Ricerca, curiosità e passione: intervista al critico Armando Ginesi - I parte

Annalisa Cameli - 14.09.2008 testo grande testo normale

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Idee ben precise e formate, un’apertura all’arte invidiabile ed una passione che scorre nelle vene da una vita. È il critico d’arte professor Armando Ginesi, che quest’anno è stato premiato per la ventesima edizione del “Premio delle Arti e Premio della Cultura” del Circolo della Stampa di Milano.

Un bagliore negli occhi, una luce vispa e sempre pronta a guardare e vedere anche il più piccolo particolare. Idee ben precise e formate, un'apertura all'arte invidiabile ed una passione che scorre nelle vene da una vita. È il critico d'arte professor Armando Ginesi, che quest'anno è stato premiato per la ventesima edizione del “Premio delle Arti e Premio della Cultura” del Circolo della Stampa di Milano - che lo scorso anno venne assegnato a Papa Ratzinger per il libro “Gesù di Nazareth”. La Commissione del Circolo della Stampa ha voluto premiare l'intera cinquantennale attività di ricerca che il critico d'arte marchigiano ha svolto sia in Italia che all'estero, prendendo a spunto i suoi ultimi due libri “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti” (edito da Motta di Milano su commissione di Banca Marche) e “Cinquant'anni attorno all'Arte dalla A alla Z” dell'editrice “affinità elettive” di Ancona (ricordiamo che la cerimonia della consegna del Premio si svolgerà il 18 settembre prossimo, presso la Sala degli Arazzi del Circolo della Stampa di Milano in Corso Venezia 16). Difficile riuscire a riassumere le attività di Ginesi, per questo alleghiamo il suo CV, un escursus di tutte le attività intraprese nel campo dell'arte e del giornalismo.

Data la gentilezza e la disponibilità del professor Ginesi, abbiamo posto alcune domande, che proporremo in una intervista a tre parti, da gustare e soprattutto da leggere se si vuole intraprendere questa strada: c'è molto da imparare.

D: Ha decisamente molta esperienza per quanto riguarda le mostre d'arte, quali sono le maggior difficoltà nell'organizzare eventi di livello?
R: Le difficoltà sono tante. Le prime si chiamano risorse. Gli eventi di livello hanno ovviamente dei costi (progetto scientifico, trasporti, assicurazioni, stampa cataloghi, allestimenti, comunicazione e così via). I mezzi economici vengono generalmente forniti dagli enti pubblici deputati alla cultura, a volte con la collaborazione dei privati (istituti di credito, fondazioni bancarie, imprese). Il rapporto tra pubblico privato, a questo fine, è piuttosto scarso, specialmente nelle contrade marchigiane. Le ragioni sono molteplici e varrebbe la pena di parlarne a fondo, ma consumeremmo tutto lo spazio riservato all'intervista. In ogni caso le risorse impiegate nella cultura sono poche perché manca, nella classe dirigente l'interesse verso questa fondamentale dimensione sociale. L'importante, per essa, è spendere, a favore del calcio e delle attività effimere, non già investire in cultura. Ha presente l'antico motto latino “Panem et circenses”? Siamo sempre fermi lì. Tra le difficoltà c'è poi da considerare il problema del reperimento delle opere (soprattutto quando gli artisti sono scomparsi).
È complicato averle soprattutto dalle istituzioni pubbliche o para-pubbliche in cui i direttori si comportano come se fossero i padroni dei dipinti e delle sculture e, per giunta, dei padroni possessivi, gelosi e ingenerosi. Infine un altro gran problema è quello della professionalità che, di questi tempi, è scarsa ovunque e perciò anche nel settore dell'arte: intendo parlare della professionalità di coloro che si occupano della progettazione delle rassegne. Si sono inseriti, tra gli studiosi, emeriti ignoranti, preoccupati più del bordeaux e del possibile quantitativo di pagnottelle da vendere ai visitatori (magari intruppati come pecore nel gregge e portati vedere cose di cui non sanno niente) che della qualità scientifica, della filologia.

D: Lei viaggia molto, quali sono le differenze su come viene vista e “trattata” l'arte in Italia e fuori dall'Italia?
R: In altri Paesi ci sono più rispetto e considerazione per la cultura in genere e per l'arte in specie, perché esistono classi dirigenti più acculturate e magari anche perché le scuole funzionano meglio. Da noi, in politica, prevalgono i travet i quali, dopo anni di permanenza nelle liste di attesa dei partiti, vengono premiati per la loro fedeltà (a chi? a che cosa?) con la promozione a componenti della classe dirigente. Così diventano ministri, deputati e senatori, presidenti di regione e di province, sindaci, assessori. Con il potere di decidere e di scegliere e difficilmente lo fanno a vantaggio della cultura.

D: Nello specifico, sulle Marche ha firmato “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti”, qual è il rapporto fra arte e Marche?
R: Il rapporto tra Le Marche e l'arte è straordinario, nel senso della qualità delle opere prodotte. Lo è a partire dalla seconda metà del XIV secolo, più o meno, e, in modo davvero eccezionale, in tutto il Novecento (con particolare riferimento al secondo cinquantennio). Il XX secolo artistico italiano, europeo, e, in certi casi, internazionale, non sarebbe quello che è se si prescindesse dall'arte di autori marchigiani o di chi , pur non essendo nato nella regione, marchigiano lo è diventato per scelta. Credo di avere analizzato il fenomeno in modo abbastanza circostanziato nel volume da Lei citato e di averne anche azzardato qualche spiegazione. Il paesaggio non è straneo al formarsi di un ethos (vogliamo chiamarlo identità?), poi delle forme, dei segni, dei colori e delle sensibilità che ne derivano. Le Marche inclinano alla cultura della memoria (Leopardi docet) che trasforma il reale, vero o percepito, in dimensione poetica, quale che sia le modalità della sua espressione: parole, forme, volumi, segni, colori, suoni e via dicendo.

Immagini
1- Il critico Armando Ginesi
2- Il Prof. Armando Ginesi assieme al Presidente del KC Ancona Nord Dott. Francesco Bravi alla serata di presentazione dell'anteprima del libro "50 anni attorno all'arte dalla A alla Z".
3- Copertina “Le Marche e il XX secolo. Atlante degli artisti”

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Commento: mei piacce io sono uno fun a singore professore Armando Ginesi.


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