Oggi è Venerdí 03 Settembre 2010
[J] Cerca:
Feed RSS - AccessKey [D] Cosa sono i Feed RSS? - AccessKey [U]

Tony Cragg, 'Material Thoughts'

Teodoro De Cesare - 17.11.2007 testo grande testo normale

Ancora pochi giorni per visitare le sculture di Tony Cragg, alla Fondazione Stelline di Milano. I pensieri materiali non restano tali, ma diventano opere che vivono nello spazio, e attraverso di esso si riesce a individuarne la dimensione sia interna che esterna, grazie a un linguaggio materico che, sebbene sia radicato alla contemporaneità, ci riporta a un'espressione primordiale dell'uomo.

traduci Commenta questo articolo



Avremmo forse bisogno di uno strillone che per le nostre strade urli: «Ultimi giorni per vedere le opere di Tony Cragg!!». Sì, il 25 novembre chiude l'esposizione dello scultore inglese a Milano, presso la Fondazione Stelline di corso Magenta.

La mostra è una esauriente rivisitazione dell'attività degli ultimi vent'anni di Tony Cragg, nato a Liverpool nel 1949 e da trent'anni residente in Germania, dove lavora e insegna all'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf.
Questa è la prima grande personale di Cragg a Milano, proprio nelle settimane in cui ha ricevuto il Praemium Imperiale 2007 per la scultura.

La mostra, intitolata Material Thoughts e a cura di Ludovico Pratesi, presenta otto opere monumentali e tredici sculture, in bronzo, acciaio, pietra, kevlar, fibra di carbonio, dai cicli artistici Early Forms e Rational Begins.

A queste opere fanno da corollario diversi modelli, bozzetti, disegni, acquarelli che documentano le fasi creative di Cragg, dalle quali si intuisce l'approccio intellettualistico nella gestazione di queste opere d'arte.
Sono quindi opere pensate nella loro tangibilità, nella loro volumetria, nel loro rapporto con lo spazio: per questo risultano material thoughts, pensieri materiali.

Per arrivare a questo risultato, Cragg crea le sue sculture usando vasi, recipienti, bottiglie, fiaschi; avviene una vera trasformazione, una nuova identificazione: la forma che diventa altro da sé, forma organica e irrazionale che si sposa a una forma geometrica. Per questo motivo Cragg dilata le sue opere, le riempie con l'aria dello spazio circostante, come si vede in Ferryman, piena di fessure per mostrarne la dimensione interiore, cioè quello che in una scultura non si nota comunemente. Qui si ritrova l'ambizione massima dello scultore inglese, e comunque di ogni artista, di diventare creatore, di avvicinarsi a Dio: è ciò che accade nelle sculture imponenti, costrette al dialogo con la natura primordiale, condizione tutta mentale dell'essere umano, genesi dei pensieri.

I giardini milanesi, ingialliti d'autunno, potrebbero essere la scena esemplare per completare questa compenetrazione tra opera e ambiente; infatti è proprio il giardino del cinquecentesco Palazzo delle Stelline, sede della Fondazione omonima, che accoglie tre grandi opere, fra cui spicca Divide, totem che si innalza attraverso lo spazio e con il suo argenteo vigore si cristallizza nell'aria.

I riferimenti artistici di Tony Cragg si possono individuare nell'individualismo oggettuale di Giorgio Morandi e nella scultura come risultante di particelle impazzite nello spazio di Umberto Boccioni, spunti che si notano nelle opere più recenti che aprono questa mostra nella galleria, con una scultura significativa, Sinbad, risalente al 2000: i diversi oggetti usati per la costruzione materiale, benché visibili, perdono la loro individualità e si fondono tra loro danzando confusamente nell'aria, lottando con lo spazio, cercando di dominare la terza dimensione, fino a quando l'intervento dell'artista cristallizza il movimento, rendendolo geometrico, contemporaneo e ancestrale allo stesso tempo.

Versione stampabile
Commenta questo articolo




Questo articolo è stato letto 129 volte
Vacanze Marche
Catalogo Siti Web - Vendita siti web auto-aggiornabili
CONTATTACI | NOTE LEGALI | PRIVACY | COPYRIGHT | NETIQUETTE | CREDITS | ACCESSIBILITA' | CSS | XHTML | Torna a inizio pagina - accesskey [0]
ROI campagne pubblicitarie