Milano: una FATICA all'Hangar Bicocca. Esperienza extrasensoriale firmata Daniele Puppi. - Fino al 9 marzo

Carla Ferraris - 27.02.2008 testo grande testo normale

Tags: installazione video-sonora, Puppi, Hangar Bicocca

...Il tempo reale non esiste più, così come è scomparso il mondo esterno di cui poco prima facevi consapevolmente parte; ora sei un pezzo dell’Hangar, che ti abbraccia o schiaccia tra le sue enormi braccia, sei parte della video-installazione.E’ una fatica, la FATICA 16 appunto, l’opera site specific creata da Daniele Puppi per l’Hangar Bicocca, in cui non c’è sorta di interpretazione o di narrazione, in cui non c’è inizio né fine, ma solo una lunga ed inattesa esperienza corpo-sensoriale ed emozionale... assolutamente da provare!!

Milano. Un sabato pomeriggio arrivi in zona ex capannone industriale Pirelli, quello che oggi è lo Spazio d'Arte contemporanea Hangar Bicocca, e la tua attenzione è attirata da un rumore continuo, penetrante…ti chiedi cosa stia accadendo all'interno del cantiere aperto tutto intorno al capannone, poi realizzi mentalmente: il rumore proviene dall'interno.
Allora, mestamente incuriosito, ti avvicini all'ingresso: una minima apertura della porta su cui compare il cartello “uscita di sicurezza". Un estintore tiene aperto l'ingresso e tu, quasi intimorito, fai capolino con la testa all'interno…il buio ti avvolge.
Nonostante il rumore assordante che attanaglia l'udito, la curiosità prende il sopravvento e decidi di entrare. Ed ecco che il capannone, lo stesso che ha ospitato negli anni precedenti l'opera kieferiana ed i video “balcanici” della Abramovic^, ti appare diverso, modificato nella sua totalità di ambiente freddo e quasi inumano. Anzi, ora l'architettura interna ti accoglie con il suo suono costante ed insinuante, di fronte a te le sue “braccia” si muovono aprendosi e chiudendosi nei movimenti ingigantiti dell'artista che, fattosi video-installazione sonora, suona ripetutamente due timpani di ottone.

Percorrendo una sorta di corridoio centrale e lasciandoti dietro alle spalle le casse da cui il suono origina (che quindi diventa più sordo e meno invasivo), “entri” corporalmente nell'opera, costituita da un enorme video proiettato anche sul soffitto con scansione temporale ben definita. Il tempo reale non esiste più, così come è scomparso il mondo esterno di cui poco prima facevi consapevolmente parte; ora sei un pezzo dell'Hangar, che ti accoglie o schiaccia tra le sue enormi braccia, sei parte della video-installazione.

Il tuo corpo, una volta umano, diventa il corpo dell'Hangar, la sua architettura ti avvolge “disumanizzandoti” e rendendoti inconsapevolmente pubblico-partecipe di un'esperienza extrasensoriale in cui lo spazio si contrae e contemporaneamente si allarga in una innovativa dimensione. Guardi di fronte a te quella figura umana (o è l'”umanizzazione” dell'Hangar?) che suona quegli enormi timpani di ottone e ti chiedi com'è possibile che quell'immagine e quel suono, così provocatorio ed invasivo, possano creare un'esperienza sensoriale talmente nuova da coinvolgere architettura, corpo ed emozione umana.

E' una fatica, la FATICA 16 appunto, l'opera site specific creata da Daniele Puppi per l'Hangar Bicocca, in cui non c'è sorta di interpretazione o di narrazione, in cui non c'è inizio né fine, ma solo una lunga ed inattesa esperienza corpo-sensoriale ed emozionale… assolutamente da provare!!
L'artista friulano ha lavorato all'interno del capannone per sedici giorni ininterrotti, studiando in ogni dettaglio lo spazio e la sua interrelazione con tempo, suono e corpo.
Prima mostra dedicata italiana, la Fatica 16 è la prima dei lavori che Puppi (artista di fama internazionale) ha realizzato nel 2008 in Italia; a seguire, importanti spazi italiani ed internazionali come l'Ara Pacis di Richard Meier a Roma e la Lisson Gallery di Londra.
Questa mostra, a cura di Federica Schiavo e realizzata in collaborazione con Magazzino d'Arte moderna di Roma, rimarrà aperta fino al 9 marzo con ingresso gratuito.
Per esplorare e riscoprire l'Hangarper regalarsi un'esperienza extracorporale fatta di sensazioni ed emozioni sconosciute. Per andare oltre ai reali volumi e confini di un'architettura a primo acchito così vuota... una “fatica” da vivere con tutti i sensi.

E quando, girandoti verso l'uscita, ti lasci alle spalle quelle enormi braccia che fino ad un attimo prima ti avvolgevano e schiacciavano, e ripercorri il corridoio all'indietro…ecco: il suono si fa di nuovo vibrante ed assordante. Cammini. Lo spiraglio di luce della porta d'uscita è visibile di fronte a te. Pochi passi e la tua corporalità quotidiana prende nuovamente il soppravvento, sei di nuovo nel mondo reale... purtroppo...

Daniele Puppi. Fatica 16, 2008
A cura di Federica Schiavo
Hangar Bicocca, Milano
Immagini: Daniele Puppi, Fatica 16, 2008

  • Milano: una FATICA all'Hangar Bicocca. Esperienza extrasensoriale firmata Daniele Puppi. - Fino al 9 marzo

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