Antonio Colecchia - 08.04.2008

Nelle sale dell'antico maniero riecheggiano "urla e angosce",ma non sono quelle dei fantasmi dei prigionieri torturati anticamente tra quelle mura, bensì quelle delle sofferenze quotidiane dell'uomo contemporaneo che rivivono dalle maggior parte delle tele del Ballantini.
Dario Ballantini,valente e poliedrico artista, noto ai più per le sue azzeccate e ironiche imitazioni a "Striscia la notizia" tiene a Napoli, negli splendidi spazi di Castel dell'Ovo, una personale antologica di oltre cento tele della sua produzione pittorica, dagli esordi ai giorni nostri.
E' figlio d'arte, il padre, appassionato di pittura, dipinge in stile neorelistico, e gli zii sono dei post macchiaioli. Il suo fascino per Modigliani, suo illustre concittadino, combinato alla sua innata predisposizione artistica e alla sua grande ammirazione per Picasso e gli espressionisti tedeschi, ha fatto esplodere la sua passione pittorica che ha coltivato assiduamente fino a alla fine degli anni 80, quando indirizzò la sua arte nella recitazione, sfociata nel grosso successo al celebre TG satirico.
Con la grande popolarità ha avuto la possibilità e l'opportunità di conoscere le persone giuste, Benito Oliva,Vittorio Sgarbi,Luciano Caprile, per introdursi nel complesso universo dell'arte contemporanea.Da allora è stato un crescendo e continuo successo. La mostra di Napoli dal titolo Visioni sommerse parte dai primi disegni dell'artista, dal ritratto a matita di Totò negli anni del liceo alle sue ultime tele del 2008.
Nelle sale dell'antico maniero riecheggiano "urla e angosce",ma non sono quelle dei fantasmi dei prigionieri torturati anticamente tra quelle mura, bensì quelle delle sofferenze quotidiane dell' uomo contemporaneo che rivivono dalle maggior parte delle tele del Ballantini, sicuramente situazioni e atmosfere autobiografiche. Colori forti e violenti, pennellate decise e assestate come frustate, un colore rosso predominante. Eppure in quella sofferenza c'è anche posto per l'ironia che si fa spazio nell'angoscia come un'uscita d'emergenza.
Nella grafica risalta tutta la poesia e la sensibilità dolcezza dell' autore che nelle opere pittoriche ci nasconde.
Senz'altro una mostra da vedere e ben curata da Milena Grosso anche se il numero delle opere dell'ultima produzione dell'artista è predominante e rende l'esposizione meno varia.
La mostra sarà visitabile fino al 5 maggio 2008 dal lundì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. La domenica dalle 10.00 alle 13.00
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