Vaccari di Franco Vaccari. Antologia fotografica 1955-2007 - Fino al 30 marzo

Roberto Barzi - 26.02.2008 testo grande testo normale

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Tags: Vaccari,useo Cantonale d'Arte,Arte concettuale,Vaccari di Franco Vaccari. Antologia fotografica 1955-2007

Il completo percorso artistico del concettuale Franco Vaccari basato su più di duecento fotografie e ben nove “video”. Per la prima volta sono in mostra i suoi lavori storici abbinati a quelli più recenti, tra cui alcune opere inedite realizzate tra il 1955 e il 2007.

Il “Museo Cantonale d'Arte” di Lugano presenta la mostra Vaccari di Franco Vaccari. Antologia fotografica 1955-2007, la prima esposizione antologica internazionale dedicata all'artefice modenese, interprete dell'arte concettuale italiana.
Curata da Marco Franciolli e Maria Perosino, la rassegna ripercorre l'intera carriera artistica di Franco Vaccari attraverso una serie di immagini inedite, presentando per la prima volta al pubblico l'intero suo lavoro, fino alle opere più recenti.
Si può affermare senza tema di smentite che l'esposizione si indirizza principalmente allo sguardo dell'artista rivolto a se stesso: duecentodieci immagini in bianco e nero e a colori, insieme a nove “video”, offrono - con una completezza senza precedenti - l'intero tragitto concettuale di Vaccari. Come conferma in catalogo Maria Perosino: “Si potrebbe dire che questa mostra è fatta da duecento fotografie. O da tre libri. O da tre opere. Dire che è queste tre cose insieme non sarebbe un espediente retorico. Conviene dunque iniziare da qui, soffermarsi su qualche dato, prendere confidenza con le parole che descrivono il lavoro di Franco Vaccari e ne sono una chiave d'accesso. Prima che la definizione scivoli nell'interpretazione.”

Il percorso non può iniziare che con Radici, una serie di fotografie in bianco e nero di influenza neorealista, sviluppandosi poi con la serie di opere concettuali Esposizioni in tempo reale, dove l'elemento “performativo” che contraddistingue il rapporto tra arte e fotografia si rivela sempre più fluido, per arrivare alla fine ai lavori più recenti, mai esposti in altri spazi né in Italia né all'estero.
E' lo stesso Franco Vaccari ad aver concepito questo cammino che ripercorre tutto il suo lavoro. Dal 1995 ad oggi ha realizzato una specie di itinerario fotografico all'interno della propria storia artistica, componendo una speciale raccolta antologica che proprio con l'opportunità di questa mostra ha voluto ulteriormente rimpinguare e perfezionare con lavori recenti, realizzati fino al 2007. La sua Collezione antologica diventa quindi un'eccezionale e inedita “opera nell'opera”, nella quale l'artista si trasfigura in collezionista di se stesso riassemblando per l'occasione alcuni suoi lavori precedenti in una sorta di “work in progress” virtualmente incalcolabile. Scrive a tale proposito Maria Perosino: “ […] la prima è datata 1955, l'ultima 2007.

Anno per anno, raccontano tutto il lavoro di Vaccari. La storia comincia sugli argini dei fiumi padani, abitati da giovanotti di belle speranze che fanno il bagno e ragazzine goffe, infagottate ai bordi della pubertà. E prosegue nei mercati della bassa, insegue gli ultimi artisti di strada, i venditori ambulanti, i poliziotti.

Tipi umani e paesaggi che nel giro di pochi anni abbandoneranno la scena per lasciare posto al moderno, con il suo bagaglio di costruzioni, luci al neon, nuovi ricchi e nuovi poveri. Ma allora erano protagonisti indiscussi nei film di Fellini, nelle fotografie di Paul Strand, nei libri di Gianni Celati e, dall'altra parte dell'oceano, nelle immagini di Diane Arbus. Queste foto appartengono a una serie, Radici, ma i titoli meritano una riflessione a parte.

Poi c'è il 1967-68. Il più delle volte, indicare una data precisa come spartiacque nell'itinerario di un artista è pretestuoso, o manualistico. Non credo sia questo il caso. Il 1967-68 per Vaccari è un po' come il 1907 per Picasso. Si chiude un ciclo e quello che si apre è destinato a proliferare [...] ”

Si considerino Radici ed Esposizioni in Tempo Reale: l'esibizione riconsegna i due poli principali entro cui spazia la più affermata ricerca di Vaccai. Col progetto Radici è stata applicata la tematica del territorio, le persone, le radici appunto di un'Italia che si ostina a rimanere se stessa, un'Italia antica che continua a vivere nei paesi della pianura padana: ragazzi sul greto del fiume, sagre di paese, personaggi straniti, delle fotografie cariche di corrispondenze letterarie e visive.
Con Esposizioni in tempo reale invece c'è tutto il suo approccio concettuale, l'assunzione dell'opera quale strumento critico, a tratti rivoluzionario, a fare da protagonista per capovolgere gli schemi su cui si basa il sapere contemporaneo. Un approccio che prende avvio con l'istallazione -realizzata alla Biennale di Venezia del 1972 - Lascia su queste pareti una traccia del tuo passaggio, nella quale i visitatori erano stati invitati a introdursi in una cabina fotografica e a lasciare il loro ritratto sulle pareti della sala.

Collezione Antologica e i lavori più recenti - selezionati con cura estrema dallo stesso artista - guardano a Vaccari medesimo, in cui è l'artista odierno che dialoga con quello di ieri, lo racconta e lo reinterpreta, trasformandolo in un'opera d'arte Con la precisione di uno scienziato - non si deve mai scordare che Franco Vaccari si è laureato in fisica.
La sezione più vasta della rassegna s'intitola Collezione antologica e condensa ben centonovantaquattro fotografie, ognuna in tiratura limitata di tre copie, selezionate dallo stesso Vaccari fra le immagini del periodo compreso fra il 1955 e il 2007. Molte sono inedite e una serie è stata realizzata appositamente in occasione della mostra. Quello che si percepisce in questo settore non è solo il reportage di un artista, ma una parte considerevole di storia della cultura, in cui i confini tra arti visive, letteratura, fotografia e cinema si scombinano. Fellini e Zavattini, Diane Arbus e Lou Reed, Hermann Nitsch e Joseph Beuys - questi ultimi protagonisti di una serie di sublimi fotografie -, in compagnia di altri nomi illustri rivificano nelle immagini esposte. Fino al ritorno - nelle ultime fotografie realizzate per questa mostra - alla sua terra, ad una Via Emilia ormai trasfigurata in una sorta di grande ammasso urbano, imbruttita dalle luci, quasi una specie di Los Angeles locale.

La rassegna prende spunto da un progetto editoriale del 1995 - ideato da Andrea Tomasetig - intitolato Fotografia del Novecento, e qui presentato per la prima volta, per il quale alcuni artisti furono invitati a creare dei portfolio in tiratura limitata.
Vaccari aveva realizzato due libri-oggetto: Radici e Esposizioni in tempo reale, entrambi composti da dodici fotografie e contraddistinti da una raffinata veste editoriale - non per niente il logo della collana è stato ideato da Bruno Munari - e da un'eccezionale attenzione alla qualità della stampa fotografica.
Da quest'esperienza prese avvio il progetto Collezione antologica, che l'artista ha compiuto e ultimato in occasione di questa mostra.
La stampa delle fotografie esposte che presenta un'eccezionale qualità realizzativa, è stata personalmente curata da Vaccari tramite l'utilizzo di tecniche raffinate e materiali inusuali: difatti le fotografie in bianco e nero sono state stampate dall'artista su carta maritata sensibilizzata ai sali d'argento, e virate al selenio.

Vaccari di Franco Vaccari. Antologia fotografica 1955-2007
Museo Cantonale d'Arte
Sede Via Canova, 10
Lugano
Dal 9 febbraio 2008 fino al 30 marzo 2008
Orari: martedì dalle ore 14.00 alle ore 17.00
Mercoledì - domenica dalle ore 10.00 alle ore17.00
Lunedì chiuso


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