Le opere pittoriche di Guido Strazza in mostra alla Stazione dell'arte
Rita Salis - 07.10.2007

Tags: strazza, maria lai, arte contemporanea sarda
Chi si trovasse nel cuore dell'Ogliastra, una delle zone più interessanti a livello paesaggistico e culturale della Sardegna, non può fare a meno di visitare Ulassai, un piccolo paesino, luogo di nascita dell'artista sarda vivente più conosciuta al grande pubblico: Maria Lai.

Chi si trovasse nel cuore dell'Ogliastra, una delle zone più interessanti a livello paesaggistico e culturale della Sardegna, non può fare a meno di visitare Ulassai, un piccolo paesino, luogo di nascita dell'artista sarda vivente più conosciuta al grande pubblico: Maria Lai, che il 27 Settembre ha festeggiato 88 anni.
L'artista l'8 luglio del 2006 ha inaugurato presso la vecchia stazione ferroviaria del paese, ormai dismessa da anni, la Stazione dell'arte.
La stazione si trova poco fuori dal paese, ma si possono vedere opere dell'artista anche facendo un giro per il piccolo, ma delizioso centro storico; con opere come: il Lavatoio (realizzato nel 1982 con Nivola, Veronesi e Strazza), le Capre cucite, il Gioco dell'oca, la Scarpata, la Strada del Rito, il Muro del Groviglio e la Casa delle Inquietudini.
Maria Lai ha quindi lavorato sempre a stretto contatto con il suo territorio, dal famoso evento "Legarsi alla montagna" del 1981, quando, partendo da un'antica leggenda, coinvolse tutto il suo paese in un evento d'arte, usando 13 chilometri di jeans che legavano le case e gli abitanti alla montagna che sovrasta il paese. L'obbiettivo della Fondazione, forse troppo ambizioso, non è solo di esporre le opere dell'artista (che ha donato 100 opere e che continua a collaborare con la Fondazione con opere originali e nuove), ma di realizzare un luogo attivo nel promuovere l'arte contemporanea e le altre discipline artistiche.
Quest'estate, oltre ad aver ospitato un'importante rassegna teatrale, nei locali è stata allestita anche una mostra di Guido Strazza. L'artista ingegnere, più noto al grande pubblico per la sua produzione grafica, realizza anche opere pittoriche ed ha realizzato la mostra "Segnare"; dove nel gesto dell'artista si riscopre la manualità del lavoro, condotto con estremo rigore, e ci si interroga sulle implicazioni e ambiguità del segno e sulla sua forza evocativa.
La mostra raccoglie lavori dell'artista che vanno dal 1998 al 2007; sono tutte delle tempere su tavola e su tela, dove Strazza, partendo da uno sfondo prevalentemente bianco o grigio, traccia con violenza dei segni, che sono un'intuizione della coscienza che si fa subito presente nella tela, un gesto primordiale; il colore denso si combina nella tela, si formano dei grumi, delle concrezioni di colore, che rinforzano la poetica del gesto.
Come scrive l'artista, “infiniti sono i modi, le sfumature e le possibilità espressive di un segno, ma nel suo farsi non può contare solo sulla premeditazione di chi lo fa, perché molto avviene al di qua del progetto, come per repentina intuizione che si fa gesto e segno e, subito, sguardo che lo riconosce e interpreta”.
Grande limite della Fondazione sono gli spazi esigui, due locali sono dedicati all'esposizione, solo il piano superiore del primo edificio è dedicato alle opere di Strazza, mentre gli altri spazi sono dedicati alle varie opere di Maria Lai.
Si passa dalle Geografie di mondi, realizzate con il filo e la stoffa, alle Carte da gioco che l'artista ha realizzato per giocare e interpretare le opere d'arte, le opere dedicate a Ciusa e ad Alberto Martini, suo maestro all'Accademia di Venezia; e poi i Presepi, che l'artista realizza dagli anni Cinquanta con diversi materiali (ceramica, legno, filo, pane); per l'esposizione tuttora in corso ha collaborato con lo stilista algherese Antonio Marras.
E' nato quindi da un anno un Museo molto interessante e importante per la realtà sarda e soprattutto per chi ama l'arte contemporanea, e si auspica quindi che la Fondazione continui a crescere e che si sviluppi, magari dando più attenzione agli aspetti museografici e utilizzando meglio gli spazi.
Scrive Maria Lai: “Se la magia dell'arte usa l'arcobaleno, l'arte della magia sceglie tra bianco e nero, è gioco e diceria, ma anche acrobazia, sul filo del mistero, teso tra terra e cielo”.
Apertura museo:
dal 1 Maggio al 30 Settembre: dal lunedì alla domenica 9.00-21.00
dal 1 Ottobre al 30 Aprile: dal mercoledì alla domenica 9.00-19.00
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