L'Orto botanico di Napoli - Tra natura, scienza e storia

Claudia Esposito - 31.05.2007 testo grande testo normale

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In questo Maggio dei Monumenti napoletano si spalancano le porte anche del Real Orto Botanico.

In questo Maggio dei Monumenti napoletano si spalancano le porte anche del Real Orto Botanico.
Della sua creazione si cominciò a discutere fin dal 1615, ma i lavori iniziarono effettivamente solo nel 1807 previo decreto emanato da Re Giuseppe Bonaparte (fratello del più famoso Napoleone), affidati a Dehnhardt sotto la guida di Michele Tenore, mentre l'impianto architettonico venne realizzato e terminato nel 1811, dall'architetto Giuliano de Fazio.

A differenza della sua funzione originaria di strumento per la conoscenza delle piante utili all'agricoltura, al commercio, ed all'industria, oggi è un'opera atta alla ricerca, alla didattica ed alla conservazione di specie rare ed in via di estinzione.
Ospita la struttura universitaria della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, oltre ad essere sede dei musei di Paleobotanica (che mostrano, attraverso campioni fossili, immagini e testi esplicativi, l'evoluzione delle piante terrestri e vascolari fino a quelle attuali) ed Etnobotanica (che offrono esempi significativi circa l'utilizzo di alcune piante presso popolazioni della fascia tropicale: Amazzonia, Messico, Filippine, Borneo e Sumatra), collocati nel castello (ex casale rurale) e raccolgono ben oltre 25.000 esemplari di specie vegetali.

L'intero giardino, che si distende in un'area di 12 ettari, è di una bellezza incantevole, tangibile fin dall'impatto che si ha nel sostare dinanzi alla sua entrata caratterizzata da una facciata monumentale (anch'essa realizzata da de Fazio), il cui scalone conduce sulla terrazza della passeggiata ottocentesca.
Lo stile fu uniformato a quello dell'adiacente Real Albergo dei Poveri (progettato invece dall'architetto fiorentino Fuga).

Entrando ci si ritrova immersi in uno scenario parallelo rispetto a quello di vita quotidiana frenetica: nel giardino tutto vive e respira ma con un'immobilità ed un'astratta lentezza che consentono la percezione della serenità che solo in certe condizioni riesce ad esprimersi.
Questo polmone verde respira aria desertica perché, sul pendio orientato verso sud, è stato allestito un settore nel quale sono state collocate la maggior parte delle piante Cactacee bisognose di un ambiente molto soleggiato, arido e di alte temperature, di fronte al quale si trovano invece le piante Epifite che pur vivendo su altri vegetali, non li parassitano, nutrendosi autonomamente... non ci sono migliori insegnamenti se non quelli tratti dalla natura.

Tra le disparate scelte di classificazione delle piante, è stata attuata una molto originale ed accattivante: alcune specie sono state ordinate in base alla loro appartenenza al Vecchio ed al Nuovo Testamento, così da identificare finalmente l'oggetto sconosciuto: la Mirra, la Zizzania (che è un'erbaccia che cresce tra il grano e che la corona di spine di Cristo, pianta molto morbida e flessuosa i cui rami solo dopo essere stati staccati dal tronco, prendono la forma desiderata e seccandosi s'induriscono).

Nella parte settentrionale dell'Orto giganteggia la Serra Monumentale, sempre opera di de Fazio. Detta anche Serra Merola perché dedicata all'omonimo direttore al quale si deve la vera rinascita dell'Orto dopo gli anni della guerra - in cui le truppe lo adibirono alla coltivazione di legumi, patate e grano, e le strutture vennero trasformate in rifugi per la popolazione, gli istituti in caserme ed i prati, ricoperti di cemento e sterilizzati, vennero usati come parcheggio - solo in epoche recenti è stata dotata di un impianto di riscaldamento e funge così da riparo invernale per le piante provenienti da zone tropicali e subtropicali.

E' stato sviluppato anche un itinerario per i non vedenti, mettendo a loro disposizione delle teche dalle quali si possono apprendere sintetiche notizie delle piante scritte con caratteri braille, toccare con mano singolari elementi caratterizzanti la pianta descritta e quindi poterne apprezzare anche i particolari odori.


L'Orto è aperto dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 14:00 con visite previo appuntamento telefonico: (+39) 081.449759 e con ingresso gratuito.

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