Olafur Eliasson. Per un'ecologia mentale

Roberto Barzi - 09.05.2008 testo grande testo normale

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Tags: eliason,arte ambientale, ecologia,

Grazie all’installazione "The weather project" Olafur Eliasson ha raggiunto un consenso di pubblico abitualmente sconosciuto agli interpreti dell’arte contemporanea. Il libro "Olafur Eliasson - la memoria del colore e altre ombre informali" è il tentativo di spiegarne il profilo nei dettagli.

"Il lavoro di Olafur Eliasson si colloca oltre la land art, come tentativo di irrompere nella profondità ottica delle apparenze [...] esso offre un buon esempio dell'incidente del tempo nello spazio delle arti plastiche, nell'epoca di questa repentina "tele-presenza" che è il nostro quotidiano; i suoi lavori silenziosamente ci reintroducono nel mistero dell'apparizione che condiziona tutto ciò che è verosimile."

"Olafur Eliasson - la memoria del colore e altre ombre informali" è un testo imperniato sul significato della meteorologia, del tempo, dell'architettura, dello spazio fisico ma soprattutto mentale, della luce, della percezione visiva, della vita, insomma. Tutto ciò appare subito chiaro a chi ha letto il bel volume critico-antologico dedicato ad Olafur Eliasson, il noto fotografo e artista danese "ambientale", o per meglio dire "ecologico". Un'ecologia, la sua, più metafisica che tangibile.
Si tratta certamente di un volume critico, ma soprattutto di un catalogo ragionato sulle opere dell'artefice. Sì, un libro illustrato, poiché se per comprendere la filosofia e la visione di Eliasson il testo è basilare, lo sono ancor più le numerose riproduzioni fotografiche che delucidano le fasi del suo lavoro.
Si è scritto che si tratta di un saggio sul tempo, e illustrare, o meglio ancora interpretare la natura, le condizioni climatiche, la luce, l'atmosfera sono, per l'appunto, le argomentazioni principali delle installazioni dell'artista. "[…] La visione egocentrica e strumentalizzante che abbiamo inflitto al nostro ambiente nel corso del secolo scorso, ha influenzato la determinazione di cosa siano la natura e la cultura e, di conseguenza, ha condotto ad un'idea gerarchica di cosa abbia valore, cosa sia bello, cosa valga la pena di salvare e così via.
Avendo capito che la complessità del rapporto tra natura e cultura soffre, quando viene data per scontata la loro contrapposizione, stiamo valutando e negoziando, come fa anche la scienza, nuovi punti di vista sulla natura e la cultura […]" scrive lo stesso Eliasson in "Vorrei fare un giardino". Cosa più importante, l'artista fa sempre in modo che il pubblico delle esposizioni sia compartecipe delle performance visive, che sia l'uomo in quanto tale a rispecchiarsi nella natura fittizia composta da spettri di luce, giochi ottici e prospettive ribaltate. L'uomo al centro dell'ambiente dunque, per quanto ipertecnologico possa essere diventato non tanto nella finzione scenica quanto nella realtà odierna.
Si è parlato di architettura e installazioni, come non essere quindi d'accordo con quanto scrive Eliasson in "Un'arte esorbitante"? Si legga questo brano: "[…] Visto che la presenza materiale dell'opera ora è meno significativa delle immagini che la riguardano, cos'è, oggi, l'ARTE DEL LUOGO? Da quando è comparsa la land art, questa domanda continua a turbare amanti e critici d'arte. Ma in verità c'è una domanda ancora più radicale: l'ARTE HA LUOGO? Al di fuori dai campi dell'architettura e della scenografia, questo quesito condiziona anche l'urbanizzazione e, più in generale, la geopolitica delle nazioni. Da qui l'enigma di ciò che, per mancanza di un termine migliore, la gente definisce installazione, quella di una comunità vivente oppure quella di una popolazione di oggetti, animati o inanimati […]". Di tale genere di quesiti il volume è ricco, poiché si tratta di un'accurata cernita di scritti, colloqui, conversazioni, interviste che illustrano il punto di vista artistico, ma soprattutto vitale di Olafur Eliasson. Un'antologia dunque, una miscellanea studiata accuratamente a tavolino, poiché ciò che emerge non è tanto la figura dell'artista, ma quello che concepisce, progetta, installa e produce, giacché come scrive Gunnar B. Kvaran nel saggio intitolato "Umanismo tecnologico": "Olafur Eliasson è generalmente considerato uno dei più grandi artisti viventi, anche grazie ai suoi rifacimenti della natura. Gli elementi (acqua, vapore, lava, fuoco, ghiaccio, vento e luce) sono gli ingredienti, i materiali grezzi dei suoi esperimenti artistici. Sono gli elementi con cui Eliasson compone, ma senza alcun tentativo di nasconderne le origini o i meccanismi."
Gli spazi espositivi sono tuttavia il tema principale dell'artista, poiché è esattamente in questi luoghi che realizza le sue installazioni. Siti sconvolti dalle performance tecnologiche, in cui le estensioni delle stanze si trasformano in scatole formate, o meglio deformate da pieni e vuoti esistenziali, in cui gli spazi dei musei si trasmutano in universi panici. Quali sono dunque i rapporti fra l'artefice e le dirigenze museali? In che modo la relazione fra spazio esterno e spazio interno viene stravolta dalle installazioni? Queste pur così apparentemente semplici domande sono in realtà, e da sempre, i veri dubbi che ogni artista si deve porre prima di usufruire degli ambienti di un museo. Come spiega Olafur Eliasson nel brano "I musei sono radicali": "Le istituzioni culturali sono fra i molti "sistemi immunitari" della nostra società autoreferenziale […] Quando l'ideologia di una mostra o di un'esposizione non viene riconosciuta come parte della mostra in sé, il suo potenziale di socializzazione viene sacrificato in nome dei valori formali. Per evitare tale situazione, l'intera strategia ideologica, qualsiasi scelta di marketing, qualsiasi dettaglio architettonico deve non solo essere considerato come condizione e parte del progetto, ma anche come qualcosa da rivelare in qualche modo ai visitatori permettendo così una qualche trasparenza nel processo di mediazione."
Olafur Eliasson in questo libro dà le sue risposte, dei riscontri che possono non essere sempre condivisibili, illustrando comunque al lettore le principali tematiche artistiche del XXI secolo.

Titolo:Olafur Eliasson - la memoria del colore e altre ombre informali
Autore:AA.VV.
Editore:postmedia books
Collana: arte contemporanea
Anno:2007
Numero pagine: 95
Traduzione: Anna Simone, Gianni Romano
Prezzo euro: 18,60


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