Giulia Tarroni - 28.02.2008

Una mostra particolare a Palazzo Pitti: la storia dei bottoni, dal XVII ai giorni nostri. Fino al 27 aprile a Firenze.
Nella splendida cornice di Palazzo Pitti, a Firenze, si può ammirare una singolare mostra artistica: "Appesi ad un filo".
L'arte assume insolite forme di bottoni, in particolare modo di origine francese ed anglosassone, in un arco cronologico che va dal XVII al XX secolo.
La preziosa collezione di oltre 3000 bottoni venne acquistata dal Polo Museale fiorentino nel 2006 dall'imprenditore milanese Alberto Riva, morto nel 1924, il quale nutriva una vera e propria passione per i bottoni.
Il bottone è oggi largamente utilizzato come complemento utile dell'abbigliamento, piuttosto che come accessorio vero e proprio: così non era in Francia, quando verso il 1200 si diffusero in tutta Europa come risultato della lavorazione di veri e propri artigiani simili ai moderni gioiellieri.
In Italia si deve attendere il 1870 per vedere la nascita delle prime produzioni nazionali di bottoni.
Per quel che riguarda la vasta collezione di Palazzo Pitti, si possono ammirare bottoni di tutte le fogge, in ceramica, preziosi in oro e argento, illustrati con paesaggi e figure: un piccolo dettaglio, simbolo per eccellenza della vanità soprattutto maschile (difatti l'uso del bottone lavorato era prerogativa degli abiti maschili) che ha fa parte a tutti gli effetti della storia della moda.
La mostra suddivide i bottoni in teche, ognuna caratterizzata da materiali e dipinti che ne connotano il periodo storico-culturale.
A partire dalla seconda metà del settecento la fa da padrone il bottone illustrato con paesaggi e personaggi, ma anche con galanti scene d'amore, spesso dipinti di veri e propri maestri d'arte, mentre per i bottoni-gioiello il XVI secolo è uno sfavillio di quarzi e pezzi dorati, cammei e pietre preziose.
Il tema della natura coincide con il così detto "secolo dei lumi" dove la scienza porta l'interesse per fiori e piccoli animali (tipo api, molluschi, ecc..) imprigionati dentro a calotte e resi bottoni di grandi e piccole dimensioni.
Il XVI secolo scopre l'oriente e la passione per i colori caldi e solari, coi quali si rappresentano scene di eventi storici importanti, raccontati bottone dopo bottone, in una sorta di minuscola enciclopedia illustrata!
Si giunge lentamente fino ai giorni nostri: il 1760 segna l'inizio della civiltà industriale, che diffonde ben presto il metallo e la sua lavorazione: ecco quindi bottoni in ferro, certamente meno belli dei precedenti ma dotati di grande praticità.
Il bottone quindi può essere un mezzo col quale diffondere l'arte?
Perché no. Di certo si tratta di un accessorio che ha molto da insegnare, che è passato attraverso i secoli, che ha saputo "parlare" a chi lo indossava, impreziosito, decorato, lavorato di tutto punto. Certamente una forma d'arte. Una grande forma d'arte.
La mostra rimarrà aperta fino al 27 aprile 208 ed è corredata da un catalogo edito da Sillabe.
Orari: 8:15-16:30; aprile 8:15-18:30
Chiusura: 1° e ultimo lunedì del mese.
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