Tana libera tutti e White Cube, a Cagli, fino al 20 febbraio
Annalisa Cameli - 30.01.2008

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Presso il Centro Culturale Movimento e Fantasia di Cagli (PU), nella stessa giornata dell'inaugurazione di "Tana Libera Tutti…" è stato inaugurato nel cortile della stessa sede il White Cube/satellite di Pesaro.

Tana libera tutti... è arrivata alla sua quarta tappa. La collettiva - a cura di Cristina Petrelli , Roberta Ridolfi e Cristina Muccioli con John Cascone, Francesco Diotallevi, Giovanni Gaggia, Alessandro Grimaldi, Maicol e Mirco ed Elena Rapa - è stata inaugurata lo scorso 12 gennaio e rimarrà aperta fino al 10 febbraio.
“Tana Libera Tutti…” è un titolo curioso che allude al lavoro nascosto, e tutto da scoprire, di un gruppo di artisti pienamente inseriti, sul piano della poetica, nel dibattito culturale attuale. Un progetto espositivo a tappe che nasce per valorizzare il lavoro di giovani artisti marchigiani, nell'intento di creare un comparto creativo e attivo che favorisca la circolazione delle idee dei nuovi talenti.
Il progetto, promosso dal Sistema Provinciale d' Arte Contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino attraverso i comuni di Sant'Ippolito, Sant'Angelo in Lizzola e Pergola, rientra nella programmazione “Segnali d'Arte”. Avvalendosi del coordinamento dell'Associazione culturale Movimento e Fantasia, ogni mostra si apre con una performance di danza e teatro, di Katia Grandoni, e Benilde Marini sceneggiature di Flavio Taini, introducendo così alle tematiche scelte di volta in volta dagli artisti.
In concomitanza con l'inaugurazione della mostra, è stato inaugurato il White Cube.
... Ma cos'è il White Cube? Il White Cube è un galleria d'arte contemporanea di un metro quadrato. Ha varie sedi in Europa e l'obiettivo è di creare una rete cooperativa e comunicante tra le sue diverse filiali, in maniera che, mantenendo lo stesso nome e marchio, il white cube riesca contemporaneamente ad essere presente in molteplici aree geografiche.
Il progetto di galleria d'arte racchiuso in un metro quadrato d'esposizione è stato ideato dall'artista e gallerista Michele Mariano e dall'artista Christian Rainer, con l'intento di creare una rete di micro gallerie in tutta Europa, esportando l'idea di franchising nell'arte contemporanea ed in una forma che e' di per se un'operazione d'arte concettuale.
L'obiettivo del White Cube è quello di mettere in pratica l'idea di proposta artistica esportabile, di pensiero artistico applicabile a differenti luoghi. Rientra infatti nell'idea originale dei promotori essere svincolati dal concetto di luogo fisico stabile; così, non riconoscendo la standardizzazione dello spazio, hanno scelto, con un atto ironicamente provocatorio, di rimpicciolire la galleria. I risultati sono principalmente due: nella pratica, avere un'idea veramente elastica di luogo e, simbolicamente, “ridimensionare” l'importanza che, per interesse, i circuiti ufficiali attribuiscono all'arte, a chi la ospita e a chi la promuove.
«Si può produrre arte di un certo livello senza essere obbligati a trappole burocratiche - si legge sul loro sito - , o soggetti a pressioni economiche e senza il vincolo di un luogo fisico che costringa l'attività della galleria ad un'unica area geografica. Il White Cube è contemporaneamente una galleria e tutte le sue filiali. Il suo scopo non è quello di cercare di mettere sul mercato l'ennesima opera di cui nessuno ha bisogno, ma è quello di far riflettere il pubblico dell'arte contemporanea sulla possibilità di usare il sistema dell'arte preesistente per crearsene uno autonomo. Difatti il White Cube non si propone come luogo esterno, alternativo e quindi in conflitto con gli altri, ma al contrario intende arricchire gli altri luoghi, traendone contemporaneamente vantaggio».
Arriva così anche a Pesaro, grazie al progetto dell'artista Michela Pozzi, curato da Giacomo Podestà, il quale con le sue parole evidenzia chiaramente la filosofia del lavoro dell'artista : «È un'intelligente dicotomia quella che percorre l'opera di Michela Pozzi e che si esplica nella realizzazione di lavori fotografici e video: in entrambi i casi l'artista s'impegna in interventi di “risignificazione” della realtà, così da pervenire ad una dimensione più sincera dell'Esser-ci nel mondo. In questo senso, il lavoro di Michela Pozzi coincide in una preziosa esortazione a rivivere la realtà (sia essa luogo fisico o spazio virtuale dell'immagine televisiva) in una chiave più umana e significativa. Queste due anime progettuali della poetica dell'artista trovano una felice sintesi nel nuovo progetto (presentato per il White Cube in forma di video) Campo d'attenzione transitorio.
L'intervento artistico si focalizza qui nello spazio intimo ed emblematico di un'edicola religiosa».
Una micro-personale, quindi, pensata proprio per poter essere presentata ovunque e quindi in linea con il concept di “democratizzazione” dell'arte espresso dal progetto White Cube.
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