News: Il mito della Grande Madre

Roberto Barzi - 26.03.2008 testo grande testo normale

Tags: Mitologia, Il mito della Grande Madre,Ciclo di di incontri, Il mito della Grande Madre

Alcune serate tutte al femminile, da trascorrere alla Fondazione Marino Marini di Pistoia, all’insegna dei Miti, sogni e misteri, tanto per citare il fondamentale testo di Mircea Eliade. Fra astrazioni e realtà, archetipi femminili e, naturalmente, arte.

Alcune serate tutte al femminile da trascorrere all'insegna dei Miti, sogni e misteri, tanto per citare il fondamentale testo di Mircea Eliade. Fra astrazioni e realtà, archetipi femminili e, naturalmente, arte.

“La cosa che più mi ha colpito, in prima istanza, nell'opera di Marino Marini, è il suo rapporto con il mito. Ma mentre per altri il mito è un discorso originario, in sé compiuto, il mito si presenta in Marini come luogo di tensione e di scissione. Questo già nel suo rapporto con l'arte etrusca, vale a dire con l'arte e la cultura che più di ogni altra (lo aveva capito Savinio) ha mescolato l'inconciliabile della vita e della morte, confermando un detto di Eraclito che aveva appunto affermato che l'uomo è tale in quanto "vivente porta dentro di sé la propria morte". "Pomona" è questa figura, è l'eccesso della vita che mentre espone la sua nudità al mondo, al tempo stesso mostra la labilità dei suoi contorni, l'infinita tristezza che la abita.” Così ha scritto il filosofo Franco Rella nel saggio intitolato Un viaggio straordinario. Le figure di Marino Marini.

Inizia da lui, ossia dal padrone di casa, la serie di incontri che hanno quale titolo programmatico Il mito della Grande Madre.
Non si sarebbe potuto far diversamente, dato che gli appuntamenti si svolgono presso la “Fondazione Marino Marini”. Il tema della Pomona (1941), simbolo della fertilità, nonché della femminilità prosperosa ed accogliente, lascia a storici dell'arte, archeologi, attori, musicisti, astrologi, psicoterapeuti e artisti ampio spazio per potere liberamente argomentare attorno alla figura della Grande Madre appunto, quale archetipo femminile.
Proprio per via del fatto che la serie di sculture dedicate al mito della Pomona - la dea romana denominata “Patrona pomorum”, ovverosia la “signora dei frutti”, e non solo di quelli che crescono sugli alberi, ma anche dell'olivo e della vite. -, della quale Marino Marini aveva iniziato ad occuparsi già alla fine degli anni Venti, raffigurano una femminilità elementare quanto simbolicamente prossima agli antichi riti della fertilità.
La devozione per la “Grande Madre” quale dea della fertilità e della vita ha accompagnato l'umanità sin dai primordi. Nel corso dei millenni questa divinità ha assunto poliedrici aspetti, sempre incarnando però la vita nella sua doppia polarità: maschile e femminile. Già durante l'età della pietra innumerevoli monumenti giganteschi, templi e feticci femminili indicavano il potere della “Magna Mater”, che dominava nel segno della luna e sorvegliava la vita, il crescere e il calare delle maree, il ciclo di morte e rinascita.
L'archetipo del femminile si mantiene nel tempo nella sua inusitata pienezza e perfezione, anche se non sempre svelato. L'identità stessa dell'uomo, l'idea stessa che di lui si ha è difatti condizionata da un “immaginario collettivo”, configuratosi in uno sviluppo durato millenni, dove l'energico valore del femminile, da intendersi in termini sia sacrali sia sociali, è “stato vinto, depotenziato e segregato, cosicché ormai le donne hanno perso il contatto con la propria natura profonda. L'archetipo della Madre riemerge però sempre nei momenti di profondi rivolgimenti epocali e soprattutto mantiene inalterata una sua straordinaria vivacità nelle manifestazioni artistiche di tutti i tempi.”

Cosa è rimasto oggi di quel mito? Quali rapporti sussistono fra quel leggendario passato e questo presente così materialista? Può un archetipo rappresentare le condizioni della donna odierna? A questi, come ad altri quesiti, sono dedicate le serate all'insegna della donna.

Programma delle iniziative
Piccolo Teatro Bolognini - Sabato 29 marzo, ore 18.30-22.00
La Grande Madre. La nostra origine
Cristina Tuci introduce il ciclo di incontri
intervengono: Cristina Donati Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Pistoia
e Rosanna Moroni Assessore alla Cultura del Comune di Pistoia
Chiacchierata con Syusy Blady
con il coordinamento di Sandra Schiassi
Proiezione del documentario: L'ipogeo di Malta di Syusy Blady

Museo Marino Marini, Palazzo del Tau - Venerdì 11 aprile, ore 18.30-22.00
Sulle tracce della Dea a cura di Cristina Taddei
Proiezione del documentario sulla vita dell'archeologa Marija Gimbutas Signs out of time di Luciana Percovich Performance dell'artista Zoè Gruni Pietre e Siren-enis

Museo Marino Marini, Palazzo del Tau - Sabato 19 aprile, ore 18.30-22.00
Il mito e lo specchio: il corpo femminile come luogo Ambra Tuci introduce la serata
intervengono:
Manuela Trinci La formazione del sé nelle donne Maria Cangioli Il parto naturale Ave Poli Il femminile nei miti

Museo Marino Marini, Palazzo del Tau - Sabato 26 aprile, ore 18.30-22.00
Donne e madonne. Sante o streghe?
Cristina Tuci introduce la serata
Proiezione del film/documentario Gostanza da Libbiano di Paolo Benvenuti
Performace dell'artista Jacopo Cassigoli: Il teatro delle sante. Il corpo in scena

Museo Marino Marini, Palazzo del Tau - Domenica 4 maggio, ore 18.30 -22.00
Il mito e l'arte
introduzione alla serata a cura di Annamaria Iacuzzi intervengono:
Elisabetta Landi La Pomona di Marino Marini Lucia Fiaschi La madre nell'opera di Venturino Venturi
Concerto di Orio Odori: Le danze etrusche Harmonia Ensemble Orio Odori clarinetto Damiano Puliti violoncello Alessandra Garosi pianoforte Paolo Corsi percussioni

Fondazione Marino Marini
Corso Silvano Fedi, 30 Pistoia

Immagini
1- Venere di Willendorf (Austria, circa XXII millennio AC)
2- La dea dei serpenti (Creta, II millennio AC)
3- Lugansk, Ucraina (datazione ignota)
4- Mater Matuta. Museo nazionale di Villa Giulia, Roma


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