E' nato a Pisa il primo Museo della Grafica in Italia.

Rita Salis - 02.07.2007 testo grande testo normale

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Tags: musei,arte grafica, pisa

E' stato inaugurato lo scorso 8 Giugno, presso Palazzo Lanfranchi a Pisa, il primo Museo della Grafica in Italia.

E' stato inaugurato lo scorso 8 Giugno, presso Palazzo Lanfranchi a Pisa, il primo Museo della Grafica in Italia. Quello che più colpisce, a parte la bellezza del palazzo storico pisano, che si affaccia sul Lungarno, e chiuso per restauro da diversi anni, è la varietà della collezione, una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea, che vanta la presenza dei maggiori incisori del '900.
Basta fare alcuni numeri per indicare l'importanza della collezione. La raccolta di Grafica è sorta intorno al 1957, per iniziativa di Carlo Ludovico Ragghianti, che invitò artisti italiani e stranieri a donare opere al Gabinetto Disegni e Stampe. Nel 1959 erano oltre 1200 le opere, e nel 1961 ben 2700 (tra cui la celebre litografia di Picasso, con la dedica all'Istituto di storia dell'arte dell'Università di Pisa). La collezione testimonia quindi un periodo molto vivace all'interno del Gabinetto, grazie alla presenza di Ragghianti, che ne fece un centro di eccellenza, di ricerca nell'arte contemporanea, ruolo che sembrava aver perso, poi, negli ultimi anni. Ora, grazie anche all'apertura del Museo, che rende finalmente fruibile al pubblico questa bella collezione, è auspicabile che ritorni ad avere un posto di rilievo nell'arte contemporanea.
L'attività del Museo parte con la mostra "Segni multipli", che raccoglie parte delle opere della collezione grafica di Giulio Carlo Argan, donata all'Università dalla figlia Paola. La raccolta, di oltre 600 tra incisioni e disegni, comprende, inoltre anche opere di Capogrossi, Mastroianni e Guido Strazza.
Il percorso museale segue i pensieri di Argan, che ci guidano e conducono attraverso le incisioni. Interessante la grande sala dedicata a Emilio Vedova, guidata dalla frase di Argan "Il gesto di Vedova è il gesto che rompe il ghiaccio di una situazione sul punto di irrigidirsi e riapre in essa comunque una profondità di spazio e di tempo", soprattutto colpisce l'attenzione dello spettatore l'incisione su Guevara, dal tratto molto deciso e crudo. Seguono anche altre incisioni di artisti che hanno utilizzato altri tipi di tecniche, come gli italiani Pascali e Capogrossi. Come ha scritto Argan "L'immagine grafica non è più rappresentativa, né decorativa, né illustrativa. Ha struttura e funzionalità proprie, si può paragonare ai teoremi della geometria, il cui enunciato non è un'ipotesi da verificare, ma una proposizione di cui la dimostrazione mette in evidenza la struttura logica. Il campo della grafica, ovviamente, è un altro, quello della visione, la sua tecnica perfezionata è , oggi, il miglior strumento per la ricerca scientifica sulle strutture della visione nei suoi due aspetti, in ultima analisi coincidenti, di percezione e immaginazione".
Al secondo piano si passa alla collezione, donata al Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università di Pisa nel 1957 dalla vedova dello scienziato e storico della scienza Sebastiano Timpanaro, che da lui prende il nome. Tra le opere esposte, sono molto suggestive le acqueforti di Giovanni Fattori, come "Pio Bove", dal segno denso, ben costruito e molto deciso (la collezione comprende ben 195 acqueforti), con alcune stampate direttamente dall'artista. Tra le le altre opere si trovano incisioni rare di Giorgio Morandi, un disegno di Montale e le 105 incisioni di Luigi Bartolini, con cui il Timpanaro era legato da uno stretto rapporto di amicizia. Molto interessanti anche le opere dell'architetto Mario Chiattone, donate al Gabinetto nel 1965, e che sono una preziosa testimonianza del futurismo in Italia.

Museo della Grafica
Palazzo Lanfranchi
orario apertura:
giugno-settembre 17-20
ottobre-dicembre 15-19
ingresso gratuito


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