Miriam Fusconi - 29.12.2007

La mostra di Lucio Bernardi A me gli occhi, al Monte di Pietà e alla Sala dei Fabbri di Santarcangelo di Romagna, cattura davvero gli occhi dell'osservatore, sia per l'originalità tecnica dei lavori, sia per i soggetti alquanto singolari.
La mostra di Lucio Bernardi A me gli occhi, al Monte di Pietà e alla Sala dei Fabbri di Santarcangelo di Romagna, cattura davvero gli occhi dell'osservatore, sia per l'originalità tecnica dei lavori, sia per i soggetti alquanto singolari.
Ad attirare l'attenzione sono soprattutto i "teatrini", realizzati con più piani di carta e cartone, dipinti, ritagliati e incollati, e poi appesi alla parete. Sembrano i libri cartonati per bambini, ma adatti anche agli adulti.
In esposizione ci sono anche numerosi oli, tra cui risaltano i ritratti dei gruppi di famiglia, mai però nel solco della tradizione fine a se stessa ma di quella che continua ravvivandosi con l'innovazione. Sorprendenti sono i sassi incisi e dipinti, la natura del minerale si fonda all'artificio della pittura, e la cosa positivamente sconvolgente è che paiono appartenere al medesimo mondo, sembrano essere nati per stare insieme, tanto è elegante ed armonico il risultato.
E poi ancora, all'insegna della ricchezza delle tecniche e dei materiali, ecco le ceramiche policrome, in cui si concentra il tocco più artigianale di Bernardi che da vita a colorati vasi e piatti; non dimentichiamo i busti e i volti in terracotta e nemmeno le sue interessanti opere grafiche.
Si tratta insomma di una personale che la città romagnola fa ad un suo amato artista.
A cura di Orlando Piraccini e Silvia Baldini, organizzata dall'Istituto del Musei Comunali di Santarcangelo.
Fino al 6 gennaio 2008
Ingresso gratuito
Orari: dal martedì alla domenica 16.30-18.30
Per Info: 0541 624703; servizi@metweb.org
Didascalie immagini:
1. L'Elvira, fine anni '70, tempera su cartoncino
2. A me gli occhi, 1980, tempera su cartoncino
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