Intervista col presidente di Orange

Roberto Barzi - 04.11.2008 testo grande testo normale

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Tags: Conversazione sull'arte e il sociale

Dopo aver intervistato il portavoce dell’associazione di Bergamo “Orange”, tocca ora al suo presidente Francesco Noya, in modo di avere un altro “punto di vista” sulle lodevoli attività di questo agguerrito gruppo orobico.

Dopo aver intervistato Paolo Baraldi portavoce dell'associazione di Bergamo “Orange”, tocca ora al suo presidente Francesco Noya, in modo di avere un altro “punto di vista” sulle lodevoli attività di questo agguerrito gruppo orobico.

D. Signor Francesco Noya a quali motivazioni si deve la nascita di "Orange" e cosa vi ha spinto a battezzarla con questo nome?
R. “Orange” nasce da un bisogno più che da un'idea, nel senso che preesistevano già dei gruppi di persone attivi in diversi ambiti, in particolare alcuni dei membri fondatori erano già presenti sul territorio sia come writers che musicalmente nelle tre realtà Quickly Burnin'Sound(reggae), Delta9 (drum&bass) e 3menti3mende (hip-hop). L'idea di formare un'associazione, oltre al beneficio di unire le forze, ci ha dato la possibilità di avere un canale più diretto e formale con le istituzioni, riuscendo ad aprire un dialogo e permettendoci di accedere a spazi comunali. Il nome "Orange" è stato partorito dopo una lunga serata dibrainstorming: molti partiti sono associabili ad un colore, per cui sappiamo che Rossi e Neri o Verdi esprimono dei concetti a carattere politico... . Noi abbiamo scelto l'arancione, semplicemente come colore che sia svincolato da qualsiasi significato politico/sociale/religioso... il nome “Orange” è, in fondo, il colore in sé libero da metafore ed interpretazioni.

D. Dopo quattro anni di vita della vostra associazione, se la sente di fare un resoconto sia sulle sue attività che sul sociale? Insomma che eravate all'inizio, chi siete ora e cosa più importante, chi volete essere domani?
R. In quattro anni sono cambiate molte cose. A partire dall'organico dell'associazione: alcune persone che c'erano all'inizio sono andate via, altre sono arrivate... . Senza dubbio c'è stata una crescita nel senso che se all'inizio dovevamo essere noi a proporre idee ed eventi, ora a questo meccanismo si è innestata una serie di proposte che arrivano da altri soggetti desiderosi di collaborare con noi. Questa è una grossa soddisfazione anche perché, fin dall'inizio, abbiamo sempre cercato di essere il più possibile aperti e non autoreferenziali, in quanto lo scopo dell'associazione non è l'autopromozione, ma aiutare i giovani artisti presenti sul territorio bergamasco (e non) ad accedere agli spazi, avere visibilità, ed essere assistiti in un esposizione, dall'allestimento alla comunicazione. Sicuramente ci piacerebbe crescere ulteriormente sia a livello di organico, con nuove teste pensanti che ci aiutino, sia a livello di riconoscimento sul territorio. Questo ci permetterebbe, ad esempio, di trovare dei partner o degli sponsor che ci diano la possibilità di migliorare la qualità dell'offerta, organizzare eventi non più a carattere locale ma ampliare gli orizzonti... . Essendo un'associazione non a scopo di lucro, le nostre risorse sono basate prevalentemente sull'autotassazione e sui rimborsi per i materiali usati nelle installazioni/performances, cerchiamo quindi di offrire il meglio compatibilmente alle nostre possibilità.

D. Avete avuto o pensate di avere contatti con associazioni, gruppi artistici e riviste, anche online, attinenti alla vostra linea artistico-esistenziale?
R. Attualmente intessiamo relazioni solo con associazioni e gruppi operanti in Bergamo, purtroppo abbiamo un po' difficoltà ad aprirci verso l'esterno, anche perché intrattenere pubbliche relazioni è un lavoro a tempo pieno e non sempre riusciamo a conciliarlo con le altre attività dell'associazione e con gli impegni personali di ciascuno. In ogni caso, stiamo cercando di allargare gli orizzonti tramite concorsi pubblicati anche online su diversi portali dedicati all'arte giovanile.

D. Fin dalla nascita di "Orange" avete organizzato numerose manifestazioni artistiche, esposizioni e, soprattutto, concorsi di arti visive. Vi considerate più un gruppo di artisti che amano esporre le loro opere accanto a quelle di altri vostri "colleghi", oppure più organizzatori di eventi?
R. La risposta, che potrebbe essere la più scontata, è entrambi. Credo che dipenda da membro a membro. Io, per esempio, non mi reputo un artista ed anzi, nella vita faccio tutt'altro (studio e lavoro in ambito informatico), ciononostante sin da piccolo ho avuto una gran passione per le arti visive. Cerco quindi di dare il mio contributo nei campi in cui posso concentrarmi di più. Ho creato il sito dell'associazione, curo talvolta le grafiche dei volantini e dei cataloghi, intrattengo relazioni in ambito "digitale". Credo che la forza della nostra associazione sia proprio quella di riunire soggetti molto diversi tra loro che possano contribuire a titolo diverso alla riuscita di un evento. Senza dubbio la componente preponderante è composta da artisti che quindi hanno piacere ad esporre le opere accanto a quelle degli altri, però c'è molta soddisfazione anche a creare un evento dal nulla sapendo di aiutare altre persone ad avere visibilità.

D. So che avete inciso dei C.D. musicali. Viene quindi spontaneo domandarvi: in che rapporto siete con il mercato discografico? Lo sfidate, vi sentite attratti da lui, o più semplicemente vi considerate autonomi nei suoi confronti?
R. In realtà abbiamo realizzato solo un paio di compilation a scopo promozionale come Orange, con lo scopo di autofinanziare l'associazione. Come gruppi musicali invece ci si muove in maniera autonoma e ognuno segue il suo percorso.

D. "Orange" è per definizione un'associazione culturale, ma a quanto ci risulta è anche un gruppo di giovani che non disdegnano il sociale, come riuscite a connettere i due aspetti? E soprattutto cosa spinge dei giovani artisti, fotografi e musicisti ad avvicinarsi ai diseredati, agli extracomunitari o più semplicemente ad organizzare eventi attinenti alle festività sia religiose sia laiche?
R. Innanzitutto “Orange” per proprio statuto è un'associazione apartitica ed apolitica e noi partiamo sempre da questo presupposto quando ci accingiamo a collaborare con eventi a carattere sociale. Per questo evitiamo che le opere/performances/installazioni vengano strumentalizzate o travisate. Conciliare l'arte con il sociale in fondo non è così difficile: tutto sta nel lasciare sempre allo spettatore il compito di farsi delle domande e di trovare delle risposte. Ad esempio nel caso della "notte dei senza dimora" (http://www.associazioneorange.com/pagine/eventi/2007senzadimora.html) ci siamo immedesimati nel ruolo dei senza tetto, scattando una serie di fotografie che sono poi diventate sagome piazzate su una strada del centro città. Chiunque passasse di lì per forza di cose veniva attratto da quell'insolito allestimento e sicuramente si sarà chiesto almeno un "che cos'è?". Accanto ad ogni sagoma c'era una storia scritta dall'associazione "Pugno Aperto", organizzatrice dell'evento, che contribuiva a dare un senso all'opera e a dare risposte ai passanti.

D. "Orange" è soprattutto una realtà bergamasca. Vi chiedo di conseguenza: non sarebbe ora che i vostri orizzonti si allargassero a livello nazionale grazie ad apparentamenti con altri gruppi ed associazioni simili al vostro?
R. Sicuramente questo sarà un passo successivo, ma c'è ancora molto da fare sul nostro territorio. E' da poco iniziata la sfida dello spazio “PolarExpo”, un sito gestito da noi che potrà darci la possibilità di ospitare associazioni e realtà esterne, dobbiamo solo far ingranare il meccanismo... . Colgo comunque l'occasione di questa intervista per ribadire che “Orange” è una realtà aperta e molto propensa alle collaborazioni: chiunque abbia un'idea un progetto, delle opere da mostrare o semplicemente voglia darci una mano nella realizzazione dei prossimi eventi visiti il nostro sito www.associazioneorange.com e ci contatti alla nostra e-mail!

D. In che rapporti siete con le autorità comunali di Bergamo?
R. Come anticipato nella domanda precedente, il comune di Bergamo ha indetto un bando per la gestione dello spazio espositivo nella sede del Polaresco. Abbiamo presentato la candidatura e abbiamo vinto. E' nato quindi lo spazio PolarExpo, spazio gestito direttamente da Orange nel quale organizzeremo eventi in stretta collaborazione con il comune di Bergamo in particolare con l'assessorato alle politiche Giovanili.

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