Ricerca, curiosità e passione: intervista al critico Armando Ginesi - III parte

Annalisa Cameli - 20.09.2008 testo grande testo normale

Tags: Ricerca, curiosità e passione: intervista al critico Armando Ginesi - II parte

La terza ed ultima parte dell’intervista al critico d’arte e giornalista Armando Ginesi

D: Ha un “sogno di progetto” che non ha mai realizzato?
R: Sì, fare una mostra che ponga in parallelo due grandissimi artisti, maestri del segno e del sogno del XX secolo: Joan Mirò e Osvaldo Licini. È un progetto che avevo presentato all'ex assessore alla cultura della Regione Marche Giampiero Solari perché lo si realizzasse proprio in questo anno, ricorrenza del cinquantesimo anniversario della morte di Licini. L'assessore ne fu entusiasta e disse che sarebbe stato l'evento espositivo del 2008. Poi, per ragioni politiche, egli lasciò l'incarico e chi gli succedette, forse in virtù del principio della damnatio memoriae, decise che non se ne sarebbe fatto più niente e così fu. Ma il discorso, per me, resta aperto, anche perché attorno all'idea avevo già raccolto il consenso di altri studiosi, sia italiani che spagnoli.

D: Come nasce un'esposizione, o un volume sull'arte, da dove può arrivare l'idea?
R: E chi può dire come nascono le idee? Nascono e basta. Naturalmente quando c'è un retroterra in grado di promuoverle. Al di là delle battute, le idee sono figlie della conoscenza, ontogenetica e filogenetica, quindi dell'esperienza del mondo e di quella propria. E nascono quando c'è in giro un po' di materia grigia dove incubarle.

D: Che rapporto, nell'attuale “condizione” dell'arte, fra l'arte e l'industria dell'immagine? L'Arte ha ancora una funzione nel 2008?
R: L'arte ha una funzione nel 2008 e l'avrà negli anni e nei secoli a venire. Magari oggi non sappiamo dire come evolverà domani a livello linguistico e in quali generi nuovi si invererà. Dipenderà in parte anche dall'evoluzione tecnologica che in ogni epoca si pone al servizio del bisogno di comunicare in modo alto e altro, cioè di fare arte.

D: Quali saranno i prossimi progetti?
R: Forse lo sa Dio. Io qualche cosa ne so, ma taccio per scaramanzia. Comunque sommando quelli in itinere a quelli già in fase elaborativi, sono tanti.

D: Lei perché ha scelto di fare il critico d'arte?
R: Bella domanda. Perché ad un certo momento – sia pure per motivi occasionali – il gusto dell'arte ha incominciato ad impossessarsi di me. Sa, è come un virus. Benefico, però. L'inizio del fatto è accaduto al di fuori della scuola. Vuole ridere? Al Liceo quasi l'odiavo, la Storia dell'Arte: in tre anni ho avuto tre insegnanti che… lasciamo perdere! Poi, per fortuna, il docente di Letteratura italiana (le voglio dire il nome: Vitaliano Cinti) che aveva una cultura, un'intelligenza e una sensibilità a 360 gradi, incominciò a parlare a noi studenti di Picasso, Kandinskij, Mirò, Mondrian, Boccioni. Squarciò dei veli. E da quel momento (è passato qualche decennio) essi non si sono più richiusi.

D: Per concludere, può dirci tre caratteristiche essenziali che dovrebbe avere un critico, da dare come consiglio ai giovani che volessero intraprendere questa strada?
R: a) Consapevolezza che è vero quanto sostenuto dalla filosofia socratica e cioè che l'unica cosa che sappiamo è il sapere di non sapere; b) curiosità, perciò desiderio di studiare, studiare e studiare fino a pochi istanti prima della morte. Ma non solo le cose dell'arte: anche tutte le altre cose della vita e della cultura, tanto del proprio tempo quanto del passato, della cultura di appartenenza e delle altre, anche di quelle geograficamente più lontane; c) nessuna presunzione, ma voglia di capire, di approfondire, unita ad una sensibilità verso i linguaggi specifici che si deve nutrire ogni ora di ogni giorno, attraverso la visita a mostre, la lettura (e non solo lo sfogliare) del catalogo, la verifica, il confronto, in una parola lo studio dinamico con cui si costruisce il proprio senso critico. Ma forse, a pensarci bene, le tre caratteristiche possono essere così riassunte: 1) studiare; 2) studiare; 3) studiare. Senza paraocchi e in tutte le direzioni, a partire, naturalmente, dalla storia dell'arte, sia antica che contemporanea.

Un ringraziamento sentito al professor Armando Ginesi per la disponibilità e la cortesia.

Curriculum Vitae del professor Ginesi

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