La cupa umanità narrata da Alberto Sughi

Miriam Fusconi - 21.07.2007 testo grande testo normale

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Tags: Sughi, mostra, Cesena, società

E' un affascinante affresco umano della società italiana dal dopoguerra ad oggi, quello che è possibile vedere alla mostra di Alberto Sughi presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena (FC), Piazza Bufalini, 1.
Fino al 22 luglio 2007.

Alberto Sughi nella sua Cesena (FC), dal 24 marzo al 22 luglio 2007, presso la Biblioteca Malatestiana, con i suoi cicli pittorici, dagli anni '50 ad oggi.
Le sale della Biblioteca ospitano, per tema, gli straordinari lavori di Alberto Sughi, frutto di una vita passata come osservatore/testimone della vita del suo paese.

Alberto Sughi resiste al richiamo dell'astrattismo del dopoguerra e, gradualmente, "partorisce" un realismo che da sociale diventa esistenziale, dal forte spessore emotivo e psicologico. I suoi quadri degli anni '50/'60, dopo le esperienze di Torino e Venezia, raccontano del suo sguardo sensibile e impietoso allo stesso tempo, verso la vita moderna, rappresentata soprattutto nei suoi aspetti più degradati e "sconvenienti". Situazioni sociali, soprattutto di ambiente borghese, incontri a cene, cinema, feste o teatri... occasioni di svago abitate però da figure "cadaveriche" con lo sguardo perso nel vuoto o in chissà quali asfissianti tormenti... essi possono essere semplicemente noia e insoddisfazione, senza avere ragioni precise. Abbandonata come un manichino messo da parte, se ne sta la Donna sul divano rosso (1959), dall'espressione sconvolta e disorientata insieme, come a fissare un fantasma che all'osservatore non è dato vedere.

L'alienazione e l'incomunicabilità sono le protagoniste di lavori quali Uomini al bar (1960) o La scalinata del lungotevere (1959/60), popolata da automi della modernità immersi in una insopportabile solitudine. Gli anni '60 sono anche quelli della contaminazione con Francio Bacon, così i corpi di Sughi subiscono distorsioni e, se possibile, una maggiore carica "tenebrifica": Nudo sul letto (1963) o Uomo che dorme (1964) sono solo alcuni esempi di questo sfaldarsi della forma in cui i contorni e i confini tra le componenti della figura umana si confondono. Negli anni '70, quando le figure sembrano ritrovare una loro rispettabile definizione, non viene meno la carica ironica e dissacratoria delle sue opere, come dimostra il ciclo La cena (1975-76): i colori più accesi e la luce non smorzano, anzi aumentano il senso di inutilità patetica e di alienazione solitaria che queste persone vivono. Ognuno divora il proprio piatto italiano (spaghetti) senza curarsi degli altri, senza cercare o favorire il minimo contatto umano.

I personaggi di Sughi sono soli, soli per eccellenza lo sono quelli "ritratti" al cinema (Al cinema, 1958), immersi nelle tenebre dei loro pensieri, immersi forse in un isolamento che è anche via d'uscita da questi. Nel trittico l'ora storica (964/65), le figure sono come "spalmate" su sedie e tavoli, interessante esempio di deformazione "baconiana" in cupe e desolanti atmosfere "italiane".

Nelle opere più recenti, a partire dagli anni '80 fino ai primi di questo XXI secolo, i colori più vivaci e luminosi di lavori come Il ballo (1988) e Piano bar (2002), dominati da aranci, azzurri e ocra che si scontrano spesso coi neri, non rendono l'immagine più allegra, non offrono una qualche possibilità di spensierata fuga dall'"oppressione interiore". Forse gli unici momenti in cui le opere di Sughi premettono uno sguardo un po' meno inquieto, sono quelle zoomate verso momenti di vita quotidiana, verso gesti semplici e fondamentali come quello "narrato" ne La sete (2003).

E' un affascinante affresco umano della società italiana dal dopoguerra ad oggi, quello che è possibile vedere alla Biblioteca Malatestiana di Cesena (FC), Piazza Bufalini, 1.
Fino al 22 luglio 2007.


Per info. Tel. 0547 610892 - mlatestiana@sbn.provincia.ra.it
Catalogo SKIRA

Didascalie immagini
1. La sete - 2003, olio su tela - 133x102 cm
2. Il ballo - 1988, olio su tela - 150x200 cm
3. Piano bar - 2002, olio su tela - 140x160 cm
4. Al cinema - 1958, olio su tela - 255x100 cm
5. Ora storica - trittico (particolare) - 1964/65, olio su tela

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