Dèjà vu: un occhio particolare sul quotidiano

Teodoro De Cesare - 31.05.2008 testo grande testo normale

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Tags: arte, fotografia, musica, proiezioni

A Roma la quotidianità diventa visibile nei suoi aspetti peculiari e psicologici: uno slide show accompagnato da un tappeto sonoro ben costruito. La realtà che si ricostruisce attraverso l'occhio artistico di undici videoproiezioni fotografiche.

Domenica 25 maggio, presso il Circolo Culturale Arci Fanfulla 101 a Roma, si è potuto ammirare Dèjà vu: una mostra collettiva presentata all'interno del Festival Internazionale di Roma dall'Associazione culturale Camera Oscura e sotto l'abile regia di Matteo Alessandri. La serata ha offerto la proiezione di 11 slide show fotografici, che hanno raccontato undici diverse realtà quotidiane diverse. Qui l'atmosfera che la fotografia suscita non è solo quella del racconto, della documentazione, ma è anche il tentativo di far emergere piccole visioni sulla singolarità delle ambientazioni presentate. Quello che è emerso è un'immagine intima, quasi nascosta, con un rilievo psicologico che dovrebbe nascere nel singolo spettatore: qui si ritrova il significato del quotidiano, non la semplice documentazione fotografica, ma la visione particolare che abbiamo di ciò che accade o non accade, dimensione a-temporale che ci scorre intorno e che riusciamo a fermare appunto con un occhio speciale come la fotografia.
In un'ora Dèjà vu ha lanciato 11 proiezioni che si stratificano, si sovrappongono, si confondono, unendo il piccolo mondo quotidiano per formare un macrocosmo fatto non solo di luci e immagini, ma anche di suoni: una colonna sonora molto particolare accompagna le proiezioni rendendo il flusso di immagini penetrante negli occhi e nella mente.
Gli artisti presentati sono stati: Alberto Di Cesare, Alessandro Natale, Andrea Mosso, Annalisa D'angelo, Carlotta Sennato, Claudia Ferri, Cristina Ferraiuolo, Daniela Ionta, Laura Di Stefano, Matteo Alessandri, Ninni Romeo. I suoni sono stati curati da Roberto Bitetti e Simone Russo in We Left Russia, progetto musicale che intreccia architetture ritmiche tipiche dell'elettronica e dell'IDM con linee melodiche ricche di sfumature espressive.
Raccontare il quotidiano è per questi artisti occasione per dire qualcosa di specifico e profondo su una comunità di persone e il loro tempo, per identificare una cultura di provenienza attraverso i gesti comuni e gli oggetti che li circondano.
Lo slide show è consistito in una successione di foto, circa sessanta per ogni autore, secondo una sequenza che si potrebbe definire narrativa, nella quale la costruzione della storia è la riunione di tante piccole storie quotidiane che hanno avvolto e reso partecipi gli spettatori, ricostruendo un mondo fatto anche dei rumori, dei suoni e delle voci che ci sono intorno quotidianamente, questo grazie a un intrigante e coinvolgente live set di musica elettronica. Il mondo esterno e i suoi suoni sono il risultato della somma dei “tanti quotidiani” che ci appartengono e che scaturiscono anche dalla nostra anima, dalla sensibilità di ognuno, dalla solitudine di chi è sempre tra la folla, da quell'uno, nessuno e centomila di pirandelliana memoria che possiamo essere agli occhi degli altri e che queste proiezioni hanno riproposto con acuta ricerca, anche psicologica.

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