Piero Guccione, vita pittorica dal 1963 al 2008

Teodoro De Cesare - 24.07.2008 testo grande testo normale

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Tags: pittura, arte contemporanea,piero guccione

Piero Guccione, artista di Scicli, ha vissuto e lavorato molto a Roma. Torna a Milano con una nuova esposizione delle sue opere in Palazzo Reale: vivi restano la forza e il colore magico della terra siciliana, che decisa e tenue al tempo stesso emerge agli occhi dello spettatore rapito.

Circa 80 opere tra oli, pastelli e disegni ci comunicano l'arte di Piero Guccione.
La mostra, ideata da Vittorio Sgarbi, di cui sono riportate alcune frasi di accompagnamento alle opere, offre al pubblico un'ampia visione dell'attività del maestro siciliano dal 1963 ai giorni nostri. La maggior parte delle composizioni sono delle marine, in cui la componente fondamentale è la potenza del colore.
Non si tratta solamente di forza in sé, ma anche di un intrinseco potere evocativo: è su questo aspetto che è importante fermare l'attenzione. Si potrebbe definire Guccione un paesaggista, però la rappresentazione della natura è sempre sospesa, trasognata; a cominciare da alcuni titoli, Dopo l'estate, Dopo il vento d'occidente, Dopo il tramonto.

Situazioni potentemente evocative, perché rappresentano una dimensione e un tempo non ancora compiuti, sempre sospesi e mai in bilico. Si ritrova in queste rappresentazioni un equilibrio che è nello stesso istante formale e intellettuale, fatto di una visione che va anche oltre l'orizzonte, perché questo non può fermare la creazione.

Nelle opere di Guccione si avverte il respiro della sua terra siciliana e sembra proseguire in immagine quel lavoro che la grande letteratura ci ha regalato, a partire dalla regressione verghiana. Più che a Verga, però, dai dipinti di Guccione in molti casi sembra venire fuori una specie di magia avvolgente, tipica invece di Gesualdo Bufalino. Guccione, come Bufalino, usa il silenzio come grimaldello per scardinare le menti e soprattutto gli occhi; la sua è una pittura ricercata, nel senso non di difficile ed elevata, ma di continua ricerca formale, coloristica e contenutistica. Nelle sue rappresentazioni paesaggistiche non c'è figura umana, è tutto un immenso e sottile respiro avvolgente: è pittura purissima e cerebrale. La sua forza intellettuale deriva dalla costante riflessione sui grandi artisti del passato, Masaccio, Caravaggio, Michelangelo, visibili nella riproposizione degli immensi capolavori attraverso studi a matita.
Anche questi approfonditi pensieri hanno condotto Piero Guccione a costruire, in questi ultimi anni, quadri polimaterici, in cui l'olio compenetra negli elementi plastici: sembra una delle tante montagne di rifiuti, di cui oggi vediamo la massima esposizione. Qui però è una personale impressione, in realtà l'arte di Guccione in modo esplicito rifiuta il rifiuto, piuttosto si ritrova un elevato lirismo in cui cielo e mare si confondono in un impeto di romanticismo quasi leopardiano.
La mostra si svolge a Milano, presso Palazzo Reale fino al 21 settembre prossimo; è possibile acquistare il catalogo, edito da Skira.

Immagini:
1- Mare d'inverno
2- Paesaggio


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