''Orange'', ma non solo. Intervista all'associazione bergamasca ''Orange''

Roberto Barzi - 12.10.2008 testo grande testo normale

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“ORANGE” è un’associazione culturale non a scopo di lucro che accomuna giovani creativi bergamaschi tra i diciannove e i trent’anni, nasce nel settembre 2004 dall’unione di soggetti di età ed estrazione diversa, alcuni dei quali, dal 1996, hanno più volte collaborato con l’Amministrazione Comunale di Bergamo a livello informale, oltre ad aver portato avanti nuovi approcci creativi, mutando il panorama visuale e musicale della città.

“ORANGE” è un'associazione culturale non a scopo di lucro che accomuna giovani creativi bergamaschi tra i diciannove e i trent'anni, nasce nel settembre 2004 dall'unione di soggetti di età ed estrazione diversa, alcuni dei quali, dal 1996, hanno più volte collaborato con l'Amministrazione Comunale di Bergamo a livello informale, oltre ad aver portato avanti nuovi approcci creativi, mutando il panorama visuale e musicale della città. L'idea che ha cementificato l'appartenenza al gruppo è stata ed è tuttora quella di percorrere alcune strade alternative nelle arti, organizzando e realizzando eventi multidisciplinari insoliti ed accessibili, “Orange” si è infatti contraddistinta in questi anni per la gratuità e la fruibilità delle proprie iniziative senza che ciò inficiasse la qualità delle opere o delle performance proposte, coprendo sempre le spese con le proprie risorse (frutto dell'auto tassazione degli associati) e, in pochissime occasioni, con modesti contributi di sponsor o amministrazioni pubbliche.
“Whipart onlus” ha posto alcune domande a Paolo Baraldi, portavoce della meritevole associazione con sede a Bergamo.


D. A cosa si deve la nascita di "Orange" e cosa vi ha spinto a battezzarla con questo nome?
R. “Orange” nasce dall'esigenza di accomunarsi in una realtà solida, dopo anni passati a portare avanti progetti singoli di piccoli gruppi. Nel 2004, anno di fondazione, era necessario creare una referenza legalmente riconosciuta in modo da essere maggiormente considerata dalle istituzioni del territorio e non solo.

D. Dopo quattro anni di vita della vostra associazione, ve la sentite di fare un bilancio sia sulle sue attività sia sul sociale? Insomma chi eravate all'inizio, chi siete ora e cosa più importante chi volete essere domani?
R. Dopo quattro anni possiamo dire di essere diventati un punto di riferimento importante e serio per il panorama culturale giovanile della città di Bergamo, siamo maturati, abbiamo migliorato le procedure organizzative e aumentato in maniera considerevole i contatti con artisti e/o realtà simili alla nostra. Nel nostro futuro scorgiamo la possibilità di fare qualcosa di davvero importante per la nostra città sempre attraverso il nostro stile e mediante i nodi della rete di creativi che andiamo man mano costruendo.

D. Avete contatti con associazioni, gruppi artistici e riviste, anche online, attinenti alla vostra linea artistico-esistenziale?
R. Sì, ne abbiamo parecchi di contatti, molti dei quali affini al nostro approccio. La pazienza, la costanza e la cura delle relazioni portano buoni frutti, sia in Italia che in Europa.

D. Fin dalla nascita di "Orange" avete organizzato numerose manifestazioni artistiche, esposizioni e, soprattutto concorsi di arti visive. Vi considerate più un gruppo di artisti che amano esporre le loro opere accanto a quelle di altri vostri "colleghi", oppure più organizzatori di eventi?
R. Ci sentiamo un gruppo di artisti che ama proporre soprattutto i lavori (validi altrui, fuori da logiche di mercato, puntando tuttavia sulla qualità tanto quanto il mercato artistico.

D. So che avete inciso dei cd musicali. Viene quindi spontaneo domandarvi: in che rapporto siete con il mercato discografico? Lo sfidate, vi sentite attratti da lui, o più semplicemente vi considerate autonomi nei suoi confronti?
R. Ci sentiamo profondamente distinti e autonomi dal mercato discografico. Produciamo singoli e compilation per diffondere uno stile, più che per vendere… semplice.

D. "Orange" è per definizione un' associazione culturale, ma a quanto ci risulta è anche un gruppo di giovani che non disdegnano il sociale, come riuscite a connettere i due aspetti? E soprattutto cosa spinge dei giovani artisti, fotografi, grafici e musicisti ad avvicinarsi ai diseredati, agli extracomunitari o, più semplicemente ad organizzare eventi attinenti alle festività sia religiose sia laiche?
R. Non disdegniamo il sociale, ma solo alcuni di noi se ne occupano attivamente e in maniera distinta dall'associazione, per il resto “Orange” cerca di tenersi fuori dalla politica e per la verità non fa attività specifiche sul sociale, ma inevitabilmente lo lambisce.

D. "Orange" è soprattutto una realtà bergamasca. Vi domando di conseguenza: non sarebbe ora che i vostri orizzonti si allargassero a livello nazionale grazie ad apparentamenti con altri gruppi ed associazioni simili al vostro?
R. “Orange Calls Europe” e “Orange Calls Italy”, due importanti mostre-concorso rivolte ai giovani artisti, rispettivamente europei ed italiani, sono due esempi della nostra attività che testimoniano il nostro impegno anche fuori dai confini della città, ed è solo l'inizio.

D. In che rapporti siete con le autorità comunali di Bergamo?
R. Ottimi. Abbiamo anche vinto il bando pubblico per la gestione biennale dello spazio del polaresco, chiamato Polarexpo, oltre ad altre innumerevoli iniziative.

Ringraziando Paolo Baraldi, portavoce dell'Associazione “Orange” per la sua cortesia, non ci resta che aspettare che "Orange", ma soprattutto altre associazioni similari di tutta Italia, e perché no, d'Europa abbia voglia di accomunarsi a "Whipart onlus" nella speranza di una fattiva collaborazione. Noi in cambio daremmo loro tutto il nostro appoggio, e non solo a livello di articoli a questo/i gruppo di giovani artisti.
associazioneorange@libero.it

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