Roma, l'anima del mondo nei misteri nascosti con Romanimamundi
Angela Gennaro - 21.10.2008

Tags: Associazione, esoterismo, Romanimamundi, Porta Magica
Fais, Vice Presidente Romanimamundi: “Vogliamo riscoprire e far conoscere storie e simboli meno conosciuti della città. A volte si tratta di vere e proprie verità occultate”. ...Quanti sanno che, a due passi dalla Stazione Termini, una Porta Magica costituisce l’ingresso ad una dimensione segreta?

Roma, anno 2008. Orde più o meno composte di turisti delle più disparate nazionalità. Ombrellini guida, cappellini identificativi, pullman d'ordinanza. Un giro al Colosseo, una foto con improvvisati gladiatori con tanto di spada in pura plastica, un'accattivante discesa dalla scalinata di Piazza di Spagna per sentirsi un po' tutte modelle, salvo poi finire nel circuito di ristoranti convenzionati che, a non sempre modiche cifre, immergono la suddetta orda in ambienti conditi, a scelta, di stornelli e/o matrone.
Eppure, l'alternativa c'è. Ci sono luoghi e angoli nascosti e sconosciuti ai più. Storie segrete, passioni occultate e occultate, simboli incomprensibili. Quanti, ad esempio, conoscono l'esistenza e la storia del “Polmone pulsante”, sulla Salita del Grillo, proprio a due passi dal così inflazionato Colosseo di cui sopra? Quanti sanno che, a due passi dalla Stazione Termini, una Porta Magica costituisce l'ingresso ad una dimensione segreta?
“Roma magica piena di emozioni e sensazioni che vanno oltre il tempo e lo spazio”.
Così esordisce l'Associazione Culturale Romanimamundi. Nata nel febbraio 2008, ha alla sua base un concetto di turismo culturale legato ai beni artistici ed archeologici della Capitale, cui accompagna studi storici e di ricerca che vanno in una direzione mai intrapresa prima: quella del mistero.
Protagonista è la storia di una Roma ormai dimenticata, troppo lontana, ma che affascina e conserva preziosi gioielli artistici unici al mondo. L'Associazione mette al centro della propria attività lo studio della simbologia sacra legata ai culti pagani e religiosi dell'Urbe. E il progetto risulta ambizioso: sviluppare, nelle diverse forme di studio, l'interesse culturale di tutti i futuri iscritti, introducendo e rendendo più stimolanti i percorsi turistici proposti, i convegni, le escursioni, le visite guidate a tema ed il materiale didattico divulgativo.
Un viaggio alla scoperta di luoghi e significati sconosciuti ai più, dunque. Perché Roma è una fonte inesauribile di stupore.
Alessandra Fais è Vice Presidente dell'Associazione, e ne racconta l'attività con entusiasmo e passione. “Della Roma antica vogliamo riscoprire e far riscoprire cose che non tutti conoscono” racconta. Alessandra è un'artista: attraverso un percorso umanistico e filosofico da autodidatta, esprime la sua costante energia verso la conoscenza dell'io. Espone i suoi quadri in diverse gallerie di Roma e propone alcune delle sue opere accompagnate dalle sue poesie.
Quali sono le vostre principali attività? “Grazie alle collaborazioni di storici dell'arte e di docenti universitari, si compiono percorsi non solo archeologici, ma soprattutto attraverso il mistico, il sacro ma anche il pagano”. Lontana, quindi, l'idea del solito turismo. L'intenzione è quella di unire esoterismo e storia, attraverso itinerari specifici e sorprendenti.
Come quello della Porta Alchemica, appunto. All'interno dei giardini al centro di Piazza Vittorio Emanuele II, al lato del complesso dei Trofei di Mario, si trova la cosiddetta Porta Alchemica, o Porta Magica.
Si tratta di tutto ciò che rimane della villa fatta costruire da Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte, vissuto tra il 1614 e il 1680 in questa zona. Fin qui, nulla di strano.
Ma entra in gioco la leggenda: alla fine del XVII secolo, si trasferì a Roma Cristina di Svezia, e fondò un circolo di esoteristi, maghi ed alchimisti al quale il Palombara, da sempre appassionato di letture classiche ed occultismo, aderì. E proprio nel giardino della villa il marchese avrebbe costruito una sorta di laboratorio in cui portava avanti i suoi esperimenti. Ad infittire il mistero, ancora non del tutto svelato, ci pensano gli aneddoti annessi.
Pare che un giorno, alla porta del marchese, abbia bussato un misterioso viandante – si pensa a Francesco Giuseppe Borri, famoso alchimista dell'epoca – cui Palombara offrì riparo. Ma non si sarebbe trattato di una visita casuale. Il viandante avrebbe avuto in realtà lo scopo di utilizzare il laboratorio per fare alcuni esperimenti sulla creazione della pietra filosofale. L'oscuro personaggio, dopo tre giorni di lavoro ininterrotto, semplicemente scomparve, lasciando dietro di sé dell'oro purissimo e una pergamena cosparsa di misteriosi simboli e frasi latine. Il segreto di un esperimento apparentemente riuscito. Al marchese, invece, non riuscì di emulare il suo ospite. Ma, non volendo che una scoperta di tale importanza andasse perduta, decise di immortalare l'indecifrabile pergamena nella roccia. Ed ecco che commissionò la Porta Magica.
Quella della Porta è solo una delle infinite leggende, sconosciute ai più, che culla Roma e i suoi abitanti. Nei secoli, da secoli.
Anche un altro dei simboli nel mondo della Capitale, Castel Sant'Angelo, viene visto con occhi diversi dagli itinerari dell'Associazione. “La Sfinge e la Lupa” – spiega Alessandra Fais – “E' un approfondimento della Roma antica collegata all'Egitto. Si parla di Athanasius Kirche, degli Alchimisti, del Cagliostro”. Basi storiche-esoteriche, che nessuno conosce.
A chi si rivolge l'offerta dell'Associazione? “A chiunque voglia partecipare. Con un occhio di riguardo soprattutto ai giovani, perché, logicamente, in loro il livello di attenzione e di interesse per certi argomenti è più vivo”. Gli iscritti non sono solo italiani. “Ci hanno mandato diverse mail anche dall'estero: dall'Olanda, dall'Inghilterra, dalla Francia”. E i romani? “Sì, e mostrano interesse non solo turistico. Anche perché spesso, sono i romani stessi a non conoscere la loro città”.
Il prossimo appuntamento previsto è per dicembre: “Angeli e Demoni”, ripercorrendo Dan Brown ma anche la storia degli Illuminati. Un tour guidato attraverso San Pietro, l'Obelisco, Castel Sant'Angelo, la Porta Alchemica, e la Chiesa di Santa Teresa d'Avila.
“Faremo anche dei convegni associati. Il 24 e il 25 ottobre faremo un convegno sulla Porta Magica e Castel Sant'Angelo. Parleremo di Cristina di Svezia, dell'Accademia dell'Arcadia e dell'Accademia dei Lincei”.
Alla (ri)scoperta di Roma, dunque. Con risultati decisamente inattesi. La Chiesa di Santa Sabina? Cornice ambita e splendente di matrimoni, per i romani. “Nessuno sa, però, che nei sotterranei – abbiamo fatto studi archeologici – c'è un ipotetico Tempio di Iside, con geroglifici che fanno riferimento alla Dea. Nessuno sa che nell'arcata principale c'è lo Zodiaco, sotto le finestre, nell'arcata principale. Ogni disco rappresenta un segno zodiacale. C'è il Fiore della Vita, il Nodo Salomonico…”.
L'esoterismo, a volte, viene però guardato con diffidenza. “Il che è sbagliato. La nostra accezione è ben precisa, e va nel senso della consapevolezza che dietro ad ogni simbolo c'è una storia. E, a volte, si tratta di vere e proprie verità occultate”. L'artista precisa anche la grande attenzione, da parte dell'Associazione, nel non “toccare” alcun tipo di sensibilità religiosa. “Noi facciamo un discorso di tipo culturale, quindi trasversale”, conclude Alessandra Fais.
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