettori...
nelle vostre mani
son Dea
Voi che mi leggete,
Voi che m'ergete a splendida felicità
M'inchino, danzante
al vostro sguardo
..al cuore,
al sentimento.
Ti sei esternata benissimo, Vale. Grazie per tutto.
Spero che fra i nostri lettori qualcuno sia rimasto colpito, felicemente colpito, dal fascino che emani grazie al tuo porti ed alla tua pittura.
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